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Lentate non sarà più una città slow: costa troppo

Lentate non sarà più una città slow: costa troppo

9 Luglio 2017

Lentate ha revocato la sua adesione a Cittaslow, “la rete italiana delle città del buon vivere”, pochi mesi dopo essere stata accolta nell’associazione. La decisione è stata presa dalla nuova giunta di centrodestra guidata da Laura Ferrari (Forza Italia), con la motivazione che l’adesione non è più ritenuta né utile né necessaria: bisognerà comunque pagare la quota per l’anno in corso, pari a 2.500 euro. «È una scelta puramente politica – accusa Marco Cappelletti (Pd) -. Uscire da un circuito come Cittaslow, che promuove le attività del territorio e il concetto di città sostenibile, dopo che ci abbiamo impiegato due anni a farne parte, vuol dire dare un calcio all’internazionalità. Lentate era l’unico comune della provincia a fare parte di questa rete, che avrebbe dato importanza ai nostri parchi, ai prodotti tipici e all’artigianato locale: Ferrari in campagna elettorale ha detto di voler far tornare Lentate una “città borgo”, ma evidentemente intendeva solo organizzare le feste di paese, il festival di vialetto e cose del genere».

Dura la replica del vicesindaco leghista Matteo Turconi Sormani (primo a sinistra nella foto di apertura, ndr): «Sto facendo tantissimi tagli di iniziative di questo genere, considerate inutili non da me, ma dagli uffici comunale: l’obiettivo è riuscire a recuperare 52mila euro. Non ci sono i soldi per la manutenzione quotidiana e la sicurezza: devo recuperare 5 anni di amministrazione di sinistra totalmente incapace». L’adesione a Cittaslow sarebbe però potuta essere un vanto per Lentate, e avrebbe potuto portare valore alla città: perché rinunciare? «Mi spiace ma Cittaslow non serve: avessimo la patata di Rovello o un altro prodotto del genere potrei capire, ma per noi non porterebbe a nulla. E in più, ci costerebbe in tutto 37.500 euro. Ne condivido lo spirito, ma non è quello che serve a Lentate. Io poi rispondo ai cittadini, non a Cappelletti: e ci stiamo impegnando su 5 anni di amministrazione che non sono stati fatti. Soltanto in questi ultimi giorni con il sindaco Ferrari abbiamo provveduto a fare un sopralluogo in via per Mariano, dove i residenti chiedevano da tempo un punto luce, e abbiamo fatto partire i lavori a Copreno, che i cittadini aspettavano da due anni. E poi abbiamo provveduto a posizionare degli specchi stradali, a tagliare i prati, a cambiare le panchine: la gente ce l’ha chiesto in campagna elettorale e noi lo stiamo facendo. Faremo inoltre un giro nelle scuole pubbliche, per le quali dovremo procedere con una manutenzione straordinaria».

Cittaslow è un movimento nato nel 1999 per allargare la filosofia di Slow Food alle comunità locali e al governo delle città, promuovendo la ricchezza delle tradizioni, del territorio e dei suoi prodotti tipici per migliorare la qualità della vita degli abitanti. Oggi comprende circa 80 paesi in Italia e una 30ina di nazioni in tutto il mondo: dall’Austria alla Nuova Zelanda, dal Sudafrica agli Stati Uniti. Possono farne parte i comuni con meno di 50mila abitanti che non siano capoluogo di provincia e che si impegnino a rispettare la filosofia dell’associazione: il titolo di Cittaslow ha durata di 3 anni, e si rinnova solo a condizione che gli standard di ammissibilità vengano mantenuti.

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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