Scippi, furti e molestie: sul web la paura dei besanesi che fanno denuncia

Scippi, furti e molestie: sul web la paura dei besanesi che fanno denuncia

Venerdì scorso un ventenne africano è stato arrestato dai Carabinieri di Besana: disoccupato, senza precedenti e con regolare permesso di soggiorno. Aveva appena venduto dell’hashish ad una coppia di 30enni di Lecco, in via Vittorio Emanuele, per poi darsi alla fuga dopo aver scippato la borsetta alla donna. Una fuga che è durata poco perché il giovane è stato subito fermato, identificato e portato in caserma dividendo immediatamente l’opinione pubblica tra chi punta il dito contro profughi e chi invece parla di tolleranza.

Ma questo è solo uno dei tanti brutti episodi di delinquenza che negli ultimi giorni sono stati registrati nel comune di Besana Brianza: scippi, furti e molestie.

E’ questo quello che denunciano alcuni cittadini attraverso il web e che hanno riacceso vecchie polemiche: alcuni parlano di una città sempre meno sicura, c’è chi punta il dito contro i richiedenti asilo ospitati in via Moneta, altri che si lamentano dei pochi controlli.

Insomma, la voce del popolo si fa sentire attraverso i social network. “Oggi vicino alla piazza mia mamma è stata scippata della catenina da una ragazza di colore, anche Besana è diventata pericolosa grazie politici”, si legge. E ancora: “ho assistito al furto di una borsa a danno di una signora che stava prendendo l’acqua e che distrattamente aveva lasciato la borsa in auto. I due “furfanti” ,un ragazzo e una ragazza erano a bordo di una y10 vecchio tipo color amaranto”, stessa coppia che pochi minuti dopo ha tentato di scippare la borsa ad un’anziana in bicicletta, come denuncia un’altra cittadina.

Qualcuno, lamenta anche atti di molestie ai danni della propria fidanzata: “è stata avvicinata da due profughi che l’hanno seguita per alcuni metri facendole delle avances verbali”. Bastano davvero poche righe, scritte sul web, per scatenare il panico tra cittadini e provocare reazioni di odio e intolleranza: chi chiede le ronde notturne, chi dà la colpa al comune e chi, addirittura, suggerisce di bloccare la violenza con altra violenza.

sergio cazzaniga besana pdPolemiche che il sindaco Sergio Cazzaniga cerca di prendere con le pinze: “io credo che i social network siano un validissimo banco di confronto, ma alcune polemiche devo dire che lasciano il tempo che trovano perché sono un po’ campate per aria e spesso non sono seguite da una vera denuncia alle forze dell’ordine – commenta – a Besana l’attenzione sulla sicurezza è altissima. Io personalmente mi metto in gioco: mi muovo in bicicletta, sempre, e quando esco dal comune faccio dei giri nelle varie vie e nei parchi per controllare la situazione. E devo dire che io non condivido assolutamente quello che viene scritto su Besana, ovvero che è un paese pericoloso e che già alle sette di sera non si può uscire di casa”.

Diverso, invece, il discorso quando si parla di profughi. Via Moneta, molto conosciuta dai cittadini perché lì c’è lo stabile che ospita da tempo una cinquantina di richiedenti asilo, è sempre un tema scottante: “pochi giorni fa, come d’abitudine, sono andato a fare un giro tra i ragazzi di via Moneta. Come amministrazione stiamo facendo tutto quello che è in nostro potere per gestire al meglio la situazione. C’è da dire che sono comunque dei ragazzi poco più che ventenni e come tutti i giovani di quell’età può capitare che facciano un po’ di baccano la sera no? – spiega – per quanto riguarda invece il giovane arrestato venerdì scorso, a me non risulta sia un ospite di via Moneta né tantomeno un residente di Besana. Quello che mi disturba molto, però, è questo scambio di stupefacenti che avviene in città e su cui punteremo l’attenzione – conclude – il mio plauso, comunque, va all’arma dei carabinieri che anche in questo caso ha fatto un ottimo lavoro.

La foto in apertura è di repertorio.

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Su Melissa Ceccon

Laureata in Lingue e Letterature Straniere alla Cattolica di Milano. Mamma e moglie. Scrivo sempre e da sempre: nel 2008, il mio primo articolo di cronaca locale. Da allora, non ho più smesso. Sul web racconto anche di libri e di mamme. Nella mia borsa non mancano mai: un romanzo, una penna, un blocco per gli appunti e lo smartphone per catturare immagini e video delle notizie più interessanti.