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Statale 36 Monza - Lecco, la truffa dei "cinque euro" corre lungo la Valassina

Statale 36 Monza – Lecco, la truffa dei “cinque euro” corre lungo la Valassina

7 Giugno 2017

Allarme truffa lungo la Valassina. Da qualche giorno la Milano – Lecco è diventata teatro di una serie di tentativi di truffe, e di truffe vere e proprie, ai danni dei pendolari che vanno al lavoro o che rientrano a casa. Le segnalazioni parlano di una coppia, uomo – donna che, dopo essersi appostata a uno dei numerosi svincoli, simula di essere rimasta senza benzina e di dovere rientrare a casa velocemente per raggiungere i figli.

Un sistema non certo nuovo, già utilizzato in passato, ma che comunque riesce ancora a irretire i più distratti e gli anziani. Sulla pagina Facebook di Sei di Monza se è stato aperto un post al quale hanno risposto decine di utenti dicendo di avere visto la coppia in azione o, addirutrra, di essere stati vittime di un tentativo di raggiro. L’auto che i due truffatori utilizzano è una Citroen C3 di colore grigio col baule nero. L’uomo, secondo le indicazioni fornite da chi li ha visti, ha una quarantina d’anni, alto, rasato e cicciottello. Lei, invece, è bassa e scura di capelli e indossa un giubbino catarifrangente per rendere più convincente lo stratagemma.

Pare che si appostino in tutti gli svincoli della Valassina: Lissone, Carate, Seregno, ma sono stati avvistati anche nel parcheggio delle Torri Bianche di Vimercate e a Monza, in particolare nella zona via Foscolo, di corso Milano e anche al confine con Concorezzo. Le testimonianze su Fb di persone che sono state abbordate sono numerose. La tecnica utilizzata è sempre la stessa. La coppia parcheggia l’auto sul bordo della strada, lui rimane in disparte, lei invece si avvicina alle auto in coda o che rallentano chiedendo aiuto. Chiede contanti, cinque o dieci euro per fare rifornimento e tornare a casa dai figli. Per dare sicurezza, si propone di lasciare al malcapitato anche la sua carta d’identità e il numero di cellulare dicendo di volere restituire la somma prestata. Cosa che ovviamente non accade.

In sostanza, la coppia, più che truffare, si approfitta della buona fede dei passanti simulando una situazione di temporanea emergenza. E proprio questo è forse aspetto più fastidioso perché alla fine chi ci va di mezzo sono le persone che pensano di dare una mano a chi ha bisogno.

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Riccardo Rosa
Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.


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