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L'arte di Giovanni Ferrari: quando per raccontare una storia bastavano due tratti di matita

L’arte di Giovanni Ferrari: quando per raccontare una storia bastavano due tratti di matita

27 Dicembre 2017

A volte le parole non servono per raccontare una storia, a qualcuno bastano due tratti di matita. Proprio a due passi da noi, a Villasanta, è vissuta una persona che merita di essere ricordata, uno dei protagonisti del mondo dell’animazione: Giovanni Ferrari, tra i primi e gli ultimi in Italia a disegnare un cartone animato con il solo aiuto di carta e penna, la mano che ha dato forma a ‘La Gabbianella e il Gatto’.

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CHI ERA GIOVANNI FERRARI?

L’animatore di disegni che ha regalato un po’ di magia a diverse generazioni cresciute a pane e Carosello e cullate da personaggi come Babbut-Mammut-Figliut, Tacabanda, Pallina o Derby, fino ad arrivare ai più giovani di noi, che oggi lo ricordano per le immagini meravigliose de ‘La Gabbianella e il Gatto’ o per i famosi nanetti di Loacker.

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Impossibile dimenticare la risata contagiosa di Scacciapensieri, protagonista della tv svizzera in onda ogni sabato negli anni ’70. Tra le sigle firmate da Ferrari, molte legate alla trasmissione ‘Domenica In’ negli anni ’80 con personaggi come la Tartaruga e Johnny il Bassotto (nel video sotto ndr) in collaborazione con l’amico Walter Cavazzuto. Schizzi indelebili e ‘inarrivabili’ – come dicevano i suoi allievi – frutto della maestria di uno dei più grandi animatori italiani, venuto a mancare proprio qualche settimana fa a Villasanta, il paese dove risiedeva e, dal 1985, aveva il suo studio privato (in foto sotto ndr).

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Tanto bravo quanto umile, più interessato alla famiglia che alla fama, Ferrari non ha mai definito il suo un ‘lavoro’ ma una vocazione naturale che l’ha portato a dedicare la vita intera ai suoi personaggi animati. Contattato anche da Walt Disney, l’animatore non ha mai pensato di incontrare la famosa casa di produzione per non allontanarsi dalla sua famiglia e anche perchè preferiva volare con la fantasia, che con l’aereo.

“La vita di mio nonno era paragonabile ad un cartone animato. Quando ero piccola mi accompagnava alla stazione e mi salutava sventolando un fazzoletto bianco e saltellando sui binari, tutte le mie amiche delle scuole elementari lo ricordano. Una volta gli ho chiesto di mangiare insieme delle cosce di pollo, per averne quattro ha comprato quattro polli. Aveva un mondo tutto suo che era molto lontano dalla vita reale di tutte le altre persone”, ha raccontato la nipote, Giulia, visibilmente commossa.

Un uomo ironico che non aveva paura di mostrarsi agli altri per quello che era. Non è raro che provasse le facce per i suoi personaggi mentre guidava guardandosi nello specchietto retrovisore, non temeva di essere preso per matto dalle persone che gli suonavano il clacson indispettite dal comportamento così strano, più simile a quell’amico immaginario che tutti i bambini desiderano che ad un nonno tradizionale.

 

IN BICICLETTA VERSO UN SOGNO: L’INFANZIA E GLI STUDI.

Nato nel 1937 nella campagna ferrarese Giovanni Ferrari era l’ultimo di sei figli, tutti cresciuti come contadini. Grazie al sacrificio della famiglia e alla sua forte caparbietà ha frequentato la scuola comunale d’arte Dosso Dossi di Ferrara, diplomandosi poi presso l’istituto d’arte Adolfo Venturi di Modena.

“Papà ci raccontava sempre che sua mamma aveva avuto le doglie proprio mentre si trovava in un campo, quindi è davvero nato tra i campi, nel vero senso del termine”, hanno ricordato le figlie Silvia e Valeria. Due braccia, quelle di Giovanni, rubate all’agricoltura, ma donate e accolte di buon grado dal mondo dei cartoni animati.

