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Assolombarda, Presidente Bonomi: "Vogliamo essere protagonisti del nostro futuro"

Assolombarda, Presidente Bonomi: “Vogliamo essere protagonisti del nostro futuro”

13 Giugno 2017

“Protagonisti del nostro futuro”. Con queste parole Carlo Bonomi ha introdotto l’assemblea generale di Assolombarda che sarà sotto la sua guida per il prossimo quadriennio 2017-2021. L’assemblea, tenutasi lunedì 12 giugno in seduta privata, ha eletto Bonomi presidente dell’associazione e ha confermato anche la squadra di presidenza proposta nel consiglio generale dello scorso 9 maggio.

L’assemblea è proseguita in seduta pubblica al Teatro alla Scala alla presenza del sindaco di Milano Giuseppe Sala e del presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. In questa sede Bonomi ha tenuto la sua relazione alla presenza di numerosi esponenti del mondo economico, produttivo e politico milanese e italiano.

“In Italia, Milano e la Lombardia sono tornati a trainare l’economia. Un risultato frutto di diversi fattori: dal polo tecnologico-scientifico post EXPO al 76,3% delle imprese del nostro territorio che esporta (il 56,1% lo fa verso i Paesi extra Ue). Qui a Milano e in Lombardia vive la fiducia per un ritorno a tassi di crescita intorno al 2% annuo nazionale. Ma molto resta da fare”. Ha dichiarato Bonomi.

assolombarda-assemblea-generale-relatore“Molte novità internazionali influenzano pesantemente l’andamento europeo e italiano. Trump punta sul commercio a grandi accordi bilaterali, ed è un rischio se l’Europa resta a guardare. Ma per l’Italia gli accordi di Cop21 in materia ambientale restano: il recesso degli Usa non può ostacolare gli impegni italiani ed europei, e quelli di Cina e India. Per quanto riguarda la Brexit, se il Regno Unito rinuncia alle quattro libertà di circolazione, a cominciare da quella delle persone, non potrà avere il mercato unico”.

“Ma la vittoria di Macron prova che populismo e protezionismo non sono destinati a vincere. Troppe parti politiche in Italia strizzano l’occhio a spinte isolazionistiche e crisi dell’euro: cosi diventiamo tutti più fragili. Ci batteremo perché l’Italia tenga dritta la bara sulla via dell’Europa”.
“Per recuperare i gap accumulati dall’Italia occorre realizzare subito la quarta rivoluzione industriale, sul modello però non tedesco ma della piccola e media impresa italiana. Ma non è solo questione di investimenti e tecnologie, e di fare il miglior uso degli incentivi messi a disposizione delle imprese”.

“Dobbiamo cambiare, infatti, il nostro modo di rivolgerci ai giovani. Se ormai più di 100mila l’anno abbandonano l’Italia, è perché non vedono un futuro né per sé e né per il proprio Paese. Dobbiamo allora creare ponti affinché le nostre aziende, Università, centri di ricerca possano avvalersi dei giovani che si sono spostati all’estero. Bisogna far avvertire loro che sono i nostri ambasciatori nel mondo, che l’automazione non distrugge il lavoro. Dobbiamo dire che un Paese che mette al centro del dibattito il reddito di cittadinanza sostituisce alla centralità del lavoro quella dei sussidi di Stato”.

“Per i nostri figli dobbiamo volere un Paese dove si premino il coraggio, il merito, le opportunità. Per farlo dobbiamo avere la forza di cambiare il modello della scuola, della sanità e del welfare. La riforma della scuola ha messo in ruolo 140mila nuovi docenti: ma la priorità è chi la frequenta, non chi ci lavora”.

“La finanza pubblica italiana resta molto più esposta ai rischi di quanto si ammetta. Aver abbandonato la spending review è stato un errore. Basta dire che le tasse scendono: il total tax rate sulle nostre imprese è al 64,8%, in Austria al 51,6% e in Svizzera al 28,8%”.
“Occorre rilanciare la riforma IRPEF che è stata abbandonata. È assolutamente necessario razionalizzare i diversi regimi di tassazione sul reddito delle persone fisiche e delle imprese, rivedendo il perimetro dello Stato e introducendo un’imposta negativa per i bassi redditi: su questo lanceremo un’iniziativa di confronto in tutto il Nord, perché senza toccare l’IRPEF il fisco non viene restituito alla sua finalità di volano ma continua a essere ostacolo della crescita”.

“Serve anche un nuovo metodo operativo per Confindustria. Assolombarda si confronterà con tutte le territoriali del Nord in materie come le politiche attive del lavoro, il fisco, le partnership d’impresa. Confindustria deve restare unita, ma il Nord non è Roma come Roma non è il Sud. Solo affrontando la nuova questione settentrionale e meridionale in termini distinti, le imprese potranno esercitare la loro funzione naturale di traino nazionale”.
“E occorre battersi per una capacità di confronto nel dibattito pubblico ispirata a sobrietà. Basta delegittimazioni reciproche in politica, che consegnano il Paese a nuovi rischi d’ingovernabilità: esprimiamo gratitudine al Presidente della Repubblica Mattarella e al Presidente del Consiglio Gentiloni per il compito che sta svolgendo. Ma non abbiamo bisogno di elezioni anticipate, se mettono da parte le ragioni dell’economia. Né di una legge elettorale proporzionale che impedisca ai cittadini di scegliere coalizioni e programmi. Altrimenti, la sfiducia vince e il populismo cresce”.

È il capitale sociale ciò che rende coesa una società, forti le sue imprese, funzionanti le sue dinamiche sociali, partecipate le sue istituzioni. Non è un sogno né un’utopia. Questo vogliamo essere, protagonisti del nostro futuro”.

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