Monza-Livorno 1-1. Striscione degli ultras per Fiorenzo Magni

Monza-Livorno 1-1. Striscione degli ultras per Fiorenzo Magni

È solo un punto, ma stavolta è un punto d’oro. Il Monza ha rallentato la marcia inarrestabile dell’imbattuto Livorno grazie a una più che buona prestazione al Brianteo, che ha confermato la concreta possibilità per la compagine biancorossa di centrare non solo l’obiettivo minimo della salvezza ma anche quello massimo dei play-off.

La squadra messa in campo da Marco Zaffaroni è stata abile nel chiudersi tutta negli ultimi 30 metri non lasciando agli amaranto toscani la possibilità di avvicinarsi alla porta difesa da Liverani. È stata invece meno brava nelle azioni di contropiede, sprecandone troppe a causa o di individualismi o di passaggi sbagliati. I tifosi brianzoli hanno sognato il colpaccio per 67’ più intervallo, ma alla fine hanno giustamente applaudito il gruppo di ragazzi che nelle ultime 3 partite ha racimolato la miseria di 2 punti. Ora il calendario si fa più semplice, quantomeno dal punto di vista dell’intensità che, ormai è evidente, frega Guidetti e compagni. Dopo la trasferta a Pontedera di domenica prossima (calcio d’inizio alle ore 16.30), il Monza osserverà il proprio turno di riposo, dopodiché disputerà il derby con la Giana a Gorgonzola e solo il 10 dicembre tornerà al Brianteo per affrontare il Cuneo.

La partita di oggi sarebbe piaciuta al collega Gino Bacci, scomparso due settimane fa a quasi 81 anni d’età: se non avesse avuto il malore fatale sarebbe stato certamente allo stadio a tifare per il suo Livorno e a simpatizzare per il Monza, la squadra della città che l’aveva adottato. L’1-1 finale l’avrebbe fatto contento forse anche più di un successo dei labronici, considerando l’evidente divario, mostrato anche dalla classifica, tra la squadra allenata da Andrea Sottil e il resto delle contendenti del girone. Solo il ripetersi improvviso di un caso Modena potrebbe togliere alle “triglie” la promozione in Serie B. Ma il Livorno è ancora nelle mani della famiglia Spinelli, ormai una garanzia. Segnaliamo nell’organigramma del club tirrenico il nome di Igor Protti, il più amato giocatore della storia amaranto, come club manager, l’omologo di Vincenzo Iacopino nel Monza.

Davanti a 2mila spettatori si sono dunque trovati di fronte il Livorno, primo in classifica con 32 punti in 12 partite, lanciato da 5 vittorie consecutive con 14 reti fatte e solo 2 subite, e il Monza, che di punti ne aveva raggranellati 19 con una partita in più, reduce da 1 punto racimolato in 2 partite. A stare dalla parte dei biancorossi la tradizione, che in Brianza aveva visto trionfare i labronici solo una volta in 11 uscite, 16 stagioni fa.

Da una parte Zaffaroni ha recuperato dagli infortuni Adorni e Giudici, comunque portati solo in panchina, e ha preferito Galli a Palesi a centrocampo. Dall’altra Sottil ha dovuto fare a meno degli infortunati Bruno, Marchi e Pirrello, ma ha comunque sfoggiato molti giocatori con numerose presenze in Serie A e B, su tutti il centrocampista Francesco Valiani, ex del Bologna, del Parma e del Siena.

L’avvio di gara è equilibrato, anche se le manovre del Livorno risultano più temibili per le qualità tecniche dei suoi esecutori. A passare in vantaggio è però il Monza, all’11’: D’Errico batte un corner, Trainotti fa sponda di testa per Cogliati che a un passo dalla linea di porta insacca di petto. A questo punto il leitmotiv diventa il Livorno che attacca e il Monza che difende il “fortino”.

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Gli ultras dei Sab espongono uno striscione con la scritta “Fiorenzo Magni esempio di virtù: Monza ti ricorda e ti onora” a proposito della polemica che ha interessato le Amministrazioni comunali di Prato e Monza, dove alla prima che ha rinunciato a ricordare con una pista per biciclette il suo campione di ciclismo perché fascista ha replicato la seconda che invece intende onorarlo per la sua grandezza di sportivo. A tal proposito ricordiamo che a Monza ci sono almeno due grandi sportivi finiti nell’oblio dopo la loro morte perché di idee fasciste: Gustavo Luigi Kullmann e Nazzareno Ceraso, il primo Stella d’Oro del Coni, cofondatore dell’Hockey Monza e poi dello Skating Monza nonché tra i più grandi giocatori di hockey italiani, il secondo fondatore della Fiammamonza di calcio femminile.

Tornando al match giocato, al 27’ un sinistro in diagonale di Guidetti viene parato a terra da Mazzoni. Al 35’ Morelli dalla fascia destra crossa per Valiani che sul secondo palo calcia fuori. 3’ dopo D’Errico recupera palla poco fuori dal cerchio di centrocampo e s’avventura in azione personale contro i quattro difensori avversari, riuscendo dal limite a trovare il varco per un bel destro che Mazzoni respinge. Nel finale il Livorno aumenta il forcing, ma non riesce mai a concludere in maniera pericolosa.

