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"Eureka! Funziona!", ad Assolombarda protagoniste le invenzioni dei bambini

“Eureka! Funziona!”, ad Assolombarda protagoniste le invenzioni dei bambini

5 Maggio 2017

Un robot di nome Luigino, elegante, ma con una paletta in mano. Un razzo un po’ strano da lanciare in un cielo fantastico e molto colorato. Quest’anno “Eureka! Funziona!”, il progetto promosso da Federmeccanica in accordo con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, presso la sala Congressi del Presidio territoriale di Monza e Brianza di Assolombarda, ha premiato due costruzioni tecnologiche legate al mondo della robotica e dell’ingegneria aerospaziale. Tutto a misura di bambino naturalmente. E anche con qualche licenza poetica. Almeno nella scelta del nome. Se, infatti, “Luigino il robottino” è stato realizzato dall’Istituto Comprensivo di Sovico e ha prevalso nella sfida tra le 3° e le 4° classi elementari, il “Razzo pazzo” si è aggiudicato il primo posto tra le classi 5° ed è frutto dell’ingegno dei bambini dell’Istituto Comprensivo Rodari di Seregno. Gli alunni di Sovico e di Seregno, nelle rispettive categorie, hanno battuto la concorrenza dei pari età di altri sei scuole della Brianza: Istituto Comprensivo di Lesmo, Istituto Giovanni XXIII di Villa Raverio, Istituto Comprensivo Romagnosi di Carate Brianza, Istituto Comprensivo Alighieri Cornate d’Adda – plesso Porto d’Adda, Istituto Comprensivo Lesmo – Plesso Camparada e Istituto Comprensivo Lesmo – Plesso Correzzana. Tutti impegnati a costruire veri e propri giocattoli, a partire da un kit fornito da Federmeccanica contenente vari materiali.

eureka-progetto-assolombarda-kit-mb (Copia)

Più che una competizione, è stato un modo per celebrare l’inventiva e la capacità di fare gruppo dei bambini. E, non a caso, proprio queste sono state le qualità prese in considerazione dalla due giurie chiamate a valutare le opere di questa quinta edizione di “Eureka! Funziona!”. Imprenditori, fisici, personale di Assolombarda. In un parola, adulti, ma in grado di vedere e giudicare con gli occhi di chi ha ancora tutta la vita davanti. Tra chi ha dovuto votare le costruzioni in concorso anche Paolo Monza, fisico e, da più anni, componente della giuria.

Alla base di “Eureka! Funziona!” c’è l’idea di investire sulle generazioni future. “Il progetto ha il merito di favorire nei bambini lo sviluppo di un orientamento alla cultura tecnica e scientifica – afferma Diego Andreis, Presidente del Gruppo Meccatronici di Assolombarda, Vicepresidente Federmeccanica e Presidente CEEMET (Council of European Employers of the Metal, Engineering and Technology-based industries) – le attività di invenzione e progettazione che li hanno coinvolti, infatti, hanno avvicinato i bambini al mondo della meccatronica nel quale convergono meccanica, elettronica e informatica”. L’obiettivo sembra essere anche quello di celebrare il piacere genuino della creazione, lo stupore della scoperta. Non è un caso che il nome del progetto, “Eureka!” richiami proprio la celebre espressione di Archimede, il famoso matematico e fisico del III sec. a.C.. Che avrebbe pronunciato quella stessa parola quando, in una vasca da bagno, scoprì il principio che regola la spinta idrostatica, quella ricevuta dai corpi in galleggiamento. “Utilizzando in modo creativo alcune delle conoscenze acquisite in ambito disciplinare – spiega Andreis – i piccoli hanno potuto integrare la teoria con la pratica per sviluppare le loro innovazioni”.

eureka-progetto-assolombarda-giocattolo-mb (Copia)

Il progetto promosso da Federmeccanica in accordo con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sta diventando ormai una tradizione consolidata. Se quest’anno, infatti, protagoniste sono state le invenzioni meccatroniche, nelle precedenti edizioni si è puntato sull’energia e sul moto. Il senso dell’iniziativa, però, non cambia nel tempo. Come ci spiega Massimo Giovanardi, Vice presidente Piccola Industria di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza. Che ha premiato i vincitori di “Eureka! Funziona!” insieme a Cristina Cesari, Amministratrice delegata di Faro S.p.a. e Giovanni Caramello, Amministratore delegato di Parteco S.r.l.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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