Mondiali atletica, nei 200 metri Tortu eliminato in semifinale a testa alta

Mondiali atletica, nei 200 metri Tortu eliminato in semifinale a testa alta

Chi corre, anche e soprattutto ad alti livelli, sa che si vince davvero solo se, al termine di una gara, ci si sente soddisfatti di quanto fatto. A prescindere dal risultato e dalle medaglie. E’ per questo che Filippo Tortu, ai Mondiali di atletica di Londra, è come se avesse ottenuto un successo. Anche se, in realtà, nei 200 metri è arrivato sesto nella sua semifinale ed è stato eliminato. Con un tempo, 20’’62, superiore al suo personale, il 20’’34 corso al Golden Gala lo scorso 8 giugno . Ed anche al 20’’59 che, con un pizzico di fortuna, gli aveva consentito di superare lo scoglio delle batterie. Nella massima rassegna iridata, però, il 19enne velocista brianzolo ha fatto tutto quello che poteva. E’ partito bene dai blocchi, ha affrontato in velocità la curva e non si è scomposto nemmeno sul rettilineo finale, dove è riuscito anche a recuperare un paio di posizioni. “ Ho corso il miglior 200 della mia carriera – afferma, nell’intervista alla Rai, l’atleta cresciuto a Carate Brianza e formatosi sulle piste di Besana Brianza e Giussano – sono contento di non essere arrivato ultimo nella mia semifinale: questo 200 vale più del personale, anche a livello cronometrico”.

Campione d'Italia " Notte delle Stelle " dello sport, la premiazione della promessa dell'atletica Filippo Tortu da parte dell'assessore Mariano Zanotta e Riccardo Signori del GLGS

Filippo ha corso nella prima delle tre semifinali mondiali. Quella più affollata. Ben 9 concorrenti, dopo che anche Isaac Makwala del Botswana, inizialmente escluso perché colpito da un contagioso virus gastrointestinale, si era qualificato correndo da solo la batteria appena due ore e mezzo prima della semifinale. La pioggia battente e la pista bagnata dello Stadio Olimpico di Londra non hanno di certo aiutato l’ex studente del Collegio Villoresi San Giuseppe di Monza, giunto quest’anno al diploma di maturità, e i suoi avversari. Tortu, sotto lo sguardo attento del papà-allenatore Salvino, è scattato dalla terza corsia. E’ rimasto nel gruppo di testa per gran parte della gara. Ed ha tagliato il traguardo non lontano dai primissimi, l’americano Isiah Young (20”12), l’africano Isaac Makwala (20”14) e l’inglese Nethaneel Mitchell-Blake (20”19). Anzi, alla fine, il sesto posto in semifinale permette al giovanissimo brianzolo di arrivare una posizione avanti al sudafricano Akani Simbine, uno capace di correre in 19’’95. Ancora più indietro il giamaicano Rasheed Dwyer, che due anni fa corse i 200 in 19″80. Filippo, chiara origine sarda nel cognome, mette nel curriculum un 17esimo posto al mondo sui 200 metri, settimo in Europa. Un bilancio decisamente positivo. “Il fatto che in semifinale sia arrivato prima anche di Kyle Greaux, che mi aveva battuto in batteria, dimostra che ho corso meglio questa seconda gara – spiega Tortu – questo è stato un anno difficile per me, ma ho preso coscienza del mio valore e ho anche imparato a gestire la tensione”.

Filippo Tortu

Dall’esperienza mondiale in poi le cose non potranno che migliorare per il velocista brianzolo. A Londra ha pagato anche la sfortunata distorsione di primo grado alla caviglia sinistra, che si è procurato proprio dopo i 200 da primato al Golden Gala di Roma. Un episodio che ha bloccato per quasi un mese la sua preparazione alla rassegna iridata. Ora, però, il giovane finanziere potrà proseguire la sua maturazione fisica e psicologica. E dedicarsi anche ai 100 metri, la distanza, fino ad ora, da lui prediletta. Quella in cui ha un personale di 10’’15 e quest’anno a Grosseto ha conquistato l’oro agli Europei juniores. A Filippo sono affidate le possibilità di rivedere l’Italia ai vertici dello sprint mondiale. Sostenere il peso di miti del passato come Pietro Mennea e Livio Berruti non è facile per un 19enne. Ma questo giovane brianzolo sembra avere le spalle larghe.

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Su Filippo Panza

Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.