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Elezioni Catalogna, la soddisfazione dei “brianzoli” di Barcellona

Elezioni Catalogna, la soddisfazione dei “brianzoli” di Barcellona

22 Dicembre 2017

Sarà buona la seconda? Per la Catalogna la risposta è…ancora tutta da vedere. Ma da oggi la Regione situata all’estremità nord-orientale della Spagna ha qualche certezza in più. Le elezioni regionali, infatti, riconvocate il 21 dicembre dal governo di Madrid a due mesi circa dal referendum sull’indipendenza e dall’applicazione, per la prima volta dal ripristino della democrazia nel 1978, dell’articolo 155 della Costituzione, con il conseguente commissariamento del Governo della Catalogna, hanno dato un esito tutt’altro che scontato. Le tre forze indipendentiste (JUNTSxCat, Erc-CatSì e Cup) hanno conquistato la maggioranza assoluta dei seggi del Parlamento di Barcellona, 70 su 135. Ma hanno ottenuto “solo” il 47,5 per cento dei voti. E il primo partito è Ciudadanos, la più acerrima formazione centrista unionista. Che, con i suoi 36 seggi, ha sopravanzato perfino Junts dell’ex premier catalano, Carles Puigdemont, ora in esilio a Bruxelles, ed ha dominato la coalizione di chi è contrario alla separazione della Catalogna dalla Spagna. Su questo fronte, infatti, dietro Ciudadanos, guidato dal giovane Albert Rivera, ci sono, molto staccati, i socialisti catalani con 17 seggi e i popolari del premier Mariano Rajoy, che si sono aggiudicati solo 3 seggi.

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Numeri significativi, conditi da un’affluenza dell’82%, mai registrata in precedenza, che assegnano agli indipendentisti la vittoria. Non ancora, però, da festeggiare. E’, infatti, meglio tenere lo spumante ancora in frigorifero fino a quando non saranno chiari gli sviluppi del risultato delle urne. Anche perché alle ultime elezioni regionali catalane, nel settembre 2015, alla coalizione indipendentista non è bastato conquistare la maggioranza assoluta di 72 seggi in Parlamento per evitare il turbinio di episodi degli ultimi mesi. Prima, durante e dopo il referendum dell’1 ottobre. Con una serie di atti politici e giudiziari, che hanno spaccato in due la Spagna. Tra manifestazioni oceaniche a sostegno delle rispettive ragioni e gli arresti di leader indipendentisti e politici catalani, compresi alcuni ex ministri. Un clima acceso e confuso, tutto ancora da decifrare dopo l’ultimo esito delle urne. Come dimostrano anche le prime dichiarazioni di Puigdemont e Rivera. Che, nella loro ovvia diversità, sembrano confermare l’unico dato attualmente certo: la sconfitta del Partito Popolare del premier Rajoy in Catalogna.

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Le vicende della Regione più ricca ed industrializzata della Spagna, nonostante i chilometri di distanza, riguardano da vicino anche Monza e la Brianza. Non soltanto perché, come MBNews ha sottolineato un mese fa, nella città capoluogo vengono esposti vessilli dall’alto valore simbolico quali la bandiera spagnola in piazza Citterio (clicca qui). Ma, soprattutto, per la presenza, sul nostro territorio, di catalani doc, ormai stabilmente residenti a Monza. E, perfino, di un Comitato catalano, nato il 27 ottobre, giorno in cui il Governo di Madrid ha deciso di applicare l’articolo 155 della Costituzione e, quindi, commissariare il Governo della Catalogna. Un gruppo di persone molto attivo, anche sui social network, che, tra serate a tema, eventi e manifestazioni, raccoglie contributi da diversi Paesi e cerca di spiegare le ragioni dell’indipendenza (leggi l’articolo).

“Di primo acchito la mia prima reazione è stata un po’ di delusione perché speravo in una vittoria maggiore dei partiti indipendentisti – elezioni-catalogna-mbafferma la signora Mireia, nativa di Barcellona, ma cittadina di Monza da 29 anni – poi, però, un po’ più a mente fredda, stanno prevalendo aspetti positivi come l’alta affluenza, la sconfitta del Partito Popolare e la possibilità della coalizione catalanista di governare. Manca ancora lo scrutinio dei voti all’estero, che avverrà il 24 dicembre – continua – poi vedremo che cosa succederà con i prigionieri politici, con il Presidente in esilio e se il governo di Madrid ritirerà l’art.155 della Costituzione”.  In attesa di conoscere i prossimi sviluppi, le elezioni catalani, seppure in maniera diversa rispetto al referendum sull’indipendenza, non sono state prive di problemi. “Molte persone non hanno potuto votare perché non hanno ricevuto in tempo la documentazione necessaria a causa dei ritardi di Poste italiane – sostiene Mireia, che, in questa occasione elettorale, è stata anche osservatrice al Consolato di Milano per i voti dei catalani all’estero – nonostante questo, a Milano hanno votato 477 persone sui 1600 aventi diritto, mentre due anni, alle ultime elezioni regionali, erano state 198”. Chiuse le urne, la Catalogna brianzola è pronta a restare in campo. “Non ci fermiamo qui, agli amici e alle amiche della Catalogna, che ci hanno fatto crescere umanamente, diciamo che il loro percorso sarà il nostro – afferma Marco Melzi, residente a Concorezzo e Presidente del Comitato 27 ottobre – oggi ci sono più indipendentisti in carcere che deputati del premier Rajoy nel Parlamento catalano. La Spagna ha fallito – continua – queste elezioni hanno dimostrato che è una ‘questione interna catalana’ perché saranno i catalani a decidere del loro futuro”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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