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Confimi Monza e Brianza porta la rivoluzione digitale 4.0 in azienda

Confimi Monza e Brianza porta la rivoluzione digitale 4.0 in azienda

29 Novembre 2017

“La difficoltà non sta nel credere alle nuove idee, ma nel fuggire dalle vecchie”. A decenni di distanza, le parole di John Maynard Keynes, padre della macroeconomia e uno dei più influenti economisti del secolo scorso, sono sempre attuali. Soprattutto se l’argomento sono le nuove tecnologie e la loro capacità di far evolvere le aziende sulla strada dell’innovazione e del mondo digitale. Affrontare questo percorso, infatti, per chi vuole essere competitivo in un mercato sempre più veloce e globalizzato, è oggi una necessità, ma anche una sfida. Da vincere, prima ancora che con la formazione e le scelte strategiche, con un cambiamento culturale, in grado di abbattere le barriere mentali dovute alla diffidenza verso le novità e all’eccessivo attaccamento ai processi tradizionali. E’ questo il messaggio principale che arriva dall’evento “Manifattura 4.0”, che si è svolto a Cinisello Balsamo presso la sede di GeicoTaikisha, uno dei leader mondiali nella realizzazione e progettazione di impianti automatizzati per la verniciatura delle scocche automobilistiche. L’appuntamento, organizzato da Confimi Industria Monza e Brianza (Confederazione dell’industria manifatturiera e dell’impresa privata), in collaborazione con Innext, azienda esperta in consulenza strategica, innovazione e internazionalizzazione delle imprese, è stato l’occasione per approfondire cosa ci sia alla base delle più avanzate trasformazioni digitali in corso.

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“La vera innovazione si raggiunge solo quando si agisce contemporaneamente su processi, persone e tecnologia – spiega Andrea Servili, Partner Innext l’innovazione deve entrare in azienda a piccoli passi e, attraverso la cultura digitale e la possibilità di provare sbagliando, può essere in grado di generare un business”. Quando questo concetto generale viene messo in pratica nel modo migliore, magari anche con la capacità di andare oltre obiettivi immediati di vendita, può capitare di assistere a casi di straordinario successo. Esempi piuttosto recenti sono Airbnb, il portale che mette in contatto chi cerca un alloggio anche per brevi periodo con chi ha uno spazio extra da affittare. O Car2go, uno dei primi servizi di car sharing in Europa. Aziende che hanno saputo mettere la tecnologia al servizio di un’idea vincente. Ma se pensate che per mettere in atto progetti innovativi sia necessario fare grandi investimenti, siete sulla strada sbagliata. Gli strumenti oggi a disposizione, infatti, consentono, con poche spese iniziali, anche alle piccole e medie imprese di fare un salto di qualità nella gestione del proprio business, nella capacità di penetrare il mercato di riferimento e, quindi, di generare un plus valore. E tra le opportunità da cogliere, anche per il comparto manifatturiero, c’è sicuramente Google Cloud. Che, come ci spiega Servili di Innext, Premier Partner di questo strumento dedicato alle aziende, è una piattaforma di servizi e soluzioni, basati sulla potente infrastruttura di Google, capaci di facilitare la comunicazione e la condivisione delle informazioni, il collegamento con le sedi periferiche, le ricerca, l’archiviazione e la gestione di documenti e dati. Il tutto con strumenti a cui siamo ormai abituati. Solo per citarne alcuni, da Gmail a Drive, da Google+ ad Hangouts fino a Calendar e Google Search.

Un processo di innovazione tecnologica per le aziende deve sempre partire dal digital assessment, cioè un’analisi accurata del contesto interno e competitivo per capire il proprio stato di salute in termini di organizzazione, processi e strumenti. “La metodologia di approccio che proponiamo è composta da cinque passi – spiega Federico Scotton, Consultant Innext – la prima è Imagine, con la visione e gli obiettivi, la seconda il Prototype, la terza il mercato, con l’analisi del contesto, la quarta le attività e le risorse e, infine, la quinta è l’implementazione”. A supporto di questi processi di gestione del cambiamento (Change Management), che non possono essere improvvisati, ma hanno bisogno della consulenza di esperti della materia, in Italia esiste anche una legislazione favorevole. Si tratta del Piano nazionale Industria 4.0, divenuto da quest’anno Impresa 4.0, che prevede una serie di incentivi per le aziende che vogliono lanciarsi verso la quarta rivoluzione industriale, quella che, dopo le macchine a vapore, l’elettricità e l’elettronica, è determinata da automazione ed interconnessione tra tecnologie abilitanti che, grazie ad Internet, si aggregano in modo sistemico in nuovi paradigmi produttivi. Tra le tante misure fiscali e finanziarie a disposizione c’è l’Iper e Super Ammortamento, il Credito d’Imposta e la Nuova Sabatini (leggi l’articolo). “I risultati di queste iniziative sembrano essere già positivi, soprattutto per il settore manifatturiero italiano – afferma Scotton – c’è stata una crescita del 4,9%, addirittura un aumento del 24% degli ordini di beni strumentali nel primo semestre del 2017 con un fatturato previsto per quest’anno di 44,3 miliardi di euro”.

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Tra le aziende che hanno deciso di abbracciare decisamente il campo dell’Industria 4.0 c’è sicuramente la GeicoTaikisha, il colosso italo-giapponese della verniciatura delle scocche automobilistiche, presente in 28 paesi con oltre 5mila dipendenti. Una multinazionale che dedica il 60% dei propri investimenti all’innovazione tecnologica e culturale. “Il 4.0 ha un grande potenziale ed è soprattutto un concetto legato al rapporto tra le persone e tra la macchina e le persone – sostiene Daryush Arabnia, Executive Vice President, Chief Operating Officer di Geico – siamo convinti che possa darci grandi vantaggi in termini di competitività, formazione e capacità di crescita del brand”. Obiettivi e scenari che possono e devono essere nell’orizzonte anche delle piccole e medie imprese manifatturiere brianzole. Che, quasi sempre, hanno una lunga storia e un forte know-how, ma, a volte, non sono in grado di aprirsi alle nuove opportunità offerte dal mercato. Come chiarisce Nicola Caloni, Presidente di Confimi Industria Monza e Brianza.

 

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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