Lazzate contro l’accoglienza: il borgo non vuole i profughi

Lazzate contro l'accoglienza: il borgo non vuole i profughi

È una piazza affollata, che si dice allo stesso tempo spaventata e pronta a combattere: contro gli stranieri, contro i richiedenti asilo, contro l’accoglienza. E forse per una piazza come questa non c’è posto migliore di Lazzate, roccaforte leghista da 25 anni, che nella serata di martedì 25 luglio ha organizzato nel cuore del borgo storico un presidio contro i migranti. Ma diversamente da quanto accaduto lo scorso anno a Gorino, nel ferrarese, dove un gruppo di cittadini aveva innalzato delle barricate per impedire l’accoglienza di un gruppo di donne richiedenti asilo, a Lazzate è stata l’amministrazione stessa a pronunciarsi per prima contro l’accoglienza e a organizzare un tam tam mediatico che, in pochi giorni, è riuscita a mobilitare la piccola cittadina brianzola, in cui gli abitanti sono meno di 8.000.

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A dare l’allarme era stata la notizia della vendita di due appartamenti del centro a un’associazione che si occupa di accoglienza, la sevesina D&G Research di Gianni Avanzi, che avrebbe firmato il rogito venerdì 21 luglio. Il prefetto Giovanna Vilasi, interrogata in merito, non ha confermato nessun nuovo arrivo: dato l’acquirente, potrebbe però essere solo questione di tempo. L’assessore lazzatese e consigliere provinciale della Lega Nord Andrea Monti, d’altra parte, ribadisce la sua diffidenza nei confronti del prefetto, e sottolinea: «L’accoglienza prevede che ci sia un accordo da entrambe le parti, se no è un’invasione. Qualcuno sopra di noi ha deciso di installare dei profughi nel posto più sbagliato, nel centro del nostro borgo e vicino ad altre famiglie con minori: se il prefetto ci avesse avvertito, avremmo almeno potuto dire la nostra». «Abbiamo il diritto di sapere cosa sta succedendo nel nostro paese – sottolinea il sindaco Loredana Pizzi -. Vogliamo che Lazzate continui a essere il paese tranquillo che è sempre stato».

Ma perché Lazzate avrebbe il diritto di rifiutarsi di accogliere i richiedenti asilo? Perché gli altri comuni non potrebbero fare altrettanto? «Semplice: credo nella democrazia, non in un potere superiore – risponde Monti -. I sindaci rappresentano il popolo: noi abbiamo sempre detto che non vogliamo i profughi, lo facciano quei sindaci, e in Brianza sono la maggioranza, che si sono detti favorevoli all’accoglienza». E se i posti non bastassero? «Vuol dire che c’è un problema a monte: qualcuno non sta gestendo bene gli ingressi. Io sto contestando anche la gestione di questa accoglienza: ci sono caserme vuote che potrebbero essere utilizzati come centri, mentre invece stiamo polverizzando il disagio, inviando i profughi in tutti i comuni».

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«Siamo tutti proprietari di questo borgo  e della comunità in cui viviamo – continua il vicesindaco Giuseppe Zani -. Invito tutti a vigilare». E i lazzatesi sembrano pronti: ci sono cartelli, striscioni e qualche fumogeno verde, ma anche famiglie e persone di tutte le età. In tanti si chiedono come organizzarsi per manifestare, qualcuno ha paura di non poter più girare tranquillamente per strada la sera, qualcun altro esclama «non voglio l’uomo nero a Lazzate!» e racconta di uno spiacevole incontro ravvicinato con due migranti «purtroppo ubriachi» nei pressi del tempio voltiano a Como, dove dall’estate 2016 la questione dell’accoglienza è una questione all’ordine del giorno. Presenti al presidio anche i sindaci dei comuni vicini, il leghista Alessandro Fagioli di Saronno e la forzista Laura Ferrari (Lentate sul Seveso), insieme al marito, il capogruppo regionale per la Lega Nord Massimiliano Romeo. E se Romeo propone di «mandare il prefetto a Lampedusa», Fagioli si scaglia contro «le associazioni che sono le agenzie di viaggi dell’accoglienza». Ma sicuramente non basterà una manifestazione di paese, per quanto partecipata, a bloccare quella che è un’emergenza mondiale, e nemmeno a tenerla lontana: nella stessa giornata di martedì 25 a Lentate, a pochi km di distanza da Lazzate, sono arrivati nuovi migranti.

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Su Giulia Santambrogio

Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.