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Kristian Ghedina a Monza: una chiacchierata tra alti e bassi di un'icona sportiva anni '90

Kristian Ghedina a Monza: una chiacchierata tra alti e bassi di un’icona sportiva anni ’90

24 Novembre 2017

Una serata in compagnia di Kristian Ghedina all’Urban Center di Monza. C’è anche questo nel ricchissimo programma offerto da MonzaMontagna2017, la rassegna annuale organizzata da nove storiche società alpinistiche del territorio, in collaborazione con il Comune di Monza.

Un tuffo nel passato per rivivere le gesta di uno dei discesisti italiani più forti di sempre, capace di entrare nell’immaginario comune al di là delle vittorie e dei successi come sciatore. Un inguaribile amante del brivido della velocità, che dopo aver appeso gli sci al chiodo, si è dedicato alla sua seconda passione, quella per le corse automobilistiche. Passione che lo ha portato a correre anche nel circuito dell’Autodromo Nazionale di Monza.

Nel corso della chiacchierata il pubblico in sala è stato conquistato dalla simpatia travolgente di Kristian, che ha rivissuto insieme ai presenti non soltanto le tappe più belle della sua carriera, ma anche i l’infanzia e l’adolescenza sulla neve di Cortina d’Ampezzo, la perla delle Dolomiti.

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LA RICERCA DELLA VELOCITA’

L’intervista al Teatro Binario 7 fa emergere il lato neanche poi tanto nascosto del Ghedina intrattenitore. A briglia sciolta il “Ghedo”, come lo chiamavano i compagni ai tempi dell’ItalJet, rievoca gli insegnamenti di mamma Anna, la prima a mettergli un paio di sci ai piedi ed avvicinarlo alla discesa invitando però sempre il figlio alla prudenza. Ma per quelli come Kristian la ricerca della velocità è qualcosa di innato, l’ebbrezza e l’illusione di poter prendersi gioco di tempo e spazio con qualsiasi mezzo non è una scelta, ma una dolce condanna.

Dagli sci a delle quattro ruote, passando per le motociclette e la bici di corsa. Spesso però, questa speciale categoria di sportivi che sfida le leggi della fisica rendendo ordinario ciò non lo è, si trova costretta a rallentare, condannata per contrappasso dalla tirannia del tempo. Come per Ghedina, che in tenera età deve fare i conti con la scomparsa prematura della madre e  con la severità di un padre vecchio stampo, mai fino in fondo convinto del progetto del figlio di rendere lo sci una professione sicura. “Sono stati anni difficili- ricorda il discesista azzurro- Mio papà aveva una paura bestiale dopo aver perso la moglie, di perdere anche me. Lo spaventava l’idea che io andassi forte sugli sci. Ogni volta che avevo una gara voleva subito che gli telefonassi per dirgli in che condizioni era la pista”.

Una paura quella del Signor Ghedina condizionata anche dall’adorabile incoscienza di Kristian, delle volte anche molto pericolosa. Come nel 1991, quando un brutto incidente sulla A4 tenne con il fiato sospeso il mondo dello sport italiano e non solo. A bordo della Wolsksvagen Passat accartocciata all’uscita di Arluno c’era un giovanissimo Kristian Ghedina, in compagnia degli inseparabili sci che di li a poco avrebbero dovuto calcare la pista di discesa libera di Corrmayeur per una gara di Coppa Italia. “Quello fu un momento difficile- risponde l’ospite della serata azzurro chiamato a raccontare l’episodio- Fu uno dei pochi frangenti in cui ho pensato di abbandonare lo sci e dedicarmi ad altro, ma poi io sono fatto così, mi piacciono troppe le sfide…”

NEVER GIVE UP

Se c’è una cosa che si può affermare con certezza di Ghedina, è che la parola determinazione è sempre stata cerchiata in rosso nel suo personalissimo vocabolario sportivo. Una caratteristica preponderante nel modo di intendere la vita del campione italiano, che gli ha permesso di conquistare 12 vittorie con 29 podi in Coppa del Mondo, collezionando anche diversi record, alcuni dei quali ancora imbattuti. Durante la serata i video clip alternano immagini del Ghedina sciatore a momenti di vita vissuta che lo ritraggono con i famigliari o ai tempi dei primi esordi in gara. Speciale la stagione del 97′ nella quale il Ghedo ha sfiorato il titolo mondiale poi vinto dall’amico e rivale francese Luc Alphand.

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LA SPACCATA DI KITZBUHEL VALE UNA PIZZA

Più delle medaglie e dei titoli però ci sono sportivi che si ricordano per il loro modo inimitabile di affrontare la competizione. Kristina Ghedina è indubbiamente tra questi. In tanti anche lontani dallo sci e dalle gare di discesa libera lo ricordano per quella celebre spaccata aerea di kizbuhel, su una delle piste regine del circuito mondiale, un gesto tecnico che fece il giro del pianeta incantando non soltanto gli addetti ai lavori. “Era per una scommessa con mio cugino- rivela scherzandoci su Ghedina-  Lui  non credeva che avessi il coraggio di fare una spaccata in gara, invece l’ho fatta e quella discesa mi è anche valsa il primo posto. Ho vinto la scommessa e mio cugino mi ha offerto pizza e birra”.  Un aneddoto che racchiude davvero tutta la parte più irriverente del discesista veneto, che dopo aver concluso la chiacchierata, ha risposto a qualche domanda del pubblico per poi concedersi a selfie e alla firma degli autografi.

Una serata per tutti gli amanti dello sport che è stato l’ennesimo bel regalo di MonzaMontagna2017, che come ha ricordato ilPresidente della società Alpinisti Monzesi Enrico Dell’Orto continuerà nel suo programma anche per il prossimo mese, fino al 2 dicembre, con tanti appuntamenti pronti a coinvolgere come sempre tutti gli appassionati.

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Luca Giovannoni
Luca Giovannoni, ho 25 anni e sono nato e cresciuto a Monza. Mi sono laureato presso la facoltà di Linguaggi dei Media dell’Università Cattolica di Milano, e scrivere è stata da sempre una delle mie più grandi passioni. Su MBNews cerco di raccontare la cronaca cittadina e gli eventi culturali legati al territorio brianzolo con la curiosità tipica del ragazzo di provincia che prova ad affacciarsi al mondo dei grandi...Cerco di leggere e informarmi il più possibile e quando riesco mi concedo lunghe passeggiate nel parco della mia città. Sono uno di quelli che crede che un giorno, piaccia o non piaccia, l’informazione online soppianterà quella cartacea. Non spetta a me giudicare se questo capovolgimento di ruoli porterà a maggiori benefici o se avrà invece conseguenze negative, ma credo che ognuno di noi debba dare il proprio contributo!


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