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Lorenzo Radaelli: a un mese dall'apertura della bottega, clonato un suo violino

Lorenzo Radaelli: a un mese dall’apertura della bottega, clonato un suo violino

24 Novembre 2017

È ufficialmente il Liutaio di Concorezzo da un mese, ma qualcuno sta già approfittando del prestigio che Lorenzo Radaelli si sta conquistando con tanti sforzi e duro lavoro. Di lui hanno parlato e continuano a parlare in molti, per la giovane età e la determinazione con cui porta avanti l’ambizioso sogno di ritagliarsi il suo spazietto tra giganti della liuteria. E così, con molta probabilità dalla Cina, ecco arrivare in Italia il primo Radaelli falso. Non che questa sia una novità, nel settore i falsari crescono come funghi, ma assurda è la velocità con cui è accaduto e la pazzesca coincidenza che ha portato Lorenzo a scoprire l’accaduto.

«È stato un maestro di musica a segnalarmelo: il violino in questione è di un’allieva che voleva conoscere il valore dello strumento – ha raccontato il giovane liutaio – Mi sono accorto della contraffazione perché le mie etichette riportano l’etichetta “Lorenzo Radaelli Fece a Cremona nell’anno 20….” con un simbolo, in quella falsa c’era scritto solo Radaelli Liuteria Cremonese».

concorezzo litaio Lorenzo Radaelli violino contraffatto 2

La ragione per cui ciò è accaduto è molto semplice: «Uno strumento artigianale di liuteria vale cifre a tre o più zeri – spiega Lorenzo – uno cinese 200 Euro. Per fortuna non hanno copiato proprio l’etichetta, in quel caso sarebbe stato molto più grave, ma solo il cognome. Non è stata una furbata, perché copiare il violino di una persona che ha fatto una decina di strumenti ed è ancora viva non ha senso: con una telefonata e due foto mandate con whatsapp si risolve l’inganno».

E per fortuna l’inganno è stato scoperto, anche se, la notizia fa supporre che ce ne saranno altri in giro clonati ed è assai probabile che, con il tempo, saranno sempre più. Difficile, quasi impossibile, risalire agli autori del falso, ma essenziale che chi acquista, ovvero i musicisti, siano in grado di smascherare gli impostori. «Bisogna educare bene i musicisti a riconoscere uno strumento autografo da uno palesemente di fabbrica – continua Radaelli – Solitamente uno artigianale viene riempito di timbri a fuoco e firme, anche nei posti dove non si vede (dentro la cassa, in modo che sia visibile con uno specchietto). Detto ciò è possibile copiarlo lo stesso, ma se c’è un cognome e basta il dubbio deve venire! Poi, non ultimo, il certificato di autenticità che accompagna sempre lo strumento».

concorezzo liutaio lorenzo radaelli violino contraffatto

Di positivo, se un aspetto positivo c’è in questa vicenda, c’è la constatazione del successo che pian piano Lorenzo Radaelli sta conquistando nel suo campo: come mostrano i commenti su Facebook al post in cui il giovane ha rivelato la truffa, molti maestri hanno colto il fatto che chi ha copiato proprio i suoi strumenti, ritiene che valga la pena farlo. Insomma, il cognome Radaelli conta già qualcosa, inizia già a essere una garanzia.

In effetti la Bottega di via Cesare Battisti cresce di giorno in giorno: «Stiamo andando bene, iniziano a conoscerci e noi a ricevere ordine – conclude Lorenzo – Piano piano sempre più musicisti sembrano fidarsi di noi». E non solo i musicisti, purtroppo…

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Eleonora D'Errico
Giornalista professionista, appassionata di scrittura, lettura e parole. Per me la vita è riassumibile in alcuni concetti basilari: posti da vedere, persone da conoscere, vite da scoprire e storie da raccontare. Amo la natura, le mie due gatte, le cose semplici e il profumo delle pagine dei libri vecchi. Sono una sognatrice e un’idealista, credo fermamente nel potere del giornalismo costruttivo e nella forza delle parole.


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