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Venti chilometri al giorno di andata e venti di ritorno in sella alla sua bicicletta – a pranzo un frutto – per raggiungere i banchi sui quali disegnava, imparava e si avvicinava sempre di più a quella che sarebbe stata la sua professione sotto l’occhio attento e ammirato del maestro scultore Laerte Milani.

 

IL MONDO ANIMATO DI GIOVANNI FERRARI DALLA CAMPAGNA A VILLASANTA, PASSANDO PER MILANO: LA CARRIERA.

Cresciuto tra la natura e gli animali, Ferrari non ha mai rinunciato alla sua passione. Si è trasferito a Milano nel 1961 ospite di una zia, con un sogno, quello che poi si è trasformato nella sua carriera di animatore. Una volta arrivato in città, nonostante il grande cambiamento dai campi al naviglio, ha presto iniziato la sua collaborazione con alcuni studi pubblicitari dove disegnava e animava le sue creature per imprimerle nei ricordi delle persone. Tra le sue prime opere, le figurine del ‘Formaggino Mio’.

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Un lavoro di precisione, quello dell’animatore, ma che a Giovanni veniva naturale. Ogni animazione si compone di uno storyboard dettagliato fatto di disegni principali e disegni intermedi, il tutto numerato e ordinato poi lucidato e colorato per essere ripreso uno ad uno e unito alla colonna sonora. Questo faceva Ferrari prima nella casa di produzione Gamma Film, dal 1963 al 1970, poi nella cooperativa RDA70 dove, grazie al contributo di Bruno Bozzetto, sono nati lungometraggi come ‘Allegro Non Troppo’ (foto sotto ndr) e personaggi come Scacciapensieri.

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A mantenere l’equilibrio tra realtà e finzione, la dolce metà di Giovanni Ferrari, la moglie Pina. “Ricordo che quando doveva disegnare Scacciapensieri provava la risata guardandosi allo specchio. Lo sentivo ridere da solo e un giorno l’ho trovato addirittura sdraiato per terra che si sbellicava. Giovanni è nato disegnando ed è vissuto nel suo mondo fantastico riempiendo la casa di sculture, schizzi, disegni e tutto quello che gli passava per la testa”, ha raccontato la signora Pina.

Un rapporto molto ironico e sincero, quello con la compagna di una vita, come traspare ancora oggi negli occhi della donna, tanto che nel 2000 Ferrari ha scelto come regalo per lei un calendario in cui si è fatto fotografare in posa come Raul Bova, tra asciugamani e rocce e senza farsi mancare qualche nudità. Stampato in diverse copie (e appeso in bella vista nel suo studio ndr), anche figlie e nipoti hanno apprezzato il dono decisamente poco convenzionale del nonno.

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Dal 1985 Giovanni Ferrari, trasferitosi a Villasanta, ha aperto il suo studio privato dove ha sviluppato spot pubblicitari come Mastrolindo ed altri per Kinder Ferreo, Mulino Bianco, Loacker e Raid oltre a partecipare al film ‘Volere Volare’ di Nichetti disegnando la parte del cartone animato. Sono nati a Villasanta anche i disegni per ‘La Gabbianella e il Gatto’ di E. Dalò, tra i personaggi preferiti dei tre nipoti Giulia, Viola e Romeo.

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GLI ULTIMI ANNI A VILLASANTA, TRA ACQUARELLI E INSEGNAMENTO.

Nell’ultima parte della sua vita, Giovanni Ferrari si è messo di nuovo in discussione imparando a disegnare con gli acquarelli e frequentando il Circolo Amici dell’Arte dove insegnava tecniche di pittura e scultura, oltre a dedicarsi ai suoi tre nipoti.

La sua perdita ha sconvolto Villasanta, lasciando un vuoto enorme ma, allo stesso tempo, un ricordo pieno di spensieratezza per chi lo conosceva. Una spensieratezza che si può toccare con mano nei suoi ultimi disegni, gli uccellini.

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Ecco alcuni dei suoi disegni: 

 

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Francesca Zonca
Francesca Zonca. Se dovessi riassumere le mie passioni in due parole direi sicuramente lingue straniere e cinema. Studio lingue da quando sono piccola, amo viaggiare ma soprattutto amo riuscire ad entrare in contatto con diverse culture. La comunicazione e l'informazione sono al primo posto per me.


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