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Seveso, il cinema a pedali che ricorda la diossina (con un anime giapponese)

Seveso, il cinema a pedali che ricorda la diossina (con un anime giapponese)

12 Luglio 2017

A volte per ricordare (e far ricordare) basta pedalare. Non è una rima senza senso, ma quello che ha voluto fare Cinema ambulante, in collaborazione con associazioni come Seveso memoria di parte, BMovies e NoPedemontana, in occasione del 41esimo anniversario del disastro di Seveso.

Lunedì 10 luglio infatti Cinema ambulante, l’iniziativa che coniuga mobilità sostenibile e cultura cinematografica, ha portato a Seveso “Dioxin no natsu – L’estate della diossina“, film di animazione giapponese del 2001 che, nonostante qualche libertà di narrazione, ripercorre fedelmente attraverso lo sguardo di un gruppo di ragazzini gli eventi che colpirono il territorio a partire dall’incidente dell’Icmesa. Puntando il dito contro i proprietari del gruppo Givaudan-La Roche, e riscattando le sofferenze di una popolazione che a lungo si è trovata a subire, senza nemmeno conoscere la verità sulla gravità della situazione o sulle cause dell’incidente. Una scelta di nicchia (il film era in giapponese sottotitolato in italiano) che è comunque riuscita a coinvolgere un gruppo di interessati e curiosi, oltre a diversi rappresentanti delle istituzioni locali, come il sindaco di Bovisio Masciago Giuliano Soldà, l’assessore di Desio Giovanni Dario Borgonovo, e il presidente del consiglio comunale di Seveso Giorgio Garofalo. Una curiosità che si spiega anche per la modalità di proiezione: Cinema ambulante, infatti, funziona a pedali, tramite una bicicletta che attiva il generatore, tenendo in carica le batterie e proiettando i film in luoghi insoliti, per esempio strade e parcheggi (come avviene per la rassegna Corti in corte, ogni venerdì di luglio nei cortili di Seveso). «Portiamo a spasso il cinema dove non ci si aspetta di trovarlo, e ci spostiamo pedalando, in una zona dove manca la cultura della mobilità lenta – spiega Borgonovo, che non rinuncia a collegarsi al tema di questi giorni, quello del (presunto) fallimento di Pedemontana -. Speriamo fallisca: se no a Desio rischiamo di ritrovarci con le Pedemontagne, collinette fatte con la terra asportata dal cantiere, che porterebbero la diossina in un territorio dove non c’è».

«Questa serata del 10 luglio cade in un momento particolare – continua Davide Biggi del comitato No Pedemontana, sempre in riferimento alla richiesta di fallimento avanzata dalla procura di Milano a Pedemontana -. Ma non c’è niente di rassicurante: l’intero tracciato è pieno di diossina, bisogna fare in modo che il territorio venga messo in sicurezza». La proiezione di “L’estate della diossina”, che ha colpito il pubblico anche per la fedeltà con cui ha riprodotto certi particolari architettonici di Seveso, dal municipio alla scuola, è stata preceduta da “La zona”, breve documentario realizzato dagli studenti dell’istituto Versari di Cesano Maderno, frutto di un accurato lavoro di documentazione del 10 luglio 1976. Fra documentario e anime, un modo efficace per capire e far capire il clima di quei giorni drammatici di 41 anni fa: peccato solo che la serata cinematografica si sia sovrapposta (involontariamente, dicono gli organizzatori) allo spettacolo con Mario Pirovano proposto dall’amministrazione comunale sevesina, che è riuscito a riscattare la scarsa partecipazione domenicale alle “Contaminazioni” radunando un centinaio di persone nella tensostruttura di via Redipuglia.

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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