Nella ripresa la musica non cambia. Al 14’ un colpo di tacco di Valiani esce fuori di poco. Al 17’ nessun giocatore toscano approfitta di un bel cross di Doumbia dalla fascia destra che Liverani in uscita sfiora solamente. A proposito del portiere monzese, è uscito troppe volte a vuoto nella partita odierna, mostrando probabilmente il punto debole che non gli ha permesso di giocare a livelli più alti. Al 19’ Zaffaroni manda in campo Giudici al posto di Gasparri e 5’ dopo Perini per Galli e Ponsat per Cogliati. Come avvenuto 7 giorni prima contro il Gavorrano i cambi non portano bene: al 33’, infatti, su un cross dalla fascia sinistra di Perez è bravo Vantaggiato a tuffarsi per colpire di testa la sfera mandandola a gonfiare la rete. 3’ dopo il Monza rischia il sorpasso quando Murilo di piatto manda clamorosamente a lato, forse perché l’intenzione era di servire un compagno sull’altro palo. Nel finale torna a farsi pericoloso il Monza con D’Errico, che al 44’ calcia un destro sul quale Mazzoni si oppone col piede. 1’ dopo il fantasista viene sostituito da Origlio, ma nei 5’ di recupero il risultato non cambia.

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In sala stampa Zaffaroni si è presentato sereno: “Dovevamo fare una partita di un certo tipo perché bisognava tener presente il valore degli avversari, che sapevamo essere molto forti. Direi che abbiamo fatto molto bene, limitando la grande qualità dei giocatori offensivi del Livorno togliendo loro spazi. Davanti dovevamo sfruttare bene le palle inattive e direi che l’abbiamo fatto. Sono dunque soddisfatto”.

Il goleador Pietro Cogliati ha parlato dei suoi primi mesi di esperienza a Monza: “Spero di continuare così, di confermare quello di buono che sto facendo. Quando si arriva in una nuova squadra a volte ci vuole tempo per farsi conoscere, però l’importante è farsi trovare pronti quando l’allenatore ti chiama”. Perché il Monza fa più punti con le squadre più forti? “Credo che sia un caso. L’altalenanza dei risultati è dovuta al fatto che non sempre le nostre prestazioni sono all’altezza della situazione, come ad esempio quella di mercoledì scorso contro il Pro Piacenza”.

Il prossimo appuntamento è dunque per domenica in trasferta contro il Pontedera, la squadra che divenne famosa il 6 aprile 1994 per aver battuto per 2-1 in amichevole a Coverciano la Nazionale italiana la quale, in svantaggio per 2-0, riuscì solo ad accorciare le distanze col monzese Daniele Massaro.

 

MONZA-LIVORNO 1-1 (1-0)

MONZA (4-4-2): Liverani; Trainotti, Caverzasi, Riva, Tentardini; Gasparri (19’ s.t. Giudici), Guidetti, Galli (24’ s.t. Perini), D’Errico (45’ s.t. Origlio); Cogliati (24’ s.t. Ponsat), Cori. A disp.: Del Frate, Carissoni, Palesi, Palazzo, Negro, Romanò, Adorni, Barzotti. All.: Zaffaroni.

LIVORNO (4-2-3-1): Mazzoni; Morelli (18’ s.t. Pedrelli), Gonnelli (32’ s.t. Perez), Gasbarro, Franco; Luci, Gemmi (1’ s.t. Giandonato); Doumbia, Maiorino (1’ s.t. Murilo), Valiani (14’ s.t. Montini); Vantaggiato. A disp.: Pulidori, Hadziosmanovic, Borghese, Baumgartner, Ponce, Bardini, Zhikov. All.: Sottil.

ARBITRO: Marchetti di Ostia Lido.

MARCATORI: 11′ p.t. Cogliati, 33’ s.t. Vantaggiato.

NOTE: calci d’angolo 4-8; ammoniti Tentardini, Gemmi e Giandonato; espulso al 35’ s.t. il medico sociale del Livorno, Manlio Porcellini, per proteste; recupero 0’ e 5′; spettatori paganti 1203, abbonati 769 (incasso e quota abbonati non comunicati).

 

 

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Su Camillo Chiarino

Monzese da sempre, ma frequento assiduamente la Brianza perché amo la quiete e la natura. In particolare adoro la Valsesia, la terra dei miei antenati paterni. Giornalista professionista "tuttologo", mi piace scrivere in particolare di politica e sport. Sono tifoso di tutte le squadre cittadine di qualsiasi disciplina e seguo da vicino le partite del Calcio Monza, del Gi Group Team e del Saugella Team. A proposito di pallavolo, l’ho praticata per 17 anni in società della zona, ma quando capita non mi tiro indietro a giocare a nulla, soprattutto se l’invito arriva da una esponente del gentil sesso… Mi piace molto navigare in internet, visitare mostre e monumenti e assistere a concerti, in particolare di musica folk e celtica.