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Case farmaceutiche: i NAS scoprono giro di corruzione

Quindici le case farmaceutiche coinvolte, molte brianzole. Quattro persone indagate per induzione indebita a dare o promettere denaro o altre utilità, abuso d’ufficio, truffa e riciclaggio.

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Concorsi per assunzioni di personale ad hoc foraggiati con donazioni per la ricerca, convegni e borse di studio pagate dalle case farmaceutiche negli ospedali milanesi Fatebenefratelli, Macedonio Melloni, Buzzi e Sacco, in cambio dell’acquisto e dell’utilizzo dei farmaci in reparto.

Questo il cuore della maxi indagine “Domino” dei carabinieri del Nas di Milano, che questa mattina hanno eseguito numerose perquisizioni e acquisizioni documentali negli uffici degli ospedali milanesi, in quindici aziende farmaceutiche e società provider per l’organizzazione di convegni nelle province di Milano, Monza, Lecco, Varese, Vercelli, Verona, Piacenza, Bologna, Roma, Firenze, Latina e Palermo. Quattro le persone inscritte nel registro degli indagati a vario titolo per corruzione, induzione indebita a dare o promettere denaro o altre utilità, abuso d’ufficio, truffa e riciclaggio.

Secondo quanto ricostruito nelle indagini, coordinate dalla Procura di Milano, avviate nell’autunno del 2016, le quindici case farmaceutiche coinvolte, di cui “diverse” a quanto si è appreso sarebbero in Brianza, avrebbero messo in piedi un “illecito e clientelare modus operandi” con la complicità di alcuni tra medici e funzionari delle strutture sanitarie i quali, abusando delle loro funzioni , avrebbero predisposto concorsi pubblici ad hoc favorendo l’assunzione di medici e paramedici da loro prescelti per meri interessi personali, foraggiati grazie a “donazioni per la ricerca” o “borse di studio” foraggiate dalle stesse aziende del farmaco.

Inoltre, gli stessi medici, avrebbero percepito direttamente dalle farmaceutiche somme di denaro come premio in cambio dell’incremento della prescrizione dei loro farmaci, camuffati in sponsorizzazioni per l’organizzazione di convegni scientifici, attraverso la complicità di società provider che ne curavano l’organizzazione. I “provider di servizi” compiacenti che formalmente organizzavano gli eventi, di fatto distraevano il denaro ottenuto dalle società farmaceutiche, per ridistribuirlo nei conti correnti dei medici, ricompensati anche con beni di varia natura, come cellulari, computer e altro.

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