Brianza Wine Festival a Carate, non c’è due senza tre

Brianza Wine Festival a Carate, non c'è due senza tre

L’anno scorso hanno raddoppiato, arrivando a 800 visitatori dopo i 400 della prima edizione. Quest’anno pensano, senza dirlo per scaramanzia, che i numeri potrebbero sforare il migliaio: mancano pochi giorni al Brianza Wine Festival, l’evento dedicato al vino di qualità (ma non solo) che si terrà domenica 12 novembre a Carate Brianza, all’interno delle sale della seicentesca villa Cusani Confalonieri.

Mentre fervono gli ultimi preparativi, gli organizzatori non hanno dubbi: Luca Dell’Orto, Alessandra Bonacina, Diego Cesana e Daniele Lopizzo sono orgogliosi, soddisfatti, emozionati, ma soprattutto non vedono l’ora che arrivi lunedì per riposarsi. Il tono è quello, stremato ma felice, di chi in due anni ha creato dal nulla un evento che, giunto alla sua terza edizione, è diventato ormai attesissimo, un punto di riferimento per centinaia di persone, in grado di rendere popolare la cultura del bere bene, con produttori di alto profilo provenienti da tutta Italia, e non solo, a disposizione del grande pubblico.

Il concetto è semplice: si arriva, si paga un biglietto di ingresso di 15 euro (o ci si iscrive al Club per lo stesso prezzo) e si è liberi di scoprire nuove etichette e nuovi produttori. Nel campo del vino ma non solo: quest’anno sarà possibile degustare anche birre artigianali e whisky. Chi lo desidera, potrà anche acquistare un pass per una degustazione guidata di champagne, per una masterclass sul Nebbiolo o sulle bollicine, o per un tour personalizzato con un sommelier. E per chi ama mangiare, e non solo bere, due ristoranti caratesi hanno messo a disposizione, su prenotazione, un menu degustazione a un prezzo agevolato.

Il successo dell’iniziativa si era visto già nel 2015, quando l’evento, partito in sordina, aveva attirato 400 persone in poche ore: quest’anno anche gli spazi della villa sono cresciuti, in linea con la maggiore offerta di etichette, ma soprattutto in corrispondenza con il numero dei visitatori.

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Il segreto, forse, è non solo continuare a proporre prodotti di qualità, ma soprattutto divertirsi a farlo. «Abbiamo fatto un ulteriore passo avanti rispetto all’edizione 2016 – spiega Dell’Orto presidente del Brianza Wine Club -. L’anno scorso ci eravamo affidati a un’enoteca per portare a Carate alcune delle etichette del mondo francese, quest’anno abbiamo voluto fare da soli, andando a cercare personalmente in Francia dei produttori capaci di rispecchiare la filosofia del Brianza Wine Festival». Ovvero piccoli produttori di nicchia, con un’offerta particolare, al di fuori della grande distribuzione: Dell’Orto e soci sono riusciti a trovarli in Alsazia e Champagne, mentre un produttore di Sauternes Barsac, che non riuscirà a essere presente domenica, verrà appositamente il 27 novembre per un evento in cui il vino francese si abbinerà ai formaggi italiani.

«Una delle novità top di quest’anno è quella del whisky – sottolinea Dell’Orto -, per cui dobbiamo ringraziare il presidente del Whisky Italian Club, che ci tiene a diffondere la cultura del whisky in Italia al punto da disertare il secondo giorno dell’importantissimo appuntamento del Milan Whisky Festival per venire da noi, in Brianza: per i nostri visitatori il primo assaggio sarà gratuito e, ve lo assicuro, non sarà un Glen Grant».

Tra le tante chicche da non perdere, il vino cotto delle Marche, annata 1964, e il siciliano Armosa, inserito nella top 100 di Golosaria dal direttore Marco Gatti, che aveva avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo proprio nel corso dell’edizione 2016 del Brianza Wine Festival.

Foto per gentile concessione del Brianza Wine Club – edizione 2016

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Su Giulia Santambrogio

Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.