L’atleta paralimpica Martina Caironi incontra e incanta Monza #video

L'atleta paralimpica Martina Caironi incontra e incanta Monza #video

“Oltre alle gambe c’è di più”. Cinque ori mondiali, due olimpici. Quindi quellonon è soltanto il ritornello della celebre canzone che nel 1991 stregò il Festival di Sanremo. Ma è una frase che, scelta dal suo team,  racchiude la filosofia di vita di Martina Caironi, pluricampionessa paralimpica portabandiera per la Nazionale ai Giochi di Rio, che giovedì 9 novembre ha vissuto un’intensa giornata a Monza, dove in mattinata ha parlato davanti agli studenti del Collegio Bianconi, mentre nel pomeriggio è stata protagonista presso il negozio di Ortopedia Pirola in un incontro speciale dedicato ai clienti. Appuntamenti che fanno parte degli Experience Days organizzati dalla Ottobock, una delle aziende leader nella produzione di protesi che collabora con l’atleta azzurra da diversi anni.

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Una storia di riscatto e determinazione quella di Martina,che nel 2007, in seguito ad un tragico incidente stradale, ha subito l’amputazione della gamba sinistra.
Quando a 18 anni si vive una tragedia di questo tipo, rialzarsi non è da tutti, ma come recita un celebre aforisma di Kahlil Gibran “Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici”. Ed è proprio dalle cicatrici che questa ragazza ,nata ad Alzano Lombardo nel settembre dell’89, ha deciso di far ripartire la sua corsa, in uno slancio continuo che l’ha portata sul tetto del mondo dell’atletica leggera paralimpica.
Oggi, dopo cinque ori mondiali, due olimpici, e altrettante medaglie messe in bacheca nei 100 mt. nel salto in lungo, Martina Caironi è una delle testimonial più riconosciute di Ottobock, che oltre a fornirle le protesi per la corsa e per la quotidianità, le permette anche di incontrare i ragazzi delle scuole e di visitare i centri ortopedici per parlare della sua esperienza di vita. L’idea è quella di far comprendere ai giovani come anche dalle situazioni più complicate si possano ricavare risultati eccezionali.

“Un incontro importante – ha commentato Andrea Villa vice preside del Liceo Bianconi - che nasce dalla dinamica educativa che va al di là della sola conoscenza e dello studio scolastico. La scuola si rinnova aiutando gli studenti ad affrontare la vita e la realtà sociale attraverso testimonial reali”.

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Nell’aula magna del’istituto monzese, Martina ha intrattenuto gli studenti per quasi due ore, mostrandosi a proprio agio nel raccontare la sua vicenda senza omettere nemmeno i particolari più dolorosi.
Tutto ha inizio in  quel maledetto sabato sera di luglio, quando la moto guidata dal fratello viene travolta dall’auto impazzita di un pirata della strada. Da quel momento la vita così come la conosceva Martina inizia a cambiare. Prima però c’è da affrontare il coma farmacologico, l’ansia dei famigliari, la paura per l’operazione alla gamba e l’incertezza di un futuro che fin da subito appare in salita.

Quando ho riaperto gli occhi è stato proprio mio fratello ad informarmi della gamba amputata, immaginate che bel risveglio - racconta Martina quasi scherzandoci sopra, per poi tornare seria ed aggiungere – Sono stati momenti terribili in cui il mondo ti crolla addosso. I primi mesi era tutto difficile. Guardarsi allo specchio e non accettare la menomazione fisica, chiedersi senza sosta il motivo per cui proprio a me fosse dovuta capitare una tale sfortuna. Poi, come capita a molte delle persone che vivono momenti simili ai miei, ho deciso di reagire. Perché è l’unica cosa che puoi fare quando ti capita una cosa del genere, o provi a rialzarti o altrimenti ti scavi la fossa da solo”. A dire il vero Martina non si è semplicemente rialzata, ma è andata oltre: ha deciso di provare a tornare a fare sport, e di farlo in maniera agonistica, ottenendo risultanti eclatanti sin dalla prima esperienza in pista con una protesi da gara.

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Martina Cairoli rinasce atleta

Da qui in poi è cominciata la presentazione della Caironi atleta, con un lungo elenco degli innumerevoli traguardi raggiunti nello sport paralimpico, così lungo che lo spazio a disposizione per questo articolo non basterebbe per citarli tutti. Ciò che stupisce è l’assoluta normalità con cui questa bergamasca dal sorriso facile riesce a condurre la sue giornate. Di più, da ciò che racconta sembrerebbe che la sua vita sia di gran lunga più movimentata di quella di una persona con tutte e due le gambe. Le protesi di Ottobock le permettono non solo di collezionare metalli preziosi  come se fossero figurine, ma di fare molto altro sport: snowboard, trekking, nuoto, passeggiate in bicicletta, pattinaggio, climbing, tessuti aerei, giusto per citarne alcuni. I ragazzi del Bianconi si sono mostrati molto interessati e l’incontro si è concluso con diverse domande a cui Martina è stata felice di rispondere. Quando le è stato chiesto se anche prima dell’incidente era appassionata di atletica lei molto sinceramente ha risposto di no, aggiungendo che anzi non la capiva proprio e mai avrebbe immaginato tutto quello che poi è accaduto.

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Nel pomeriggio invece è stata la storica Ortopedia Pirola di Via Zucchi ad ospitare Martina Caironi, dando così l’occasione ai pazienti di conoscere una delle atlete paralimpiche più rappresentative di tutto il movimento. L’incontro pomeridiano – che ha visto la partecipazione anche di Simone Manigrasso, argento ai giochi paralimpici di Londra sui 400 mt. –  si è addentrata maggiormente nei dettagli tecnico ortopedici relativi alle protesi utilizzate da Martina. Un settore, quello degli arti artificiali di ultima generazione, che come ci spiega l’Ing. Federico PirolaHa fatto passi da giganti nel corso degli ultimi 15 anni”. Chiaramente è giusto ricordare che non stiamo parlando di protesi alla portata di tutti, nel senso che il costo di questi supporti è molto elevato. Però è anche vero che se è possibile dare un prezzo a tutto o a quasi tutto, di certo il valore di riavere indietro una gamba non è quantificabile in denaro.

La storia di Martina Caironi però non è ancora arrivata ai titoli di coda, nuove sfide attendono la campionessa azzurra, prima fra tutte gli Europei di Berlino del 2018. Un passo dopo l’altro verso la meta, per ricordarci ancora che oltre alle gambe c’è di più, molto di più …

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Su Luca Giovannoni

Luca Giovannoni, ho 25 anni e sono nato e cresciuto a Monza. Mi sono laureato presso la facoltà di Linguaggi dei Media dell’Università Cattolica di Milano, e scrivere è stata da sempre una delle mie più grandi passioni. Su MBNews cerco di raccontare la cronaca cittadina e gli eventi culturali legati al territorio brianzolo con la curiosità tipica del ragazzo di provincia che prova ad affacciarsi al mondo dei grandi...

Cerco di leggere e informarmi il più possibile e quando riesco mi concedo lunghe passeggiate nel parco della mia città. Sono uno di quelli che crede che un giorno, piaccia o non piaccia, l’informazione online soppianterà quella cartacea. Non spetta a me giudicare se questo capovolgimento di ruoli porterà a maggiori benefici o se avrà invece conseguenze negative, ma credo che ognuno di noi debba dare il proprio contributo!