Aree verdi pubbliche a Monza, il nostro viaggio tra insicurezza e degrado

Aree verdi pubbliche a Monza, il nostro viaggio tra insicurezza e degrado

Siamo ad agosto. Il caldo e le ferie stanno spingendo tanti brianzoli verso un meritato periodo di vacanze e riposo. Comunque lontano dalla città e dal tran-tran della quotidianità. Ma chi non può o non vuole andare via, può trovare un po’ di ombra e ristoro in una delle 81 aree a verde pubblico presenti a Monza. Uno dei capoluoghi lombardi più forniti da questo punto di vista. Con circa il 30% del territorio cittadino destinato a giardini e spazi verdi. Senza considerare il Parco che da solo occupa 7,7 Kmq. Da Triante a San Giuseppe ai Boschetti reali, dal Nei a San Gerardo fino a via Gramsci, Monza offre, in tutti i suoi 10 quartieri, piccoli e grandi aree salutari per i nostri polmoni. A volte, però, incuria, degrado ed insicurezza rendono la sosta in questi spazi-giardino meno piacevole. Ed allora siamo andati a visitarne alcuni per capire come è la situazione in questa canicola estiva 2017.

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Triante/San Giuseppe – Il nostro mini-viaggio parte da questo ampio e popoloso quartiere a poco più di un chilometro dal centro di Monza. In via Biancamano c’è un giardino, molto frequentato a tutte le ore del giorno. Gli utenti sono i più vari. Anziani che leggono il giornale sulle panchine, bambini che giocano sulle giostrine. E, poi, c’è chi porta il proprio cane. La convivenza non è sempre facile. Anche perché quest’area non è attrezzata per ospitare, con tutte le sue conseguenze, gli amici a quattro zampe. “Non ci sono cestini per raccogliere le deiezioni canine – afferma la signora Flavia – ci sono, poi, quelli che, non rispettando le norme comunali, lasciano i propri cani senza guinzaglio e questo provoca disagio a molti”. C’è anche chi parla di problemi di ordine pubblico, con la presenza di persone poco raccomandabili ed atti di vandalismo. Ma i problemi, al di là di una certa incuria, sembrano meno evidenti di quanto possa far sembrare l’esasperazione di alcuni. “Io abito qui a pochi metri e ci passo accanto spesso – racconta Silvia Galimberti – vedo spesso adolescenti sulla panchina, ma non ho mai notato niente di strano”. A qualche centinaio di metri da via Biancamano, c’è uno spazio verde ancora più esteso. Siamo a San Giuseppe, tra via Calatafimi e via dei Cappuccini. Tra i tanti che qui godono di un po’ di relax, c’è chi si lamenta per la maleducazione di alcuni ragazzi ed arriva a denunciare, in orario di chiusura notturna, la presenza di persone. “Ho visto che qualcuno, approfittando di recinzioni non più tanto stabili, si è introdotto nel giardino” afferma un residente della zona. Almeno qui il problema delle deiezioni canine non sembra esserci. A pochi metri, infatti, c’è un’area apposita. Di cui MBNews ha sottolineato le inefficienze circa un anno fa (leggi qui)

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Boschetti reali – Si parla di una loro riqualificazione da tanto tempo. Dopo alcuni tentativi falliti, a maggio un bando regionale sembra aver dato il via libera al rinnovamento del sistema di illuminazione pubblica di questa storica area a due passi dalla Villa Reale. Un’area, da anni, giudicata poco frequentabile, soprattutto di sera. Quando a farla da padrone spesso sono i pusher e i tossicodipendenti. “Nei giorni scorsi anche ai Boschetti reali abbiamo messo in atto un’operazione di presidio del territorio in funzione anti-spaccio e anti-degrado – ricorda l’assessore comunale alla Sicurezza, Federico Arena – abbiamo utilizzato Narco, un cane di razza pastore tedesco, addestrato allo scopo. Il nostro scopo – continua – è far capire che a Monza non è possibile agire senza rispettare la legge”. In questi giorni di pieno agosto, anche di giorno, in quest’area ci sono poche persone sedute sulle panchine. Un po’ ovunque rami e sterpaglie, ricordo dei brevi ed intensi temporali di questa caldissima estate. Ed una coppia di anziani, in cerca di un po’ di tranquillità. “Non veniamo abitualmente qui, per noi è un po’ fuori mano e preferiamo restare in zone più centrali – affermano – sappiamo, comunque, dei problemi che ci sono e speriamo che la situazione migliori”. Dicono, però, di non essere a conoscenza della notizia di quel 75enne, quasi loro coetaneo, che pochi giorni fa è stato multato dai vigili per aver fatto i propri bisogni nei Boschetti reali. Anche davanti agli occhi, di sicuro increduli, dell’imponente statua di Giuseppe Garibaldi.

