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Rendere forte l’essere umano, allenarsi al Parkour con Lisa

Rendere forte l’essere umano, allenarsi al Parkour con Lisa

27 Aprile 2017

Scattano come schegge, sono agili e pronti ad affrontare ogni ostacolo che incontrano. Sono gli atleti delle strade, basta dare un’occhiata sui vari canali Social per farsi un po’ di “street-culture”: il web è pieno di video straordinari di atleti in grado di saltare con disinvoltura, tra gli ostacoli delle grandi città. Il Parkour, o meglio conosciuto come “arte dello spostamento”, prevede di attraversare qualsiasi terreno ad ostacoli, utilizzando il proprio corpo con sicurezza ed agilità. Questo è solo uno degli obiettivi della disciplina nata nella periferia francese nei primi anni 80. Nonostante ci siano molti “outdoor spot” per la pratica del Parkour, oggi Londra è di sicuro uno dei centri principali.

Lisa e la sua Crew

Parkour Gym Ex Macello Monza

“Nel Parkour non esiste competizione, la sfida è soltanto con te stesso: è il tuo corpo che si adatta all’ambiente circostante”. A parlare è Lisa, fondatrice di Fitparkour Monza Macello Park, da sempre attiva nel mondo dello Sport. Lisa è istruttrice qualificata e personal trainer, si avvicina al Parkour qualche anno fa e se ne innamora, decide di dedicarsi con passione a questo progetto.

I ragazzi si allenano

Il Parkour, nella sua attuale versione formulata da David Belle, dagli Yamakasi (A.D.D.) e da un piccolo gruppo di altri praticanti francesi intorno al 1980, è una disciplina che cerca di raffinare il movimento del corpo durante l’interazione con l’ambiente. Uno degli obiettivi della disciplina è quello di essere in grado di attraversare qualsiasi terreno il più rapidamente possibile, con fluidità, efficienza, grazia e precisione. Alcuni lo praticano esclusivamente per motivi di salute e benessere, altri perché li diverte l’approccio infantile e giocoso all’ambiente che li circonda e molti per padroneggiare il proprio corpo, sofisticare la propria mobilità e migliorarne l’agilità complessiva.

Dream On

“Il bello del Parkour è che aiuta le persone a sviluppare volontà, coraggio e determinazione. Voglia di mettersi in gioco con coscienza e umiltà” – continua Lisa – “è interessante osservare i ragazzi; all’inizio si notano le differenze tra le varie personalità: il bulletto, il timido, l’insicuro, poi con il passare del tempo, il gruppo cresce insieme e i compagni iniziano a collaborare. Si aiutano a vicenda.” Questo è il giusto spirito con cui affrontare questa pratica, dice Lisa sorridendo. La differenza con gli altri sport, come per esempio il calcio o lo skateboard, è lo spirito di gruppo e la disciplina che si creano con il tempo.

Crew

Continua Lisa, “nel Parkour non c’è nulla di estremo o adrenalinico, questa è solo cattiva pubblicità che banalizza il lavoro che si cela dietro alla pratica, molto più vicina alle arti marziali e all’esercizio sull’equilibrio, piuttosto che all’esaltazione incosciente di esibizionisti con manie di protagonismo”. Ciò che conta davvero, come sostiene anche George Hébert, il fondatore del metodo naturale, è l’obiettivo finale dell’educazione fisica: rendere forte l’essere umano promuovendone le qualità di resistenza organica, muscolare e di velocità, utili per camminare, correre, saltare, spostarsi sui quattro arti, arrampicare, camminare in equilibrio, lanciare, sollevare pesi, difendersi e nuotare. Qui al Macello-Park, Lisa insieme con il suo staff, organizzano molte attività: Skate, ginnastica acrobatica, e Parkour. Non resta che indossare una tuta, un paio di scarpe comode e iniziare a lasciarsi andare con coraggio, cercando di ricordarsi sempre: “se trovo un ostacolo nel mio cammino, decido di superarlo con le mie forze, con il mio corpo e nel miglior modo possibile”. Ciò che conta non è cadere, ma imparare a farlo con stile.

Girl

 

(Ph. by Claudia Galeazzi & Ex Macello Monza)

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Claudia Galeazzi
Claudia nasce a Milano nell'89, si laurea in Design/comunicazione presso la NABA e la scuola di Baricco Holden di Torino.Lavora come blogger/storyteller per Deejay, Mediaset e Mondadori, vive all'estero per un po': Nel 2015 Regione Lombardia la seleziona per sviluppare un progetto a Madrid, vivrà anche a Malé (Maldive) per un po'.Appassionata di sport, surf e società, da sempre coltiva la passione per il "narrare" lo fa con il suo Blog "Vander", ma anche con altri canali Social.Il nome deriva da una parola tedesca, Wanderlust, ovvero la sindrome da "viaggio-dipendenza" che delinea curiosità, creatività e voglia sfrenata di avventura.Per seguire le sue vander storie seguila qui:https://ilbrucaliffo.wordpress.com/


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