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"Una ciclabile fino alla metro!", flash mob di Monzainbici

“Una ciclabile fino alla metro!”, flash mob di Monzainbici

27 Maggio 2017

Lavorate a Milano. Ci andate tutti i giorni senza dover fare nemmeno un chilometro in automobile. Vi basta usare la vostra bici, percorrere in tutta sicurezza la pista ciclabile da Monza fino a Sesto San Giovanni e prendere la metropolitana. Non è fantascienza o un’ipotesi futuristica. Per Fiab MonzainBici (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), ImportiamoilModelloAmsterdam e #cambiapedale può e deve essere una realtà molto prossima. Anche prima della fine del 2019. Quando, come è stato annunciato nei giorni scorsi (leggi l’articolo), dovrebbero finire i lavori per il prolungamento della M1 da Sesto Fs fino alla fermata Cinisello Monza. E per esprimere chiaramente quello che è più di un auspicio, le associazioni monzesi a sostegno della bicicletta hanno organizzato un flash mob a Largo Mazzini (clicca qui). All’insegna dello slogan “Una ciclabile fino alla metro!” un colorato gruppo di più di 50 persone, radunate grazie ad un passaparola diffuso tramite Internet, mail ed sms, è partito dal centro del capoluogo brianzolo. A bordo della proprie bici, i fautori di uno stile di vita basato sulla mobilità sostenibile hanno poi percorso Corso Milano e via Borgazzi fino a Sesto Fs. Proprio due delle strade che sono protagoniste anche dell’ultima tappa del Giro d’Italia 2017, la cronometro Monza-Milano.

Lungo Corso Milano, tra la traversa di via Cavour e la pompa di benzina Esso, gli organizzatori hanno anche creato una “bike line”, una semplice corsia ciclabile delimitata da un lungo nastro bianco. “Un modo per dire che un percorso ciclabile su Corso Milano è possibile realizzarlo già ora, con poche spese e senza aspettare la fine dei lavori per il prolungamento della M1 – afferma Pasquale Scalambrino, presidente della Fiab Monza in Bici – con la bicicletta in 15 minuti dal centro di Monza si può arrivare a Sesto Fs. Basterebbe eliminare una parte dei parcheggi sulla strada – continua – si avrebbe anche un alleggerimento del traffico, che, su corso Milano, è legato soprattutto a chi viene da fuori città”. Un traffico, quindi, non di natura commerciale. Per questo non è per niente un caso che, in un recente sondaggio condotto proprio dalla Fiab Monza in Bici, oltre il 70 per cento dei 50 commercianti intervistati, attivi  tra Corso Milano e Via Borgazzi fino a Bettola, si sia dichiarato favorevole a una ciclabile proprio sul tratto di strada dove è prevista la realizzazione delle due fermate metro fino a Cinisello Monza. Il 42,5 per cento dei commercianti è anche convinto che una ciclabile appena fuori dalla vetrina possa garantire introiti maggiori. “Esperienze di altre città europee dimostrano che dove si va in bici, c’è un aumento del riscontro commerciale – spiega Scalambrino – la ciclabile fino alla metro è già prevista nel bici plan del Comune di Monza e abbiamo deciso di mettere in campo una serie di azioni per sollecitarla. L’ultima amministrazione cittadina ha fatto cose positive come la velostazione e il bike-sharing – continua – ma ci vuole più coraggio per compiere un salto di qualità sulla mobilità sostenibile”.

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Il flash mob di Largo Mazzini, tra la curiosità dei passanti, è stato caratterizzato anche da momenti ludici e divertenti. Musica improvvisata con chitarra, xilofono e percussione. Una ballerina di hula hoop. Più di un partecipante, poi, aveva dei gonfiabili a forma di pesce. “Un modo simpatico per dire a chi governa la città che, per la ciclabile di corso Milano, l’anno prossimo non vorremmo trovarci con un altro pesce d’aprile” chiarisce Scalambrino. All’evento, partito dal centro del capoluogo della Brianza, c’è stato anche lo spazio per la breve messa in scena di un ipotetico diverbio tra una ciclista e un automobilista, due categorie non sempre in grado di condividere pacificamente la strada. Il flash mob è nato anche sulla scia del progetto “Importiamo il modello Amsterdam”. Che, con la proposta di un  percorso ciclabile proprio su corso Milano, nel 2016 è stato uno dei vincitori della prima edizione del Bilancio partecipativo (ecco l’articolo). Un’idea, non ancora realizzata, che, ripresentata con lo stesso nome, è stata premiata nella seconda edizione dell’iniziativa del Comune di Monza (leggi qui).

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Il programma di “Importiamo il modello Amsterdam” versione 2017 è diverso da quello dell’anno scorso. Ma l’obiettivo finale è sempre quello di stimolare e sensibilizzare la cittadinanza all’uso della bicicletta. E non è cambiata nemmeno l’ideatrice del progetto, Loredana Priori. “Nel 2011 Fiab MonzainBici organizzò già un flash mob, ma stavolta abbiamo cercato di fare un evento più allegro e pubblicizzato – afferma Priori – è solo il primo passo per cambiare le cose a Corso Milano, una delle strade più pericolose della città per i ciclisti. Una strada – continua – che ha la metratura per ospitare una ciclabile su entrambi i lati, soprattutto se si eviterà di costruire un parcheggio lato McDonald’s”.La Fiab MonzainBici, che, un mese fa, nel corso dell’Assemblea nazionale celebrata proprio nel capoluogo brianzolo, aveva posto l’accento sul tema della sicurezza dei ciclisti (clicca qui), mette in campo altre iniziative in occasione della presenza in città della carovana del Giro d’Italia. “Distribuiremo un volantino per sollecitare l’approvazione in Parlamento della legge delega sul nuovo Codice della strada, un argomento di estrema attualità dopo le recenti morti eccellenti in bicicletta – afferma Scalambrino – se si dovesse andare a votare prima, avremmo perso altri quattro anni. Il flash mob non resterà un evento a se stante – continua – una volta a settimana organizzeremo una pedalata in bici su Corso Milano”.
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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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