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Cava Vitali, chiusa entro dicembre. Sindaco: “Monitoriamo la situazione”

La Vitali è stata condannata in secondo grado al pagamento di una multa di 788mila euro

bitumificio-caponago

Quasi 800mila euro da versare nelle casse comunali per “scavo non autorizzato”. «La Vitali spa, azienda proprietaria del polo estrattivo di Caponago, è stata condannata da una sentenza di secondo grado al pagamento della multa di 788mila euro, per escavazione avviata prima di avere regolare permesso». La notizia è stata data dal sindaco di Caponago, Monica Buzzini, nei giorni scorsi e portata mercoledì 20 gennaio in Consiglio Comunale, dove il Primo cittadino ha ribadito: «Noi non abbiamo nulla contro la Vitali, ma teniamo al rispetto delle regole».

«Dimostriamo ogni volta, perché questa non è la prima, che i nostri atti nei confronti della ditta Vitali Spa sono elevati su questioni concrete ed in base a regole che non vengono rispettate – aveva scritto la Buzzini su Facebook negli scorsi giorni – La cosa che mi preme sottolineare non è tanto la cifra che potrà entrare nelle casse comunali e quindi per tutti i cittadini e che è sicuramente importante, ma quello che cerco di spiegare all’azienda da sempre: il lavoro delle aziende sul nostro territorio è molto importante e qualificante ma deve essere eseguito e portato avanti nelle regole, regole che devono essere seguite che si sia piccoli imprenditori o grandi gruppi».

La questione, comunque, non è ancora conclusa del tutto, prima di tutto perché si potrebbe procedere con il ricorso in Cassazione, ma anche perché dovranno essere definite le tempistiche dei lavori di ritombamento della cava di prestito. Entro il 31 dicembre si attende la sua chiusura, data che sancisce il termine della sesta proroga concessa da Regione Lombardia, in teoria senza possibilità di ulteriori avanzamenti.

«Terremo sotto controllo la situazione»  ha concluso il Primo cittadino.

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