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Cesano, morti sui binari. Il sindaco: “Tragedia che non deve ripetersi”

Cesano, morti sui binari. Il sindaco: “Tragedia che non deve ripetersi”

13 Dicembre 2017

E’ una storia che strazia il cuore quella dei due coniugi cesanesi, Michele Lorusso e Maria Giuseppa Iacovazzo, che ieri mattina hanno perso tragicamente la vita investiti da un treno. Insieme fino alla fine, verrebbe da dire: lui perde il cappello, lei lo raccoglie ma rimane incastrata, si presume, con la scarpa nei binari. Lui vede arrivare il treno, che aveva già iniziato a suonare per avvisare di sgombrare le rotaie, ma non la lascia. Ricostruisce così gli ultimi attimi di vita dei pensionati di via Puccini, Alessandra Salgaro, il proprietario del bar che si trova proprio di fronte il passaggio a livello e che ieri mattina ha visto con i suoi occhi l’intera, terribile, scena: “Sono qui da un anno, e ogni giorno vedo centinaia di persone passare sotto le sbarre, a volte anche distratti da cuffiette o dai telefoni – ci racconta – non avrei mai voluto assistere ad un scena del genere ma, devo ammettere, mi aspettavo che prima o poi sarebbe successo qualcosa di brutto: troppa gente di fretta, troppa gente non curante del pericolo”. E in effetti, è bastato anche noi soffermarci qualche minuto in corso Libertà per constatare che sono davvero molte le persone che non si fermano e decidono di passare sotto le sbarre per guadagnare qualche secondo in più: ragazzini, mamme con i passeggini, donne in bicicletta. Ieri, è successo a Michele Lorusso  e Maria Giuseppa Iacovazzo. Ma poteva succedere a chiunque.

Le polemiche: sottopassi troppo lontani e attese troppo lunghe

L’incidente di ieri che ha portato sgomento e tristezza in tutta la città, ha acceso molte polemiche sulla poca sicurezza della vecchia stazione di Cesano Maderno che taglia in due corso Libertà. Forse un sottopasso avrebbe potuto evitare quanto è successo ai due pensionati ma, in realtà, due passaggi ci sarebbero solo che non sono proprio comodissimi da raggiungere a piedi e, dunque, i cittadini preferiscono fare un piccolo sgarro alle regole, attraversando i binari anche con le sbarre abbassate. E poi, ci sono le attese. “A volte il passaggio a livello è rimasto chiuso anche per più di mezz’ora, assurdo”, commenta il titolare del bar, Alessandro Salgaro. Un problema, quello delle soste prolungate, che sta mettendo a dura prova diversi comuni brianzoli, tra cui anche Seveso, Meda e Varedo. E proprio a fronte di questo problema, che perdura da anni, il sindaco Maurilio Longhin ha deciso di intervenire in merito al tragico destino toccato a due dei suoi cittadini: “Siamo consapevoli delle difficoltà che derivano dalle prolungate attese ai passaggi a livello, dai ritardi e soppressioni dei treni ma non solo – afferma – per questa ragione con le amministrazioni di Meda, Seveso e Varedo ci stiamo facendo parte attiva per un confronto con Regione Lombardia e Ferrovie Nord per chiedere azioni che consentano di superare tutte le difficoltà che, sia per i pendolari che utilizzano i treni che per i cittadini che si muovono nelle nostre città, assicurino il miglioramento del servizio e facciano sì che simili tragedie non abbiano la possibilità di ripetersi, pur nella consapevolezza che di fronte all’imponderabile qualsiasi condotta può risultare vana”.

Per il sindaco, comunque, il superamento delle barriere del passaggio a livello è una grave violazione delle regole perché, dice: “Le barriere abbassate rappresentano un limite invalicabile ed è per tale ragione che quanto è successo appare incredibile. Cesano è una città che si è dotata per tempo di sottopassi sia veicolari che pedonali che consentono di superare la ferrovia in totale sicurezza – conclude – il fatto di non utilizzarli non esime il pedone ed il ciclista dal dovere attendere l’apertura del passaggio a livello prima di attraversare la ferrovia”.

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Melissa Ceccon
Laureata in Lingue e Letterature Straniere alla Cattolica di Milano. Mamma e moglie. Scrivo sempre e da sempre: nel 2008, il mio primo articolo di cronaca locale. Da allora, non ho più smesso. Sul web racconto anche di libri e di mamme. Nella mia borsa non mancano mai: un romanzo, una penna, un blocco per gli appunti e lo smartphone per catturare immagini e video delle notizie più interessanti.


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