Provincia MB. Ok al benessere e alla sicurezza, ma troppi tumori!

Provincia MB. Ok al benessere e alla sicurezza, ma troppi tumori!

La fine dell’anno è tempo di bilanci e analisi ed ecco il consueto appuntamento con i rapporti sulla qualità della vita nelle province italiane. I dati e le classifiche pubblicate dai giornali economici ItaliaOggi e il Sole24ore ci dicono dove si colloca la provincia di Monza e Brianza, in quali ambiti ci sono risultati migliori e quali sono gli aspetti più problematici.

“ItaliaOggi” propone il suo studio, giunto alla 19ª edizione, per “stimolare il dibattito sui percorsi da intraprendere per incrementare il benessere (non solo economico) delle comunità locali” e “rendere di dominio pubblico il gap dell’azione politica e amministrativa”. Sono nove le dimensioni d’analisi (AFFARI E LAVORO, AMBIENTE, CRIMINALITÀ, DISAGIO SOCIALE E PERSONALE, POPOLAZIONE, SERVIZI FINANZIARI E SCOLASTICI, SISTEMA SALUTE, TEMPO LIBERO E TENORE DI VITA) con dati specifici relativi a numerosi indicatori. Considerando che il totale delle province è 110 e che le stesse sono poi raggruppate in 4 fasce, in ordine “buona”, “accettabile”, “scarsa”’e “insufficiente”, vediamo cosa dicono i numeri.

Monza e Brianza è al 35o posto della classifica generale che riassume tutti gli ambiti considerati. Guadagna 3 posizioni rispetto al 2016 e si colloca nella seconda fascia, quella “accettabile”. In Lombardia solo Milano è più indietro al 57o posto.

C’è un netto calo nell’ambito AFFARI E LAVORO dove si passa dalla 13ª posizione del 2016 all’attuale 38ª. Tra gli indicatori i piazzamenti migliori sono su Tasso di occupazione e Tasso di disoccupazione (in entrambi i casi al 25o posto). Siamo in fondo invece nel Numero di imprese registrate per 100.000 abitanti (95o posto). Purtroppo il lavoro sembra non essere più un punto di forza.

In una regione quasi tutta verde (il colore che individua la fascia “accettabile”) la nostra provincia si distingue perché segnata in rosso nell’ambito AMBIENTE. Lontani da Sondrio, che è in prima fascia, Monza si ferma alla posizione numero 59. Nell’ultima edizione del rapporto l’indagine su questo tema è stata più approfondita conferendo, come scrivono gli autori, “un maggiore realismo ai risultati”. Gli indicatori più problematici sono quelli relativi alla qualità dell’aria (Concentrazione di biossido d’azoto, 89ª posizione, e Giorni di superamento limiti di PM10, 75ª posizione) e anche quello sull’uso del trasporto pubblico (72ª posizione). Va meglio nel contenimento della dispersione idrica (7ª posizione), nella capacità di depurazione acque reflue (17ª posizione) e nella riduzione della produzione rifiuti (9o posto).

La classifica dell’ambito CRIMINALITÀ, dove Treviso risulta la provincia più sicura con 1.000 punti, vede Monza posizionata al 20o posto con 850,68 punti, nella fascia migliore, quella “buona”. Nel 2016 eravamo al 16o posto. La vicina Milano rimane ben più lontana in classifica piazzandosi al terzultimo posto (108ª posizione). Omicidi, lesioni, sfruttamento prostituzione, scippi, ecc.: nei diversi indicatori le posizioni variano. I picchi più negativi sono sui furti in appartamento e di auto (siamo intorno alla posizione numero 90). Secondo i numeri del rapporto siamo più sicuri invece sugli indicatori Estorsioni per 100.000 abitanti (terzo miglior punteggio) e truffe e frodi informatiche per 100.000 abitanti dove siamo i meno colpiti e otteniamo il massimo, 1000 punti.

Nel variegato tema del DISAGIO SOCIALE siamo al 34o posto, valutato come “accettabile”. C’è però un dato sempre più preoccupante: già da qualche anno siamo i peggiori d’Italia nell’indicatore Morti per tumore ogni 100 morti. E’ confermata la posizione del 2016: ultimi.

Restiamo al 41posto nell’ambito POPOLAZIONE dove eccelle Bolzano. Ci trascina giù un indicatore in particolare, la “densità demografica (posizione n. 109) dove fa peggio di noi solo Napoli. Le due province più urbanizzate d‘Italia viaggiano a braccetto.

Siamo in terza fascia, quella classificata come “scarsa” negli ambiti SERVIZI FINANZIARI (79ª posizione) e SISTEMA SALUTE (86ª posizione). Sono risultati probabilmente inaspettati che derivano dai bassi punteggi nel primo caso su alcuni indicatori relativi alle scuole superiori: Sottodimensione dei servizi di istruzione media superiore numero medio di classi per 100 studenti nella scuola media superiore, dove siamo in entrambi i casi alla posizione n. 108. Negli indicatori del SISTEMA SALUTE siamo complessivamente a livello medio-basso, con numeri peggiori per sottodimensione posti letto in reparti specialistici (90o posto) e sottodimensione apparecchiature diagnostiche (97o posto)

Abbiamo un’insufficienza anche nell’ambito TEMPO LIBERO, 92ª posizione, dove siamo i peggiori della regione. Secondo il rapporto siamo carenti rispetto alle altre province in strutture ricettive e anche in bar, ristoranti e associazioni ricreative, artistiche, culturali. Va meglio negli indicatori su palestre e cinema.

Si chiude, questa volta bene, in tema di TENORE DI VITA: livello buono e posizione in classifica in risalita dove passiamo dal 56o al 14o posto. L’indicatore migliore è quello dell’importo medio mensile pensione (€. 1.064,30) secondo solo a Milano. Il prezzo di riferimento al mq di un appartamento nuovo in zona semicentrale era e rimane alto (€.2.218,75) e ci porta in 97ª posizione.

L’altra ricerca diffusa in questi giorni sulla qualità della vita è quella de “Il Sole 24 Ore”. L’infografica interattiva del giornale economico conferma, con qualche distinguo numerico, le tendenze del precedente rapporto. La posizione nella classifica generale è la numero 29, da riferirsi sempre alle 110 province considerate.

In giustizia e sicurezza abbiamo il risultato migliore (12ª posizione), con il primo posto confermato in tema di frodi informatiche da cui risulta che siamo ottimamente protetti. Siamo 14esimi in demografia e società, trascinati in alto dal sesto posto nell’indicatore sugli anni di studio ma dove pesa il dato negativo della densità abitativa (confermata la penultima posizione).

Si ritrovano anche qui valori negativi in tema di ambientespinti in basso dal 100posto del punteggio relativo all’indice collegato a Ecosistema Urbano di Legambiente ma soprattutto dal consumo di suolo dove siamo veramente gli ultimi (posizione n.110). Convalidata la buona posizione in termini di importo medio delle pensioni mentre su lavoro e innovazione le voci raggruppate ci portano a metà classifica (45o posto).

Tra dati sostanzialmente attesi e altri più sorprendenti, in molti possono provare a dare la loro spiegazione e individuare meriti e colpe. I numeri più significativi lasciano però pochi dubbi nel mettere in ordine le priorità e le urgenze della nostra provincia. La speranza è che questi rapporti siano usati proprio per questo.

Articolo di Luca D’Achille, ecologista

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