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Monza, degrado in piazza Cambiaghi. Comune: "Tutto bloccato"

Monza, degrado in piazza Cambiaghi. Comune: “Tutto bloccato”

8 Maggio 2017

A Monza il tempo sembra essersi fermato per piazza Cambiaghi. Un eterno presente fatto di abbandono ed incuria, se non di un vero e proprio degrado. Pavimentazione dissestata, sporcizia, quadri elettrici non protetti, parcheggi non ben regolamentati, frequente presenza di persone malintenzionate o alterate. Tutto questo a pochi passi dal centro.

Nel luogo in cui c’è Duomo Parking, intitolato, quindi, ad una delle attrazioni turistiche principali di Monza. E proprio per piazza Cambiaghi, a poco più di un mese dalle elezioni amministrative dell’11 giugno, il Comune ammette la propria attuale impotenza. “La situazione purtroppo è ancora quella di 5 anni fa – confessa l’assessore all’Urbanistica, Claudio Colombo – l’area vive uno stato di incerta qualificazione perché da un lato è utilizzata dalla collettività, ma dall’altro non è mai entrata nelle disponibilità delle proprietà del Comune”. La storia di piazza Cambiaghi, che è fondamentalmente di proprietà di una società privata, la Edilcentro, continua ad essere lunga e tortuosa. Si parte dal 1988. “A quell’anno risale il progetto per la creazione delle sedi istituzionali e del parcheggio sotterraneo e l’accordo conseguente tra la proprietà e l’amministrazione comunale – afferma Colombo – nel 1990 fu siglata una convenzione tra le due parti. Questa convenzione non è mai stata completamente attuata – continua l’assessore – sono in corso diffide ed incontri, il privato contesta frazionamenti che, secondo lui, dovrebbero essere fatti e tutto questo ci impedisce di procedere alla completa riqualificazione dell’area”.

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A rendere ancora più intricata la questione sono altri fatti accaduti nel lungo periodo tra il 1990 e l’incertezza del presente. La convenzione di ormai 27 anni fa prevedeva, tra le altre cose, che una parte di piazza Cambiaghi venisse ceduta al Comune per svolgere eventi, manifestazioni e attività mercatali. Non parcheggi, quindi. Poi, però, per quel che riguarda la sosta, la società Edilcentro ha concordato nel 2006, su richiesta dell’amministrazione Faglia, l’uso temporaneo dell’area con posti auto in superficie, in attesa della realizzazione del parcheggio di piazza Trento e Trieste. Cosa che poi è avvenuta. Ma senza risolvere l’intreccio tecnico-burocratico. Che si è trascinato negli anni, con le amministrazioni di diverso colore politico. Fino ad arrivare all’anno scorso quando il Comune annunciò la necessità di chiudere l’area parcheggio in superficie di piazza Cambiaghi, non prevista, come detto, dalla convenzione del ’90. Anche perché, nel frattempo, la società Edilcentro aveva completato i lavori che consentono l’utilizzo del parcheggio interrato, il Duomo Parking, dove sono disponibili 450 posti auto.

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La conseguente accesa polemica, con tanto di raccolta firme contro la chiusura, ha portato nell’estate del 2016 ad un nuovo accordo tra piazza Trento e Trieste ed Edilcentro: risolvere le ultime incombenze legate alla vecchia convenzione per poi procedere al passaggio formale dell’area che spetta al Comune, quella sopra il parcheggio interrato, il quale avrebbe potuto, sulla propria porzione, procedere alla riqualificazione. Che, fra le altre, cose prevede sulla piazza anche una vecchia lottizzazione da circa 5 mila metri quadrati per realizzare nuovi uffici e servizi. L’altra parte dell’area, che si affaccia su via Azzone Visconti, avrebbe continuato ad essere di proprietà della Edilcentro. Sempre l’anno scorso, poi, l’amministrazione Scanagatti aveva chiesto e ottenuto la disponibilità di Edilcentro di realizzare e gestire un’area parcheggio automatizzata di circa un centinaio di posti. In questo modo la disponibilità di posti auto sull’area è diventata di 550 posti complessivi, di cui 450 interrati e 100 in superficie. L’accordo è in parte disatteso. E l’oggi è ancora molto confuso.

“Il parcheggio interrato, che dovrebbe essere ceduto al Comune, è ancora interamente gestito dal privato – chiarisce Colombo – in superficie gli introiti dei parcheggi sono divisi a metà tra noi e il privato, ma non è ancora avvenuto il passaggio dell’area e, quindi, non abbiamo ancora potuto far partire la riqualificazione”.

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La situazione di degrado ed incertezza di piazza Cambiaghi ha un effetto anche sulle vicine attività commerciali. “E’ un problema di sicurezza per cui è difficile rendere, anche di giorno, questa zona tranquilla per mamme e bambini – afferma il titolare del ‘Lenry Coffee & Bar’ – la presenza di rom e zingari è costante, ultimamente si vedono un po’ meno tossicodipendenti e clochard. Un presidio di controllo e l’illuminazione sarebbero un deterrente”.

Su questo delicato fronte il Comune prova a rispondere presente. “Noi cerchiamo di esserci in piazza Cambiaghi – assicura l’assessore comunale alla sicurezza, mobilità e servizi ambientali, Paolo Confalonieri – non c’è un presidio permanente della polizia locale, ma un controllo frequente. In questo periodo la nostra attenzione è soprattutto sulla stazione centrale – continua – sicuramente, però, il disagio espresso dai cittadini su piazza Cambiaghi è da prendere in considerazione, anche se poi l’intervento è da fare in maniera coordinata con le forze dell’ordine”. Il problema, del resto, sembra essere strutturale. “E’ un’area dalla connotazione particolare, quando non c’è il mercato il giovedì ed il sabato, diventa abbastanza marginale – afferma Confalonieri – per questo sarebbe necessario renderla viva con attività ed iniziative”.

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Un miglioramento, almeno infrastrutturale, a dire il vero, è in corso. Anche se non direttamente su piazza Cambiaghi, ma a ridosso. Esattamente lungo Spalto Piodo. Dove sono ancora in corso i lavori per la messa in sicurezza del tratto cittadino del fiume Lambro. Se ne sta occupando l’Aipo, l’agenzia interregionale per il Po. Che dovrebbe terminare a breve l’intervento. Eliminando anche le barriere new jersey ancora presenti lungo il Lambro. Il futuro di piazza Cambiaghi, però, è ancora tutto da scrivere. Molto probabilmente dipenderà anche dall’esito delle prossime elezioni comunali. Sarebbe meglio che chiunque dalle urne uscirà come primo cittadino di Monza abbia la lungimiranza di Giuseppe Cambiaghi, a cui l’area in questione è intitolata. Un imprenditore, proprietario dell’omonimo cappellificio, che tra Ottocento e Novecento costruì le case per i suoi mille operai allo Spalto Piodo, una casa di riposo, una residenza per le vacanze e provvidenze per le operaie in maternità, corsi di economia domestica per le figlie degli operai.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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