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Seveso, le proposte dei giovani di Forza Italia per la sicurezza

Seveso, le proposte dei giovani di Forza Italia per la sicurezza

9 Giugno 2017

Sono giovani «dai 28 anni in giù», dicono, sono di destra e, con già uno sguardo alle amministrative del 2018, si preoccupano della sicurezza della propria città. Sono i ventenni del gruppo sevesino di Forza Italia Giovani, formatosi appena un anno fa e già molto attivo sul territorio, che lunedì 29 maggio ha organizzato un incontro per discutere della sicurezza in paese, aperto ai ragazzi e non solo (era presente anche il 59enne Massimo Vaccarino, capogruppo del Pdl in consiglio comunale).

Non solo per protestare, però, ma anche e soprattutto per proporre delle possibili soluzioni. «Non vogliamo fare come altre forze politiche che sono “contro” a prescindere – sottolinea Roberto Donghi, responsabile provinciale della formazione politica di Forza Italia Giovani -, ma nemmeno come l’amministrazione, che prende sotto gamba il problema, che a Seveso c’è ed è grave. Se ne sono accorti i cittadini, e lo confermano i numeri: la scorsa estate si sono verificati in media 8 furti al giorno, circoscritti per lo più nelle zone di Baruccana e Dossi e, in misura minore, all’Altopiano».

Per non parlare della stazione: «Ormai è una zona franca, ritrovo di una microcriminalità da due soldi. Abbiamo proposto di mettere dei militari a presidiarla, ma la giunta – racconta – ci ha risposto chiamandoci razzisti e xenofobi»

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Tra le idee dei Giovani Forzisti c’è quella di istituire dei varchi per monitorare l’ingresso e l’uscita dei veicoli, e potenziare il Controllo del Vicinato, introdotto con orgoglio dall’attuale amministrazione, guidata da Paolo Butti (Pd): «Ha funzionato, è vero – ammette Donghi -, ma solo quando il gruppo di vicinato è stato seguito da un ex appartenente alle Forze dell’ordine. Per questo vorremmo che anche a Seveso venisse fondata un’associazione nazionale dei carabinieri, con il compito di assistere le Forze dell’ordine ufficiali, aiutandole nel pattugliamento: gli ex carabinieri sanno come agire e funzionano molto meglio delle ronde. In alternativa, si potrebbe ricorrere alla vigilanza privata».

Numerose le critiche rivolte all’assessore alla Sicurezza, Andrea Formenti, che non prenderebbe abbastanza sul serio il problema, tanto da lasciarsi sfuggire occasioni importanti: «Qualche mese fa ci siamo persi un bando di Regione Lombardia che ci avrebbe permesso di investire nella videosorveglianza, perché l’assessore era occupato nell’assunzione di un nuovo vigile – accusa Donghi -. Un’occasione sprecata: per questo proponiamo per il futuro di partecipare ai bandi e di posizionare nuove telecamere nelle zone più a rischio». Formenti, interpellato in merito, racconta però una storia un po’ diversa: «Abbiamo evitato di aderire perché sarebbero stati premiati soprattutto quei comuni associati tra loro per la polizia locale – spiega l’assessore -. Le prime videocamere le abbiamo installate noi, e presto ne arriveranno delle altre». E ne approfitta per rispondere a tono: «Non è vero che non stiamo facendo nulla: a breve, per esempio, sarà installato un impianto per la rilevazione delle targhe. Stiamo gettando delle basi per fare altro: se negli anni passati ciascuno avesse fatto il suo, ora non saremmo in una situazione diversa (prima dell’elezione di Butti, nel 2013, Seveso è stata amministrata per 15 anni dal centrodestra, ndr). Il numero dei furti? Mi chiedo come facciano a saperlo, dal momento che sono i carabinieri a rilevare i reati, ed è la prefettura ad avere i dati: li abbiamo richiesti, ma non ce li hanno ancora comunicati».

«Attenzione: quando uno che governa snobba le idee dei ventenni significa che politicamente sta morendo – commenta il vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala, ospite d’onore della serata, complimentandosi per la concretezza e la precisione con cui i giovani sevesini hanno affrontato e presentato il problema -. La proattività è importante: e non a caso è proprio una delle caratteristiche dei giovani. D’altra parte la Regione non ha la competenza sulla sicurezza: e la sollecitazione per i bandi, che pure continueremo a fare, ci deve arrivare dal territorio». Sala inoltre insiste sulla certezza della pena e un sistema di tolleranza zero per far funzionare meglio la sicurezza. E continua: «Abbiamo messo la sicurezza sui treni: e funziona! Abbiamo investito per mettere in rete le forze di sicurezza con il sistema E015. Per il futuro, c’è l’idea di creare a Monza una cittadella della sicurezza, una struttura affidata al comandante Alfa, uno dei cinque soci fondatori del Gruppo di intervento speciale dei carabinieri».

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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