Vimercate, Stacey e quei momenti subito dopo l’incidente

Vimercate, Stacey e quei momenti subito dopo l'incidente

Stacey Oledibe non ce l’ha fatta. Le speranze a cui si sono appigliati i genitori, i compagni e l’intera città di Vimercate, si sono infrante ieri sera, quando la 14enne investita in via Galbussera sabato mattina scorso da un’altra studentessa, è stata dichiarata morta.

Questa mattina, gli alunni del Liceo Banfi di via Adda, dove la ragazza era iscritta al primo anno, hanno voluto salutare e commemorare la giovane con una cerimonia che si è svolta nel cortile dell’Istituto scolastico. Oltre ai ragazzi del Liceo, alla commemorazione hanno preso parte i compagni di classe di Natalia Balzan Solis, la 19enne iscritta al vicino Istituto Floriani, che sabato mattina ha investito Stacey scappando senza prestare soccorso. Ora che Stacey è morta, la situazione di Natalia si è aggravata: la ragazza, accusata in un primo momento di lesioni colpose, dovrà ora rispondere dell’accusa di omicidio stradale. Attualmente la giovane è denunciata a piede libero. Secondo i tempi della giustizia, si svolgerà un processo che la vede imputata per omicidio stradale e per il grave reato di omissione di soccorso.

LA RICOSTRUZIONE DEL VICECOMANDANTE DELLA POLIZIA LOCALE

Erano circa le 9 di sabato mattina 14 ottobre. Stacey, 14enne residente in città, stava attraversando via Galbussera sulle strisce pedonali, all’altezza dell’ingresso del Parco Sottocasa, diretta al Liceo Banfi, dove quel giorno avrebbe iniziato le lezioni alla seconda ora. In quell’istante, Natalia Balzan Solis, 19enne residente a Brugherio, stava percorrendo la stessa via, alla guida di un’Opel Agila Blu con il fratello minore, diretti anche loro a scuola: entrambi, infatti, sono iscritti nello stesso Istituto Omnicomprensivo frequentato da Stacey, ma al Floriani.

Natalia non si è accorta che Stacey stava attraversando la strada e l’ha travolta, facendo balzare il corpo a una distanza di 13 metri, provocandone la frattura del femore, ma soprattutto un grave colpo alla testa.

«Secondo le testimonianze dei presenti, intorno a Stacey si è formato un capannello di persone, tra cui era presente una persona esperta che ha subito iniziato a praticare il massaggio cardiaco alla 14enne – ha raccontato il vicecomandante della Polizia Locale, Ermes Perera – Al gruppo si è avvicinato anche un agente della Polizia Locale, che stava prestando servizio nelle vicinanze. Sempre stando al racconto dei presenti Natalia dopo aver investito Stacey, ha accostato l’auto più avanti. La ragazza è poi risalita a bordo dell’auto e si è allontanata. A quel punto, mentre arrivavano i soccorsi che hanno prestato aiuto a Stacey, abbiamo allertato i carabinieri, descrivendo l’auto: i passanti avevano visto chiaramente che si trattava di un’Opel Agila Blu, che il parabrezza era stato gravemente danneggiato dall’urto e che alla guida c’era una ragazza accompagnata sul lato passeggero da un uomo. Abbiamo ipotizzato, stando alla testimonianza di qualcuno che ha raccontato di aver visto una giovane, si potesse trattare di una studentessa dell’Omnicomprensivo ed è proprio lì, che dopo poco abbiamo ritrovato l’auto descritta dai testimoni. Mentre stavamo entrando nell’istituto, Natalia stava già uscendo accompagnata da un professore».

IL RACCONTO DEI COMPAGNI DELLA 19ENNE CHE HA INVESTITO STACEY

Anche il professore in questione era presente alla cerimonia di questa mattina, insieme ai compagni di classe di Natalia che quella terribile mattina sono venuti a conoscenza prima di tutti dell’accaduto. La 19enne, infatti, dopo essere scesa dall’auto immediatamente dopo aver investito Stacey, è risalita in auto e si è recata a scuola, entrando in aula come tutti i giorni, non prestando quindi soccorso alla ragazza.

«Ci siamo accorti subito che fosse successo qualcosa – ha raccontato una compagna – Natalia piangeva e ha raccontato di aver investito qualcuno”.

Sulle prime, però, la 19enne non ha raccontato esattamente la corretta versione dei fatti. «Probabilmente era in panico, perché ha riferito versioni contrastanti – ha spiegato il professore – all’inizio la situazione non sembrava grave, ha detto che la persona investita si era alzata, di aver visto che stava bene. Poi però, più proseguiva nel racconto, più la questione si rivelava per quello che era. Proprio mentre uscivamo dall’istituto per andare alla Polizia, alcuni agenti entravano nei cancelli».

I compagni di Natalia hanno anche raccontato di essere rimasti in contatto con la ragazza in questi giorni, seppure la giovane non abbia più risposto a messaggi e chiamate da ieri sera.

IL PROCESSO FARÀ LUCE SULLA VICENDA

Questa mattina gli agenti della Polizia Locale, che l’avevano denunciata per omissione di soccorso e lesioni colpose, hanno notificato a lei e alla sua famiglia l’aggiornamento del reato di cui è accusata: a causa della morte di Stacey, la giovane dovrà ora rispondere di omicidio stradale, introdotto dalla Legge n.41 del marzo 2016, che, con l’articolo 589 bis ha introdotto nel Codice Penale italiano questo reato.

Rischia dai due ai sette anni di carcere e la patente, rilasciata solo da poche settimane, le è stata revocata. La legge prevede anche la possibilità facoltativa di arresto della persona che commette reato, cosa che in questo caso non è accaduta: «Natalia non potrà sottrarsi alla giustizia – ha commentato Perera – Abbiamo scelto di non arrestarla perché, fermo restando il fatto che ha commesso un reato grave e che ne risponderà in Tribunale, qualsiasi siano le ragioni, fosse o non fosse al cellulare, resta una ragazza di 19anni incensurata».

La Polizia Locale ha depositato la denuncia in Procura, che dovrà ora fare chiarezza sull’accaduto: non sono ancora chiare del tutto le dinamiche dell’incidente. Nessuno sa, per esempio se e come mai Natalia si sia distratta al punto di non accorgersi che Stacey stesse attraversando la strada.

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Su Eleonora D'Errico

Giornalista professionista, appassionata di scrittura, lettura e parole. Per me la vita è riassumibile in alcuni concetti basilari: posti da vedere, persone da conoscere, vite da scoprire e storie da raccontare. Amo la natura, le mie due gatte, le cose semplici e il profumo delle pagine dei libri vecchi. Sono una sognatrice e un’idealista, credo fermamente nel potere del giornalismo costruttivo e nella forza delle parole.