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Pet therapy, a Ornago l'Asinoteca per combattere l'esclusione sociale

Pet therapy, a Ornago l’Asinoteca per combattere l’esclusione sociale

15 Giugno 2017

Pet therapy e laboratori didattici nella natura per combattere l’esclusione sociale e aiutare soggetti che hanno difficoltà a relazionarsi con gli altri. È l’obiettivo di Cinzia Dolci, titolare dell’azienda agricola Asinoteca di Ornago da poco accreditata nella rete delle fattorie sociali di Regione Lombardia.

Attiva da tre anni come fattoria didattica Terranostra – spiega la Coldiretti di Milano, Lodi, Monza e Brianza – con il nuovo riconoscimento l’Asinoteca è tra i pionieri dei servizi sociali proposti in ambito agricolo in provincia di Monza e Brianza, dove finora era attiva una sola realtà di questo genere accreditata alla rete regionale.

“Da circa due anni ospitiamo gruppi di ragazzi con varie difficoltà, che sono seguiti da un centro diurno nel Comune di Vimercate – spiega Cinzia – Sono stati proprio gli educatori a spronarci a raggiungere questo traguardo. Esserci riusciti è per noi motivo di soddisfazione e di orgoglio”.

Le attività sociali dell’Asinoteca si rivolgono a persone con disabilità fisiche e comportamentali, a cui vengono proposti sia il contatto diretto con gli asini, sia laboratori manuali di vario tipo come quello del pane o quello dell’orto.

“I ragazzi che ci vengono a trovare hanno un’età compresa tra i 16 e i 40 anni e sono affetti da problemi motori, autistici e cognitivi – racconta ancora Cinzia – Ogni martedì stiamo insieme per un’ora, durante la quale ci prendiamo cura dei nostri animali e realizziamo piccoli lavoretti. Ognuno di loro ha le sue preferenze: c’è chi vuole stare con Ettore, uno dei nostri undici asini, chi predilige la piscina di fieno e chi invece i laboratori. Tutti però apprezzano le piccole cose che magari noi non notiamo, come il silenzio o il profumo nel fieno”.

“Stare con loro mi riempie di gioia – continua Cinzia – ed è straordinario assistere ai loro progressi: quando vengono in cascina i ragazzi sono più rilassati e per alcuni questo significa poter ridurre almeno per quel giorno la terapia farmacologica, mentre altri che hanno problemi motori quando stanno a contatto con gli asini riescono a compiere piccoli movimenti che normalmente non fanno”. Il sogno nel cassetto di Cinzia è quello di poter stringere collaborazioni con enti o istituzioni per poter inserire in azienda soggetti svantaggiati. “Oggi ospitiamo già un rifugiato politico – conclude Cinzia – ma per il futuro vorremmo coinvolgere nelle nostre attività persone con la Sindrome di Down”.

L’agricoltura sociale è la punta più avanzata della multifunzionalità che come Coldiretti abbiamo fortemente sostenuto, per avvicinare le imprese agricole ai cittadini e conciliare lo sviluppo economico con la sostenibilità ambientale e sociale – commenta Alessandro Rota, presidente della Coldiretti di Milano, Lodi, Monza e Brianza – Attraverso le fattorie sociali si riconosce che nei prodotti e nei servizi offerti dall’agricoltura non c’è solo il loro valore intrinseco, ma anche un bene comune per la collettività fatto di tutela ambientale, di difesa della salute, di qualità della vita e di valorizzazione della persona”. In Lombardia, conclude la Coldiretti di Milano, Lodi, Monza e Brianza, ci sono in tutto 19 fattorie sociali riconosciute dalla Regione di cui due in provincia di Monza e Brianza.

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