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Un "nuovo italiano", grande performer, dice grazie all'Italia

Un “nuovo italiano”, grande performer, dice grazie all’Italia

25 Aprile 2017

La voglia di far crescere i sogni in un paese solare, accogliente, dove le persone ascoltano e sono disposte a tendere la mano. Era questo il desiderio del ventiquattrenne Hyago Rodriguez, cittadino brasiliano, italiano in divenire e con da poco tra le mani il tanto agognato permesso di soggiorno. Performer, ballerino e insegnate di Poledance, nella giornata della Liberazione, la testimonianza di Hyago è una ventata di gioia, perchè quel paese in cui sente di aver trovato la sua nuova casa, è proprio il nostro.
Cresciuto in Brasile, arrivato in Portogallo con la madre e la sorella quando aveva quindici anni, Hyago sognava di potersi realizzare come persona e come artista, ma nè nel suo paese di origine nè dove la famiglia lo aveva portato, sentiva di poterlo fare “era tutto diverso, profondamente differente, appena ho messo piede in Italia ho pensato che fosse il paese giusto per me”. Hyago è arrivato a Milano, e poi in Brianza dove vive, per brevi vacanze, un paio di anni fa. Poi ha incontrato l’amore ed ha deciso di fermarsi. Oggi, dopo aver affrontato tutta la trafila burocratica, lo scultoreo giovane dagli occhi castani trasuda gioia da ogni poro “devo dire che in Questura, in tutti gli uffici dove sono stato, ho trovato persone sempre molti disponibili e veloci nel darmi le direttive da seguire – ha raccontato il ventiquattrenne – esiste un portale dove ti colleghi al Ministero degli Interni per registrarti e frequentare il corso di integrazione on line”. Il corso verte sulla Costituzione, le leggi in vigore in Italia, la lingua, l’ organizzazione e il funzionamento delle istituzioni pubbliche in Italia, la vita civile, la scuola, i servizi sociali e gli obblighi fiscali per i lavoratori. Poi ci sono altri corsi da frequentare in due anni. Il corso virtuale si apre con una voce gentile che esclama “Benvenuto in Italia”, la cosa ha colpito molto il neo residente “quel messaggio mi ha dato coraggio, determinazione e mi ha fatto sentire a casa – ha spiegato – in questo paese è tutto così pieno di valore, la lingua è affascinante e romantica, il modo di fare degli italiani, il grado di civiltà e la correttezza che ho imparato stando qui mi mancavano in Brasile e mi hanno cambiato la vita”. Per noi italiani, abituati a lamentarci in continuazione (e per carità, ne abbiamo ragione) sentir apprezzare così il nostro paese è certamente uno stimolo positivo “sognavo di poter eccellere nella mia disciplina, la poledance – prosegue Hyago – studiare e qui ho trovato spazio a livello lavorativo perché la pole è riconosciuta sia come arte e disciplina sportiva, mentre in altri paesi come il Portogallo o altrove non è cosi”. La poledance è una disciplina sportiva, una danza acrobatica che si esegue intorno ad un palo, troppo spesso banalmente associata alla “lap dance” dei locali di streaptease, con la quale non ha nulla a che spartire.

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In Italia Hyago ha avuto quasi tutte esperienze positive “non mi sono mai sentito discriminato, mentre in Portogallo tantissimo – ha spiegato – qui mi sono sempre sentito il benvenuto, motivato a continuare per trovare il mio posto, mentre in Portogallo come brasiliano ero sbeffeggiato per la sola diversità di accento”. Alla fine, deciso a restare nel nostro paese, Hyago era arrivato nel milanese seguendo la promessa di un lavoro da parte della proprietaria di un centro che, però, quando lui è arrivato con le valige, è sparita “ero davvero a pezzi, non sapevo dove andare e ho conosciuto una coppia giovanissima che mi ha ospitato per tre mesi in casa – ha raccontato – se non fosse stato per loro non sarei qui oggi, poi invece ho incontrato persone speciali,  soprattutto una, che mi sono entrate nel cuore, e ho potuto continuare il mio cammino fino ad ottenere il permesso di soggiorno. Sono orgoglioso, ora non vedo l’ora di poter avere la cittadinanza italiana”. Per gli altri stranieri che arrivano in Italia Hyago ha un messaggio “cercate di integrarvi, di aprirvi ad un mondo nuovo senza restare arroccati nel vostro circolo chiuso – ha dichiarato – per otterenere nella vita bisogna dare, e non solo aspettarsi qualcosa. E’ importante pensare di poter dare il proprio contributo umano e lavorativo perchè questa nazione splendida continui ad esssere fantastica”. Per gli italiani invece, il giovane artista ha solo una parola, speciale:”grazie”.

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Valentina Rigano
Nata a Milano nel '78', cresciuta in provincia di Monza e Brianza, sangue siculo-austro-serbo-toscano nelle vene, mi sento cittadina del mondo grazie alla passione per i viaggi passatami dai miei genitori. Studente irrequieta, ho scoperto la meraviglia del ricercare la verità degli accadimenti nel 2001. Grazie a un coraggioso direttore, ho iniziato dalla "cronaca di un marciapiede rotto", per arrivare a nera e giudiziaria passando dallo sport in tv, approdando alla famiglia MB News oltre che a collaborazioni con un'agenzia di stampa ed un quotidiano nazionali. Scrivere è la mia passione, un lavoro e anche un po' una missione:). Amo tutte le forme di sport e nel tempo libero mi rilasso in lunghi giri in auto cantando Ligabue a squarciagola o leggendo un buon libro spaparanzata in qualche parte del mondo, meglio se ci arrivo su un'auto senza finestrini o facendo l'auto stop! Mi direi "cronicamente combattiva, femminista progressista che rovescia le tazze di caffè e inciampa costantemente nei gradini e che sogna un faro circondato dal mare in tempesta dove scrivere libri...Un sacco di gradini per cadere"!!


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