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Assolombarda Milano Monza e Brianza, le Pmi hanno il Difensore

Assolombarda Milano Monza e Brianza, le Pmi hanno il Difensore

7 Novembre 2017

Imprenditori al servizio di imprenditori. Donare del tempo agli altri in maniera del tutto gratuita guidati da un forte senso di responsabilità sociale. Con un obiettivo fondamentale: aiutare le piccole aziende a risolvere, senza litigi e contrasti, controversie con enti, istituzioni e partner commerciali, pubblici e privati, di maggior “peso”. Dalla Pubblica Amministrazione ad aziende di grandi dimensioni. Tutto questo è il Difensore PMI di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, l’unica territoriale di Confindustria, a prevedere nello statuto di Piccola Industria un organo di questo tipo. Che dalla sua nascita, nel 2002, ha supportato decine di piccoli e medi imprenditori a superare le difficoltà procurate da disservizi, omissioni, irregolarità o negligenze. Un servizio, ormai consolidato nei suoi meccanismi, che poggia, dal punto di vista operativo, su due strumenti: il Desk del Difensore PMI di Assolombarda, che riceve le richieste degli associati e il Comitato del Difensore, composto da un gruppo di imprenditori ed esperti, che analizza e valuta i singoli casi. A guidare il Comitato è Paolo Gerardini, vicepresidente di Microsys Srl, che nel 2016 ha dato il via al suo secondo mandato quadriennale da presidente. Attualmente completano il Comitato altri tre membri: Elena Angiolini Massironi, Valerio Berra e Alberto De Vecchi.

“Uno dei nostri scopi principali è mettere la ricchezza dei servizi di Assolombarda a disposizione dei colleghi imprenditori, che, talvolta, ignorano, pur essendo associati, di poterne usufruire” spiega Gerardini ad MBNews.

 

Presidente, perché il Difensore PMI di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza è un organo nato proprio nel nostro territorio?

Io credo che la realtà milanese largamente intesa ha sempre mostrato un senso civico molto spiccato. Questa caratteristica si è riversata anche nella nostra società produttiva e, unita alla capacità pragmatica di sfruttare le opportunità offerte da un’associazione imprenditoriale come Assolombarda, ha portato alla nascita del Difensore PMI. Questo organo, previsto nello statuto di Piccola Industria, è di fatto uno sportello fatto da imprenditori per imprenditori, un punto di ascolto e aiuto tra soci.

Lo scopo principale del Difensore PMI è aiutare il piccolo imprenditore a risolvere nel miglior modo possibili controversie con enti pubblici e grandi aziende. Come si svolge l’azione di questo strumento? 

Le richieste degli associati arrivano al nostro Desk, che si trova presso la sede di Assolombarda a Milano e presso la sede del Presidio territoriale di Assolombarda a Monza (tel. 02 58370.245, e-mail [email protected]).
Poi fondamentalmente ci possono essere due strade: la prima è un approfondimento del singolo caso con il supporto di esperti, tecnici e di tutti i servizi messi a disposizione degli imprenditori dalla nostra associazione. La seconda, invece, porta ad incontrarsi di persona con l’imprenditore in difficoltà, per avviare un percorso che deve cercare di arrivare alla risoluzione del contenzioso evitando, per quanto possibile, il ricorso a vie legali. Il tutto facendo leva sulla ampia e profonda rete di relazioni e sull’autorevolezza che l’Associazione gode presso tutti gli stakeholder pubblici e privati.

Questo sportello di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza esiste dal 2002. Dopo 15 anni quale bilancio si può fare?

Direi assolutamente positivo. Si sono rivolte a noi molte aziende, per il 70% del settore manifatturiero e per il 30% di quello dei servizi. In media affrontiamo circa quindici casi all’anno in cui si arriva ad instaurare un percorso diretto e face-to- face con l’imprenditore associato. Abbiamo un’alta percentuale di esiti positivi delle controversie, che nel 75-80% dei casi affrontati si risolvono con un accordo tra le parti e la soddisfazione di chi è stato tutelato dal Difensore PMI. In questi ultimi mesi la nostra attività è un po’ calata, segno che la crescita economica in atto ha ridotto la conflittualità imprenditoriale, tradizionalmente più accesa nei periodi di crisi.

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Presidente Gerardini, può farci qualche esempio concreto di casi che avete affrontato?

Naturalmente non posso fare nomi per motivi di privacy, ma mi piace citare due vicende simboliche. La prima ha riguardato un piccolo imprenditore, che aveva vinto un bando di gara con una grande azienda e aveva cominciato ad attrezzarsi per soddisfare l’ordine. Per far questo aveva sostenuto spese per fare magazzino e procurarsi la manodopera. Poi l’ordine è stato disdetto. Il piccolo imprenditore voleva che gli fosse restituito l’investimento, ma non riusciva ad ottenerlo. Siamo, quindi, stati contattati e, dopo una serie di scambi di comunicazioni, la grande azienda ha rimborsato l’associato che si era rivolto a noi. Anzi, oggi le due parti continuano ad avere relazioni commerciali. L’altro esempio, invece, riguarda una piccola impresa che si occupava di immettere energia nella rete elettrica. Un ente statale aveva il compito di validare la fornitura effettuata, ma da due anni tutto era bloccato per lungaggini burocratiche. Grazie al nostro intervento, nel giro di poco tempo si è risolto tutto.

Assolombarda è l’unica territoriale ad avere il Difensore PMI. Ce ne sono altre interessate a questo strumento?

Sicuramente in questi anni abbiamo avuto a che fare con altre territoriali di Confindustria perché è capitato che ad esse fossero iscritte le aziende controparte nei contenziosi di cui ci siamo occupati. Inoltre abbiamo sottoposto a Confindustria Lombardia la possibilità di allargare il Difensore PMI alla nostra Regione. Sembra ci sia interesse.

Il Difensore PMI è molto attivo anche sul segnalare la presenza della criminalità mafiosa nel tessuto economico. A questo proposito è tra i promotori del progetto sperimentale il Palcoscenico della legalità, che coinvolge teatri, scuole e imprese e vedrà la Brianza protagonista. Di cosa si tratta?

In collaborazione con The Co2 Crisis Opportunity Onlus e la drammaturga Giulia Minoli abbiamo sviluppato questa idea. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza e costruire una memoria collettiva sulle infiltrazioni criminose. Abbiamo creato insieme ad attori del Piccolo Teatro una serie di laboratori rivolti agli studenti delle scuole superiori brianzole, coinvolgendo così i ragazzi in un progetto di riflessione attorno alle criminalità organizzate, ma anche alle storie di riscatto e rinascita del nostro Paese.  Inoltre il 27 novembre al teatro San Rocco di Seregno andrà in scena lo spettacolo “Dieci storie proprio così” opera dibattito sulla legalità, storie di vittime innocenti e di riscatto sociale.

Presidente, lei è al secondo mandato alla guida del Comitato Difensore PMI. Alla scadenza si ricandiderà?

Il mio attuale mandato, iniziato nel 2016, è quadriennale ed ha la stessa durata di quello di Alessandro Enginoli, presidente del Consiglio Direttivo della Piccola Industria di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza. A scadenza, nel 2020, non ho intenzione di ricandidarmi. Ho anche un’azienda ed una famiglia di cui occuparmi e credo sia giusto lasciar spazio alle idee di tanti giovani imprenditori del nostro territorio.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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