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Green Cash, a Seregno l’usato elettronico ha una seconda vita

Green Cash, a Seregno l’usato elettronico ha una seconda vita

27 novembre 2017

Non è un mercatino dell’usato. Non paga in conto vendita, ma valuta, acquista subito e rivende articoli elettronici usati. Stiamo parlando di “Green Cash”, un negozio nato a Seregno da un paio di settimane e già in grado di farsi strada con un’offerta originale e di qualità.

Merito dei due giovani titolari, Andrea e Massimo, 30enni di Gallarate, in provincia di Varese. “Dopo 10 anni di esperienza nel settore, abbiamo deciso di metterci in proprio – raccontano – abbiamo girato molto, poi siamo finiti in Brianza perché ci siamo accorti che in questo territorio non c’era un negozio come il nostro, che paga immediatamente in contanti l’usato e lo garantisce 60 giorni a chi lo ricompra”.

Uno dei punti di forza di “Green Cash”, che sorge in un ex centro scommesse, completamente rimesso a posto, è il gran numero di prodotti elettronici trattati. Dalle fotocamere ai personal computer, dagli I-phone e i smartphone agli strumenti musicali e agli impianti audio. Non mancano console, videogames, tablet, lp, cd, dvd e tanto altro. Il tutto a prezzi competitivi sul mercato.

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La varietà degli articoli usati messi a disposizione consente al negozio di acquisti e vendita al dettaglio di Seregno di puntare su una clientela con un ampio range d’età. “Da noi chiunque può trovare quello che cerca – affermano Andrea e Massimo – il teen-ager interessato ad un gioco della Playstation 4, il 50-60enne che vuole acquistare un giradischi e tutti quelli che sono in mezzo a queste due tipologie di persone”.

Alla base dell’attività di “Green Cash”, come si evince anche dal nome, c’è un approccio improntato al rispetto dell’ambiente e al risparmio. “Vogliamo diffondere l’idea dell’importanza del riciclo per allungare la vita del prodotto elettronico, invece di tenerlo, magari, in cantina o addirittura buttarlo – spiegano i titolari del negozio – cerchiamo di impostare la nostra offerta nella maniera più trasparente possibile, comunicando al cliente il prezzo con il quale metteremo fuori il suo prodotto. Dobbiamo confrontarci con un mercato che viaggia a velocità folle, dove un telefono, a 6 mesi di vita viene già considerato obsoleto, quando in realtà per le funzioni di ogni giorno è ancora in grado di durare per diverso tempo – continuano – per non parlare dell’HI-FI dove la qualità di 30/40 anni fa, a volte, è ancora superiore a quella proposta oggi sul mercato”.

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La concorrenza nella vendita di questo tipo di articoli commerciali arriva soprattutto da Internet. L’e-commerce, infatti, è un settore in crescita anche in Italia. Basti pensare che, tra il 2014 e il 2016, nel nostro Paese, secondo Netcomm, il Consorzio del commercio elettronico italiano, il numero degli acquirenti on line è cresciuto del 26%. Ormai è forte anche da noi il richiamo di eventi come il Black Friday e il “Single Day”, che, in una sola giornata, ha consentito al colosso cinese dell’e-commerce, Alibaba, di incassare circa 25 miliardi di dollari.

In questo contesto “Green Cash” è una scommessa molto stimolante e con alcune possibili carte vincenti. “Internet è una grande vetrina, ma è anche pieno di proposte assurde e fasulle – sostengono Andrea e Massimo – noi siamo presenti su Facebook e sugli altri social network, abbiamo un sito, ma vogliamo riportare la trattativa commerciale al face-to face, al rapporto di fiducia che si crea quando ci si incontra di persona”. E’ ancora presto perché il negozio di articoli elettronici di Seregno possa fare bilanci, ma il primo impatto sembra essere decisamente positivo. “Da quando abbiamo aperto sono venute molte persone a vendere i loro oggetti – spiegano i titolari – ora deve scattare il meccanismo per il quale passi il messaggio che noi non acquistiamo soltanto, ma rivendiamo anche l’usato”. Lo slogan di “Green Cash”, del resto, parla chiaro: Riusa, ricicla, riscuoti.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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