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Pedemontana, gli ambientalisti: "L'autostrada è già fallita"

Pedemontana, gli ambientalisti: “L’autostrada è già fallita”

3 Luglio 2017

La notizia della dichiarazione di fallimento richiesta dalla procura di Milano alla società Autostrada Pedemontana Lombarda non ha colto di sorpresa chi si è sempre detto contrario all’opera, come Legambiente e gli attivisti di due comitati molto attivi sui comuni (Lentate sul Seveso, Meda, Barlassina, Seveso e Cesano Maderno) dove dovrebbe passare la tratta B2 della contestatissima infrastruttura, il cui primo progetto risale agli anni 60: NoPedemontana e Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile.

«Il tribunale si pronuncerà il 24 luglio su quello che in realtà tutti sappiamo, a prescindere dalle decisioni che verranno assunte: Pedemontana è già fallita – affermano i portavoce di NoPedemontana, riassumendo i motivi per cui da sempre si sono detti contrari all’autostrada -. Pedemontana è un’opera vecchia, faraonica e costosa, insostenibile innanzitutto sul piano ambientale, inutile dal punto di vista della mobilità e un fiasco dal punto di vista economico. Un fallimento che è anche il fallimento di un’idea fuori tempo della mobilità e di un rapporto arrogante e autoritario con il territorio e le persone che lo abitano; un territorio che si vorrebbe liscio, incolore, muto come i fogli di carta su cui si disegnano i progetti; una popolazione a cui si impone di subire le pesanti conseguenze sulla salute, dalla diossina a all’inquinamento da traffico. Pedemontana è un’altra opera che si abbatte su un territorio sovraccaricato dai segni del passato industriale, della cementificazione selvaggia degli anni 80 e 90, dei forni inceneritori, del sovrapporsi di altre infrastrutture discutibili: e allora che fallisca».

I sindaci dei comuni della B2, d’altra parte, preferiscono ancora non esprimersi in merito. «È tutto in movimento, dipende da cosa succederà il 24 – afferma Alberto Colombo di Insieme in rete. E aggiunge -: Da tempo denunciamo l’inutilità di questa infrastruttura e le ricadute devastanti per ambiente e territorio conseguenti alla sua realizzazione. La defiscalizzazione concessa dal governo (350 milioni di euro) e il fondo di garanzia istituito da Regione Lombardia (altri 450 milioni di euro) hanno certificato il fallimento del project financing, oltreché uno sfacciato e indebito intervento e supporto pubblico per cercare di attirare capitali privati che comunque non sono arrivati. Non si vadano quindi a cercare soluzioni che implichino ancora costi a carico della collettività per tentare di salvare qualcosa che è frutto di scelte errate su cui si persevera con incredibile ostinazione. L’idea anacronistica di mobilità basata sulla realizzazione di grandi infrastrutture autostradali ha generato una situazione disastrosa di cui le istituzioni, Regione Lombardia in testa, avrebbero dovuto prendere atto, invece di ripetere come un disco rotto il mantra fanfarone e surreale favorevole al completamento dell’autostrada. Il progetto autostradale va archiviato definitivamente, rinunciando al completamento dell’infrastruttura e stralciandola dalle opere strategiche della Legge obiettivo».

In apertura, una manifestazione di NoPedemontana a luglio 2016

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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