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Bovisio. La “via dell’amianto” indigna il Movimento 5 Stelle

Bovisio. La “via dell’amianto” indigna il Movimento 5 Stelle

4 Dicembre 2017

In soli duecento metri, ci sono ben nove tetti in amianto, di cui solo sei sono dichiarati e presenti nel database dell’Ats. Una scoperta preoccupante fatta dal consigliere regionale Gianmarco Corbetta, del Movimento 5 Stelle: “Ho iniziato a occuparmi della questione alcuni mesi fa e, volendo capire lo stato dell’arte, avevo due possibilità – spiega – partire dall’alto con lo studio delle leggi nazionali e i piani operativi della Regione oppure partire dal basso, facendo una piccola indagine empirica, nel luogo dove vivo, per poi risalire alle leggi nazionali e ai piani regionali e verificare se e quanto funzionano”. Quello che è stato scoperto ha dell’incredibile anche se, forse, non proprio del tutto inaspettato: ci troviamo a pochi passi dalla stazione di Bovisio Masciago, piazza Bonaparte, e in una sola via, anzi negli unici duecento metri di visuale dal balcone della palazzina più alta, dove appunto vive il consigliere, sono stati riconosciuti ben nove tetti incriminati.

“Sul problema dell’amianto in questi anni si è detto molto, ma fatto ben poco – afferma – per questo sono andato subito a verificare sul sito ufficiale dell’Ats se tutti questi tetti fossero registrati nel loro database: ne ho trovati solo sei”. Dichiarazioni importanti quelli di Gianmarco Corbetta: un dito puntato contro la Regione e Comune che sembra che chiudano gli occhi davanti ad un problema di questa portata. Per questo, il consigliere regionale, ha depositato un’interrogazione al Governatore Maroni per chiedere quanti controlli siano stati fatti in Lombardia sulle auto notifiche e le certificazioni; quante di queste risultino false e quali provvedimenti siano stati presi. “La mia paura è che mi risponderanno che i controlli non ci sono – confida Corbetta – e a quel punto avremo la certezza che la lotta dell’amianto nella nostra Regione è poco più che una farsa!”.

 

Il caso di Bovisio Masciago

Partiamo dal dato fondamentale: il Piano Regionale Amianto Lombardia del 2006 si poneva l’obiettivo della realizzazione di un censimento e della mappatura di tutti i siti contenenti amianto nella regione. I proprietari degli immobili avevano l’obbligo di trasmettere una auto notifica della presenza di amianto alle vecchie Asl, cioè le attuali Ats. Gianmarco Corbetta, con la sua piccola ricerca, ha rilevato non uno, ma ben due grandi problemi: il primo, come dicevamo, è quello della massiccia presenza di amianto i nove immobili disposti in appena duecento metri; l’altro, forse più grave, è che un terzo dell’amianto rilevato risulta sconosciuto ai registri pubblici.

gianmarco corbetta movimento 5 stelle“Tramite una richiesta di accesso agli atti, mi sono fatto mandare dall’Ats tutta la documentazione in loro possesso relativa ai sei tetti presenti nel loro database e ho scoperto che cinque di questi l’Ats ha solo l’auto notifica del proprietario che attesta , senza il supporto di alcun tecnico specialista, il buono stato di conservazione del proprio tetto, evitando così l’obbligo di rimozione – spiega il consigliere del movimento pantastellato – per altro uno ha dichiarato nell’auto notifica, depositata nel 2011, che era stato programmato un intervento di bonifica del tetto, ma ad oggi il tetto in amianto è ancora lì…”. Come al suo posto è rimasto anche il sesto tetto incriminato e “pizzicato” dal Comune di Bovisio che gli avevo intimato di regolarizzare la situazione: “o forniva una dichiarazione di voler rimuovere l’amianto entro 12 mesi oppure presentava una certificazione di buon stato del tetto, questa volta fatta da un tecnico: il tetto in questione è ancora al suo posto”. Quindi, riassumendo, la situazione è questa: su nove tetti in amianto rilevati in una normale strada cittadina lombarda ci sono: cinque casi in cui il proprietario dichiara che il suo tetto è in buono stato; uno in cui un tecnico di fiducia del proprietario dichiara che il tetto è in buono stato e, infine, ci sono tre casi completamente sconosciuti ai pubblici registri.

I dati sull’amianto

Nel 2005 la Regione Lombardia si era data come obiettivo la bonifica totale dall’amianto entro gennaio 2016. Ma ovviamente, dai dati disponibili, si evince che così non è stato. In Lombardia la stima iniziale, nel 2007, era di 2 milioni 832mila metri cubi di cemento amianto delle grandi coperture, a Milano-Monza e Brianza 784mila metri cubi. Da allora a oggi in Lombardia ne è stato rimosso solo il 27,3% , a Milano-Monza e Brianza il 27,8%. Nel 2015 nel registro regionale del censimento risultano inserite 184.178 strutture che hanno una copertura in amianto, l’87% di uso privato e il 13% aperte al pubblico, 11.788 sono a Monza a Brianza. Le tonnellate di amianto rimosse in Lombardia nel 2014 sono state 100.982 per 20.428 interventi, Monza e Brianza ha fatto un po’ meglio: 8.222 tonnellate di materiale in 2.200 interventi.

Il caso di Bovisio Masciago, sollevato dal consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Gianmarco Corbetta, riaccende però i riflettori su un problema molto importante per il nostro ambiente e per la nostra salute: “io mi auguro vivamente che la condizione di questa via, che presenta ben nove tetti con amianto – dichiara – non sia lo specchio di una situazione ben più ampia e grave. Le responsabilità sono tante: a livello nazionale, a livello regionale e comunale”. In realtà, doveroso dirlo, il comune brianzolo è a conoscenza da tempo della situazione: nel luglio scorso, infatti, è stato proprio il consigliere regionale a segnalare all’amministrazione la presenza di questi nove tetti ma, a distanza di quattro mesi, una risposta non è mai arrivata. Neppure quando, nel 2014, ci aveva pensato il portavoce del movimento pantastellato Stefano Pedata a sottoporre alla giunta la questione.

Le proposte

 

Gianmarco Corbetta è risoluto ad accendere i riflettori sul problema della cospicua presenza di amianto a Bovisio, e non solo. Per questo, dopo aver scritto al Comune, ha deciso anche di depositare una interrogazione direttamente al Governatore Maroni per chiedere più attenzione e più controlli. C’è anche una proposta suggerita da Rosanna Biasin e Maurizio Cataldo, del gruppo di Bovisio Movimento 5 Stelle:  l’utilizzo di droni che potrebbero garantire, con una spesa relativamente contenuta, una mappatura dettagliata e aggiornata.  “La situazione è davvero sconfortante ed è chiaro come tutta l’impalcatura di leggi, piani e regolamenti nazionali e regionali abbia fallito – conclude Gianmarco Corbetta – si stima che ancora oggi in Lombardia ci siano ben 3milioni di metri cubi di amianto”.

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Melissa Ceccon
Laureata in Lingue e Letterature Straniere alla Cattolica di Milano. Mamma e moglie. Scrivo sempre e da sempre: nel 2008, il mio primo articolo di cronaca locale. Da allora, non ho più smesso. Sul web racconto anche di libri e di mamme. Nella mia borsa non mancano mai: un romanzo, una penna, un blocco per gli appunti e lo smartphone per catturare immagini e video delle notizie più interessanti.


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