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Degrado Boscherona: residenti sul piede di guerra. Idee per il rilancio

Degrado Boscherona: residenti sul piede di guerra. Idee per il rilancio

8 Giugno 2017

Il degrado della zona Boscherona irrompe nella campagna elettorali delle amministrative di Monza. MBNews lo scorso novembre si era già occupata dei numerosi problemi di quest’area nella parte nord del capoluogo della Brianza (leggi qui). Ora, però, i disagi legati all’ambiente, alla mancanza di sicurezza stradale e ciclopedonale, alla viabilità precaria, condite dalla massiccia presenza di prostitute, spacciatori e, da poco, nomadi abusivi, tornano di attualità. Proprio a pochi giorni dalle elezioni comunali, infatti, i residenti della Boscherona hanno iniziato una raccolta firme da far arrivare a tutti i componenti della amministrazione che uscirà dalle prossime urne, compresi i nuovi assessori e consiglieri di Monza (Lettera per il Comune). A raccogliere il grido d’allarme degli abitanti delle vie Stradella, Monte Generoso, Monviso, Tagliamento e, appunto, Boscherona sono stati tre giovani candidati consiglieri della lista LabMonza, Arianna Bettin, Francesco Calabrò e Silvia Meneghello. Che, dopo essere stati contattati dai cittadini attraverso la pagina Facebook della lista che alle imminenti elezioni comunali appoggia l’attuale sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, hanno incontrato alcuni residenti della zona. Sul tavolo numerose questioni. Che rendono urgente la riqualificazione di un’area, porta d’accesso alla città per chi proviene da Milano e posta a solo un chilometro dalla Villa Reale, uno dei fiori all’occhiello di Monza.

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“Alla Boscherona abbiamo molte aree private e pubbliche abbandonate e costantemente utilizzate sia quali discariche o deposito materiali sia come superfici per attività illecite e contro il pubblico decoro / igiene – afferma Patrizia Bizzoni, uno dei cittadini promotori della raccolta firmela viabilità pedonale ed automobilistica è pericolosa per la totale mancanza di controlli video, marciapiedi, dossi di rallentamento,  segnaletica sui limiti, illuminazione adeguata e strisce pedonali, che possano regolare il traffico e i limiti di velocità”. Un capitolo a parte merita la questione sicurezza. “Siamo circondati da un alto tasso di prostituzione con via-vai notturno e occupazione degli spazi verdi della zona – spiega la Bizzoni – molto frequenti anche lo spaccio e gli schiamazzi in piena notte da parte di persone con alto tasso alcolico, che poi buttano ‘residui’ vari a bordo strada e nel verde”. Le problematiche della Boscherona, almeno a partire dal 2013, sono state già oggetto di lettere di proteste e segnalazioni. E al marzo 2015 risale l’ultima lettera del Comitato Monza Nord al Comune di Monza. Ultimamente, però, la situazione sembra essersi addirittura aggravata. Come dimostra anche la vicenda delle casette abusive (clicca qui). “Da due mesi registriamo la presenza fissa di nomadi – spiega Roberto Civati, un residente di via Tagliamento – durante il giorno bivaccano nel parco comunale della Boscherona, poi, dopo la chiusura si accampano, tramite passa parola,  nelle aree verdi della zona, con tutte le conseguenze anche per i rifiuti igienici e ambientali prodotti. Sono stati più volte allontanati – continua – ma costantemente ritornano”. boscherona-degrado4-mb Di fronte all’esasperazione dei residenti di quest’ampia area nella parte nord del capoluogo della Brianza, i tre giovani candidati consiglieri di LabMonza, tutti ventenni, universitari e alla prima vera esperienza di politica cittadina, si mostrano disponibili all’ascolto. E non possono che ammettere la gravità della situazione attuale. Senza negare anche qualche responsabilità da parte dell’amministrazione Scanagatti. “Negli ultimi 5 anni si è intervenuti bene su alcune periferie come Cederna e S.Rocco, meno su aree residenziali come questa, che, tra l’altro, si trova anche a cavallo tra zone diverse – affermano Bettin e Calabrò – certamente le risorse economiche del Comune sono scarse, ma questa non può diventare una scusa per lasciare a se stessi i territori. Bisogna intervenire per risolvere davvero i problemi – continuano – non a caso una parte del nostro programma elettorale si intitola ‘periferie al centro’ e la nostra proposta punta anche ad un recupero delle aree dismesse della città”. Quali le soluzioni possibili per la Boscherona? I residenti sembrano avere le idee chiare. “Non c’è bisogno di fare espropri di terreni o grandi investimenti per avere un miglioramento – afferma la Bizzoni – basterebbero, ad esempio, la costituzione e segnalazione di un percorso pedonale tramite colonnine con catena e cordoli, l’imposizione formale alle proprietà “non curanti” di badare alla sicurezza, inclusa quella ambientale, delle proprie aree lasciate incolte o incustodite, con possibili sanzioni. Sarebbero necessarie – continua – barriere anti-intrusione veicoli nei terreni, camere di video-sorveglianza, una forza pubblica più presente, l’ottimizzazione dell’illuminazione dalla rotonda di viale Lombardia in tutta la zona, compreso il tratto di ciclabile che costeggia il Villoresi”.

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Tra le idee anche quella di un Bosco della rigenerazione nell’area  dismessa confinata  tra la ciclabile del canale Villoresi e la sua parallela, via della Stradella. “Si tratterebbe di un polmone verde, che, a differenza dei parchi circostanti, Boscherona, Auchan e Villa Reale, sarebbe dedicato a silenzio, relax e meditazione – spiega la Bizzoni, creatrice del progetto – un luogo d’impronta Zen, concepito come ‘camera di decompressione’ all’aria aperta e con finalità didattiche, pedagogiche e sociale (Bosco della rigenerazione (progetto e finalitá)”. Ancora poche ore, giorni nel caso di ballottaggio, poi Monza saprà chi la governerà per i prossimi 5 anni. I cittadini della Boscherona, che vivono in una zona immersa nel verde, ma sicuramente da riqualificare, attendono di conoscere a chi potranno rivolgere le proprie speranze. Che, per fortuna, come si sa, sono le ultime a morire.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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