A Vimercate il grande alpinista Manolo fa il tutto esaurito

A Vimercate il grande alpinista Manolo fa il tutto esaurito

Arrampicatore, alpinista e guida alpina, Manolo è stato uno dei pionieri dell’arrampicata libera in Italia. Oggi l’arrampicata sportiva è diventata una vera e propria specialità, ma lui è stato il primo a scalare dove nessuno aveva mai provato, tanto da aggiudicarsi il soprannome di “Mago”.  Il merito di Manolo è proprio quello di essere stato un precursore, di aver spostato sempre più in alto l’asticella dell’impossibile.

La sua presenza a Vimercate venerdì sera 12 maggio l’Auditorium del Centro Scolastico Omnicomprensivo ha fatto registrare il tutto esaurito. Una grande folla entusiasta si riunita per assistere alla sua presentazione. L’iniziativa è stata organizzata dalle sezioni CAI di Vimercate, Villasanta, Concorezzo e Agrate che già l’anno scorso avevano portato avanti un’iniziativa simile realizzando lo spettacolo teatrale “S-Legati”.

Fra l’altro Manolo si racconta con il documentario dal titolo “Verticalmente demodè”. Un filmato che ha vinto non solo Il Flmfestival di Trento , ma anche diversi festival Italiani e mondiali. In questo video ripercorre la strada che lo ha portato a fare ciò che ha fatto e spiega che spesso le cose più importanti sono quelle che inizialmente non riusciamo a vedere.

Un personaggio schivo e molto riservato. Nessuno nella sua famiglia aveva mai sfiorato il concetto di ‘arrampicata’, ma quando Manolo vede l’infinità delle montagne che lo circondano ne rimane colpito e affascinato. La sua prima scalata è per lui molto importante. Impara a salire, a rispettare l’ambiente e a riconoscere quando è il momento di scendere. Per la prima volta si confronta con la paura. Avverte il vuoto sotto di sè.

Manolo Vimercate auditorium pieno

Subito però rifiuta il modo tradizionale di scalare: rifiuta gli scarponi, il limite imposto dal sesto grado (usato per quantificare la difficoltà della scalata), le corde, i chiodi. Sente la voglia di far nascere dentro sè qualcosa di nuovo, solo con le sue possibilità. Di superare i limiti fino ad allora imposti. Si avvicina così all’arrampicata libera, apre nuove vie di salita e sperimenta nuovi strumenti come l’utilizzo delle scarpette. Si innamora di questo tipo di scalata che gli permette di sentire il contatto forte con l’elemento naturale, con la roccia che lui scala a mani nude.

 

Manolo Vimercate 2

A questo lui si deve il merito di aver reso l’arrampicata un vero e proprio sport. “A 40 anni dopo troppi infortuni e troppi acciacchi le montagne che ancora sognavo non erano più accessibili. Quindi per non smettere completamente mi sono messo ad esplorare quei limiti mai provati ed è stato interessante, ad una certa età, cercare di superare le barriere ed esplorare dentro me stesso i limiti fisici. Non più solo quelli mentali. Volevo diventare un atleta che si preparava con una mentalità moderna e con tutto quello che permetteva il cambiamento tecnico. Fino ad allora spinto dalla mentalità, dalla motivazione e dalla passione, volevo sperimentare la possibilità di allenarmi in modo di vero e di concepire l’arrampicata come uno sport vero”.

 

 


Su Giacomo Lamperti