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Monza, al Parco troppi cani liberi senza museruola: scoppia la protesta

4 Ottobre 2017

Fra i runner del Parco scoppia la protesta contro i proprietari di cani e la mancanza di controlli da parte dell’amministrazione comunale. Sotto accusa non sono ovviamente i cani, ma i padroni che sempre più di frequente, in ogni zona del polmone verde, lasciano liberi i loro amici a quattro zampe di scorrazzare senza nessun controllo e soprattutto senza nessuna museruola.

La denuncia è arrivata da Luigi, 64 anni, un pensionato residente a Monza, habitué del Parco, dove quasi ogni mattina va a fare la sua corsetta quotidiana per tenersi in forma. La sua voce è la voce di molti altri frequentatori del Parco, ai quali è capitato in più un frangente di ritrovarsi a tu per tu con cani anche di grossa taglia. “Premetto che sono cardiopatico e che ho paura dei cani poiché da bambino sono stato morso – ha spiegato il signor Luigi -. Vado al Parco a correre proprio per tenermi in forma e domenica mattina sono stato circondato un piccolo branco di cani. Mi sono spaventato tantissimo e quando ho chiesto al proprietario, impegnato a parlare con alcuni amici, di richiamare i suoi cani, sono stato insultato”.

Lo spiacevole incontro è avvenuto poco dopo l’ingresso di Santa Maria delle Grazie, verso Cascina del Sole. I cani erano di piccola taglia, ma le condizioni di salute del signor Luigi e la sua fobia sono cose con le quali è meglio non scherzare. “Non capisco per quale motivo debba vivere momenti di autentico terrore o rischiare di avere un infarto per strada per colpa di qualche maleducato – ha commentato -. In tanti anni che frequento il Parco non ho mai visto un agente della polizia locale o un funzionario delle Gev fare un controllo o dare una multa. Eppure, il regolamento parla chiaro”.

Se i cani vengono lasciati liberi di scorrazzare nel Parco o nei Giardini della Villa, devono indossare una museruola. Alla protesta di Luigi si sono uniti molti altri fruitori del Parco: amanti delle passeggiate, appassionati di jogging o fanatici della mountain bike. Il ritornello è sempre lo stesso: “Servono maggiori controlli per evitare qualche spiacevole incidente”.

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Riccardo Rosa
Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.


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