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Via Gramsci – Sarà capitato anche a voi di passare nei pressi dei giardini di via Gramsci. Siamo in pieno centro, due minuti a piedi da piazza Trento e Trieste. Il quadro che avrete visto è, a dir poco, desolante. Erba poco curata, giostrine malmesse e completamente inutilizzate, costante ed esclusiva presenza clochard e giovani extracomunitari, soprattutto africani. A terra cartacce, sporcizia e bottiglie di birre, consumate sin dalla mattina presto. “E’ uno spazio completamente sottratto all’uso della cittadinanza – afferma Simona, che abita nel residence di fronte ai giardini – ormai ci si passa affianco il più velocemente possibile e con il timore che si possa assistere o, addirittura, essere coinvolti in qualche lite”. La situazione di insicurezza e degrado è da tempo nota all’amministrazione comunale. E, anche nel recente passato, ci sono state operazioni di controlli da parte della Polizia locale. Che più volte hanno individuato e segnalato giovani tra i 20 e i 30 anni, provenienti per lo più da Nigeria e Tunisia e, magari, in attesa del riconoscimento come rifugiati. Ad essere considerati a rischio sono anche i vicinissimi portici della libreria ‘Ancora’ in via Pavoni. “Il personale della polizia locale è ridotto all’osso e ci servirebbero altri venti uomini per tornare ad avere un organico dignitoso – ammette l’assessore Arena – anche con questa scarsità di risorse umane, comunque, stiamo cercando di adottare la filosofia del colpirne uno per educarne cento, attraverso azioni significative di contrasto”.

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Giardini Nei – Si trovano alle spalle del noto Centro sportivo, dove, per la comodità degli orari, c’è anche una delle sale studio più frequentate dagli universitari. Eppure sono spesso al centro della cronaca per motivi poco edificanti. A volte sono atti di vandalismo e contro il decoro. Come quando i writer monzesi hanno riempito di scritti e graffiti il muro dei giardinetti appena messo a posto con le Pulizie di Primavera (ecco l’articolo). Altre volte, invece, avvengono veri e propri tentativi di violenza. Nei primi giorni di questo 2017 due donne hanno denunciato di essere state aggredite da alcuni uomini, che hanno tentato di palpeggiarle con insistenza. Questo avveniva in sere invernali. Ora, invece, questo ampio spazio verde nel cuore del quartiere San Gerardo è frequentato soprattutto da ragazzi che giocano a pallone e da persone che portano a spasso i propri cani. Ma le occasioni di insicurezza non mancano. Nell’area giochi del Nei sono in corso da tempo dei lavori. Erano stati interrotti, poi avrebbero dovuti riprendere il 10 luglio. Solo teoricamente, però. Perché l’area resta delimitata, ma, tra recinzioni, pavimentazione disconnessa, sporcizia ed oggetti vari, lasciati anche da chi sceglie questo luogo per bivaccare la notte, i bimbi continuano a giocare su scivoli ed altalene. “Noi abitiamo in zona e questo è lo spazio più vicini dove far giocare i nostri figli – spiega la mamma di due vivaci bambini arabi – speriamo che i lavori terminino al più presto”.

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Su Filippo Panza

Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.