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Monza, Borgo Bergamo e movida. Intervista alla neo presidentessa

Monza, Borgo Bergamo e movida. Intervista alla neo presidentessa

14 Giugno 2017

Guiderà l’associazione “Borgo Bergamo” almeno per i prossimi due anni e la accompagnerà al traguardo dei 30 anni di vita. Ma, nel frattempo, Viviana Veronesi, neo-eletta presidente di un gruppo di commercianti, titolari di ben 70 attività differenti nella via a due passi dal centro storico di Monza, dovrà occuparsi di molte altre questioni.

Da un lato l’obiettivo generale dell’associazione “Borgo Bergamo”, che tra le sue iniziative sicuramente più conosciute ha il mercatino mensile dell’antiquariato con 100 espositori e 3mila visitatori, è chiaro. In primis, come recita lo statuto,  “promuovere tutte quelle iniziative necessarie o utili all’incremento e qualificazione del commercio e dei servizi della Via Bergamo in Monza, sia nell’interesse degli associati che in quello della clientela degli stessi”. Dall’altro lato, però, con l’estate 2017 ormai alle porte, via Bergamo sta già tornando al centro dell’attenzione per tematiche come la vivibilità urbana e la quiete pubblica. Con i connessi problemi per la salute di tutti. Residenti e clienti dei tanti locali della zona. E’, insomma, pronta a (ri)esplodere la polemica sulla movida. E su questo la Veronesi, 41 anni e da tre titolare del ristorante Paulpetta, il primo bistrot di sole polpette, non si tira indietro: “In via Bergamo c’è molta collaborazione fra i negozianti e i clienti respirano quest’area – afferma – non vogliamo che si perda tutta questa alchimia solo perché, dopo una certa ora, arrivano orde di ragazzetti ubriachi a disturbare i residenti di una via tanto bella”. Oltre al problema movida, negli ultimi giorni, gli animi si sono accesi anche sulla Ztl, cioè la chiusura temporanea di via Bergamo al traffico nel fine settimana. La misura era stata concessa l’anno scorso. E, nonostante le lamentele del Comitato “No al degrado e alla Mala-Movida”, sembrava essere stata concessa anche quest’anno. Invece, all’ultimo momento, tutto è saltato. I commercianti dell’associazione “Borgo Bergamo” non l’hanno presa bene. E sperano in un ripensamento dell’amministrazione comunale.

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Veronesi, è stata appena eletta presidente dell’Associazione Borgo Bergamo per i prossimi due anni. Quali sono le priorità del suo mandato?

Nella prima riunione del direttivo abbiamo espresso in maniera forte la volontà di rimanere coesi per far sì che via Bergamo diventi sempre di più un esempio virtuoso di collaborazione fra esercenti, residenti, municipalità e forze dell’ordine. Vogliamo offrire ai cittadini di Monza una valida alternativa a Milano. L’obiettivo è che via Bergamo, con la sua molteplice offerta di locali e attività, possa aggiungersi alle già numerose iniziative messe in campo dal Comune nell’ottica dell’intrattenimento, anche per i sempre più numerosi turisti che passano dalla nostra città. In questa direzione Monza potrà fregiarsi di avere un esempio concreto di recupero di una zona che fino a pochi anni fa era considerata “periferia a rischio”, mal frequentata e pericolosa.

Come pensa di raggiungere questi ambiziosi obiettivi?

Le iniziative che vogliamo mettere in campo sono di carattere culturale, sociale e ovviamente di intrattenimento. Crediamo che il divertimento sia un ottimo modo per fare cultura ed aggregazione, sempre però nel rispetto di tutte le parti coinvolte e senza frontiere, etichette o definizioni. Intendiamo coinvolgere, e in alcuni casi già lo stiamo facendo, associazioni sul territorio, scuole della zona, realtà agricole locali, per organizzare eventi in cui incontrarsi per condividere le attività di ciascuno e stare bene insieme.

L’estate è alle porte e per via Bergamo le tematiche della vivibilità urbana e della quiete pubblica, con i connessi problemi per la salute di tutti, tornano al centro dell’attenzione. Come rispondete alle lamentele di una parte dei cittadini della zona?

L’Associazione Borgo Bergamo intende offrire intrattenimento nel pieno rispetto dei residenti e in un clima di massima collaborazione con Comune e Forze dell’Ordine. A riprova concreta di questa nostra volontà abbiamo partecipato al Bilancio partecipativo con tre progetti, due sulla sicurezza e uno sull’ambiente. Abbiamo vinto con un progetto legato all’installazione di telecamere in via Bergamo, nei giardini del NEI e in prossimità dell’ingresso all’adiacente silos, che garantirà maggior sicurezza e la possibilità di prevenire spiacevoli accadimenti, come quelli occorsi quest’inverno. Un altro impegno concreto a salvaguardia della quiete pubblica è la nostra volontà di dotarci, a spese proprie, di un servizio di sicurezza privato che, durante i fine settimana, da mezzanotte sino alle 3, quindi un’ora dopo l’orario di chiusura che ci siamo auto imposti, ci aiuti a garantire il rispetto del sonno dei residenti, la sicurezza pubblica e allontani chiunque intenda far diventare via Bergamo una terra di nessuno dopo un certo orario.

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Nell’ottica di una collaborazione con le istituzioni, cosa chiedete all’amministrazione comunale e, in particolare, al sindaco che sarà eletto tra pochi giorni?

All’amministrazione comunale e al sindaco, neo eletto o confermato, chiediamo dialogo e disponibilità per continuare a rendere vivibile e bella una zona che ha avuto la forza di costruirsi una nuova identità. Chiediamo collaborazione nell’organizzazione degli eventi, flessibilità per quanto riguarda la burocrazia che spesso ci rende complessa l’attuazione di qualsivoglia iniziativa. Chiediamo di essere ascoltati in qualità di commercianti che hanno scelto di investire sul proprio territorio e di essere sostenuti nel raggiungimento comune di rendere la nostra Monza sempre di più una vera città, aperta e cosmopolita come si merita di diventare.

In questi giorni, è scoppiata nuovamente la polemica sulla Ztl a via Bergamo. Qual è la vostra posizione sull’argomento?

La Ztl concessa l’anno scorso è stata un esperimento riuscito, a parere nostro. Chiunque l’abbia vissuta, avrà ricordo del clima rilassato, sereno e conviviale che la mancanza di traffico veicolare ha portato. Quest’anno ci è stata negata con la motivazione del mancato rispetto dell’orario di chiusura auto imposto, le 2 di notte, solo da parte di alcune attività di somministrazione. In via Bergamo siamo all’incirca una ventina di locali fra vinerie, ristoranti, bar, bistro e simili. Tutti noi ci atteniamo all’orario di chiusura e al termine della serata ci premuriamo ciascuno di pulire la nostra parte di strada e di far abbassare il tono di voce a chi rimane fuori dai locali. Solo 3 o 4 non si attengono alla chiusura concordata favorendo, soprattutto dopo una certa ora, il formarsi di fastidiosi capannelli di ragazzi molto giovani, spesso in preda all’alcool e non solo. Questo fa si che via Bergamo, dopo una certa ora e soprattutto in una zona ben definita, diventi luogo di rumori molesti a danno dei residenti e di comportamenti al limite della decenza. Vogliamo fortemente che via Bergamo sia un luogo in cui divertirsi stando bene, senza rischi e nel rispetto di chi ci abita. La nostra speranza è che residenti e il Comune comprendano che la Ztl, se completata con i necessari accorgimenti, permetterebbe alla via di diventare più sicura e vivibile.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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