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Epidemia di morbillo, perché è importante vaccinarsi?

Epidemia di morbillo, perché è importante vaccinarsi?

19 giugno 2017

La polemica sui vaccini è una delle più presenti tra le cronache di questi giorni. Si sono creati due fronti opposti: da un lato la comunità scientifica internazionale e il Ministero della sanità che spingono verso la vaccinazione, dall’altro lato alcuni genitori e medici che, invece, ritengono i vaccini inutili o addirittura dannosi. Ad accendere ulteriormente gli animi, è arrivata l’entrata in vigore del decreto sull’obbligo dei vaccini da 0 a 16 anni. Dodici i vaccini obbligatori previsti: Anti-poliomielitica, vaccinazione anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus Influenzae tipo b, anti-meningococcica B (comunemente chiamata vaccinazione meningococco b), anti-meningococcica C, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. Il decreto, in caso di non ottemperanza all’obbligo, stabilisce la non iscrizione alle scuole dell’infanzia (da 0 a 6 anni) o sanzioni salate per i genitori nelle scuole dell’obbligo (da 6 a 16 anni), compreso il rischio di perdere la patria potestà.

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Mentre il dibattito sui vaccini è ancora acceso, in Italia è in corso una preoccupante epidemia di morbillo.  L’ultimo bollettino del ministero della Salute e delI’Istituto superiore della sanità riferisce di 2.851 casi, di cui l’89 per cento si è registrato tra pazienti non vaccinati. L’Italia, che in tutto il 2016 aveva registrato 844 casi di morbillo, è entrata tra i Paesi a rischio salute. A dirlo è anche l’organo sovrano nel mondo per la prevenzione delle malattie infettive, il CDC (Center of Disease Control). La Lombardia è tra le regioni più colpite dalla malattia. Questo triste primato è dovuto al numero crescente di bambini non vaccinati contro il morbillo e altre malattie infettive, tra le quali la parotite, la rosolia e la varicella. Non a caso la Regione Lombardia sta mettendo in campo una strategia di monitoraggio, con il supporto delle aziende sanitarie e dei pediatri, per porre un freno al calo delle vaccinazioni. L’aumento dei casi di morbillo, infatti, non può essere sottovalutato. Si tratta di una malattia che, in 1 caso su 1.000, si complica con patologie, quali l’encefalite morbillosa, che mettono a repentaglio la vita del paziente. I bambini al di sotto dei 5 anni corrono rischi anche dopo essere guariti. La pan encefalite subacuta sclerosante (PESS), che è causata dall’effetto del virus sul tessuto cerebrale di chi ha contratto il morbillo, si manifesta svariati anni dopo essere guariti e porta al deterioramento neurologico e alla morte. Uno studio di ricercatori californiani afferma che un bambino ogni 1.300 colpiti da morbillo nei primi 5 anni di vita va incontro a questa terribile malattia: numeri di gran lunga superiori all’atteso.

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L’epidemia di morbillo in Italia sta spingendo le istituzioni e gli organi preposti a chiedersi, con sempre maggiore urgenza, cosa sia possibile fare per arginarla. L’obiettivo è portare il tasso di vaccinazione dal livello attuale, ben sotto il 90 per cento, al di sopra del 95 per cento. Questo permetterebbe di raggiungere la cosiddetta “immunità di gregge”, la condizione per la quale, con la maggior parte della popolazione vaccinata, si rende il morbillo meno pericoloso, soprattutto per i bimbi sotto i 13 mesi o più deboli, che non possono sottoporsi a vaccinazione. Alla base della tematica dei vaccini, c’è anche un discorso di mentalità. Sono in tanti, infatti, quelli che si chiedono:  “Ma è davvero necessario vaccinare mio figlio?”. Noi lo abbiamo domandato al Dr. Paolo Tagliabue, pediatra e neonatologo che opera a Monza. Perché non dovrei vaccinare mio figlio? – si domanda Tagliabue – l’utilizzo dei vaccini ha estirpato malattie terribili quali il vaiolo. Se non vaccino mio figlio contro il morbillo,  lo metto a rischio di malattie gravi come la PESS o l’encefalite. Inoltre – continua – se lo vaccino, faccio un bene alla comunità, perché riduco il rischio per chi non si può vaccinare di contrarre la malattia. La risposta, quindi, è che non ci sono motivi per non fare la vaccinazione. E’ un obbligo, nonché un diritto, per i vostri figli”. Per essere immuni nei confronti del  morbillo basta davvero poco. “Sono necessarie 2 dosi di vaccino – spiega Tagliabue – la prima a 13-15 mesi, la seconda a 6 anni. Alcuni studi suggeriscono anche un richiamo a 16 anni”.
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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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