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Monza, altri ospiti in via Asiago? L'assessore: "Nessun nuovo arrivo" - MBNews
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Monza, altri ospiti in via Asiago? L’assessore: “Nessun nuovo arrivo”

A sciogliere ogni dubbio circa la possibilità dell'arrivo di nuovi ospiti in via Asiago ci ha pensato l'assessore alla Sicurezza.

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“Nessun nuovo ospite in via Asiago”. A darne notizia è l’assessore alla Sicurezza del comune di Monza, Federico Arena. Si riaccendono, se mai si fossero spenti, i riflettori sulla palazzina monzese che da tempo ospita alcune famiglie di migranti e richiedenti asilo in città.

Le ultime pagine del libro risalgano a prima dell’estate quando, diversi politici di ogni “ordine e grado”, hanno sfilato davanti e dentro il cancello di via Asiago, senza però riuscire a metter mano alla situazione. Poi, “pronti via”: il Ministro degli Interni Marco Minniti in meno di cinque giorni aveva ordinato che quaranta dei richiedenti asilo fossero spostati altrove, alleggerendo il numero di presenze nel medesimo condominio.

In questi giorni però dei movimenti fuori dal condominio hanno riacceso la discussione: un via vai di camioncini che trasportavano materassi, sedie e qualche tavolo, è bastato per scatenare un mare di domande da parte sia dei residenti che dei politici locali in consiglio.

A sciogliere ogni dubbio circa la possibilità dell’arrivo di nuovi ospiti in via Asiago ci ha pensato l’assessore alla Sicurezza che proprio questa mattina, 27 settembre, ha incontrato il Prefetto di Monza e della Brianza, Giovanna Vilasi. Le ragioni del meeting erano altre ma la domanda non poteva che sorgere spontanea da parte del rappresentante del Carroccio.”Il Prefetto ha garantito che non si tratta di nuovi arrivi. Il materiale trasportato è solo parte di arredi che devono essere sostituti o integrati. L’attenzione sul condominio è alta ed è stato portato all’attenzione dell’ente in occasione della costituzione del Comitato per la pubblica sicurezza”.

In via Asiago, a fronte di una trentina di residenti, il costruttore aveva deciso di affittare gli appartamenti invenduti alle cooperative per l’accoglienza, circa un anno fa. Quando nella palazzina residenziale il numero di profughi (soli uomini) aveva superato il centinaio, i residenti avevano iniziato la loro continua protesta perché la situazione venisse gestita diversamente.

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