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Maroni, 1 mld e 607 mln per 160 treni nuovi. È polemica

Maroni, 1 mld e 607 mln per 160 treni nuovi. È polemica

12 Luglio 2017

“Andavamo ascoltati prima”. Sentenziano così i Comitati alla notizia data ieri pomeriggio, 11 luglio, da Roberto Maroni circa l’acquisto massiccio di nuovi treni. 

Il piano straordinario di investimenti per il trasporto ferroviario prevede lo stanziamento di 1 miliardo e 607 milioni di euro per l’acquisto di 160 nuovi treni entro il 2032. I dati dell’assessore alle Infrastrutture e mobilità di Regione Lombardia, Alessandro Sorte, parlano di circa 350 treni in servizio. Il piano proposto da Maroni intende quindi sostituire i mezzi che risalgono al periodo 1975-1990. I 160 nuovi treni verranno ripartiti in tre categorie. Il 65% saranno treni ad alta capacità, a due piani, destinati alle Linee S e al Passante Ferroviario di Milano. Il 15% saranno treni regionali a trazione diesel per le linee non elettrificate della regione (Pavia, Cremona, Brescia). Il restante 20% verrà destinato alle altre linee lombarde.

Per acquistare i nuovi mezzi si svolgeranno tre gare, una per ciascun modello. I mezzi saranno utilizzati da Trenord, l’impresa ferroviaria che svolge i servizi in Lombardia. Le gare verranno bandite entro il 2017: i tempi di consegna per i primi sono di circa 2 anni dalla sottoscrizione dei contratti di fornitura. Successivamente, sarà attivato il servizio di 2-4 nuovi treni al mese.

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Le tempistiche sono lunghe e i disagi dei pendolari continueranno: costanti ritardi, specie nelle ultime settimane, e pessime condizioni delle strutture ferroviarie. A fare da eco alle polemiche, risuona la voce del Partito Democratico. “E’ un’operazione di fine stagione con pochi soldi veri e una notevole ipoteca sugli investimenti dei prossimi quindici anni – hanno commentato il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri e il capogruppo in Regione Enrico Brambilla, aggiungendo – Se la Regione si fosse resa conto a inizio legislatura e non a pochi mesi dal voto dell’emergenza dei treni lombardi, che sono vecchi e inefficienti, oggi i pendolari apprezzerebbero la differenza.”

“Con un abile gioco di prestigio, Maroni fa apparire sulla scena 160 nuovi treni: ma c’è il “barbatrucco”. A guardar bene le carte, da qui al 2019 lo stanziamento sarà di soli 100milioni sul 1,6 miliardi annunciati. 100 milioni bastevoli al massimo per l’acquisto di 10 treni che, se andrà bene, saranno messi in circolazione nel 2020. Gli altri 150 treni? Li vedranno forse i nipoti dei pendolari nel 2050″ – ha commentato Iolanda Nanni, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, aggiungendo – “Si tratta della solita scenografica operazione di marketing elettorale costruita con promesse iperboliche sulle spalle di viaggiatori e pendolari costretti a treni da terzo mondo”.

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