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Monza, l'ex asilo nido di Cederna diventa una comunità per disabili - MBNews
Sociale

Monza, l’ex asilo nido di Cederna diventa una comunità per disabili

Firmata dal Comune la concessione della struttura all'associazione Uroburo. Ospiterà dieci ragazzi che potranno dare inizio a un progetto di vita autonoma

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Nasce a Monza la prima casa solidale per disabili. Il sindaco Roberto Scanagatti ha firmato la concessione per l’utilizzo dell’ex asilo di Cederna, quello annesso all’antico convento, in favore dell’associazione Uroburo. La struttura sarà trasformata nel giro di sei mesi – un anno in una casa per disabili intellettivi autosufficienti grazie alla quale potranno uscire dall’ambito familiare e iniziare insieme una vita autonoma.

L’ex asilo ospiterà dieci disabili di 45 anni – 50 anni attualmente in famiglia, alcuni dei quali già impiegati. A loro disposizione avranno una stanza con due letti ciascuna, spazi comuni come la cucina, tre salottini e una lavanderia nel seminterrato. Inoltre è prevista anche la realizzazione di due monolocali da destinare a studenti o infermieri e un trilocale a canone calmierato per una famiglia così per favorire una completa integrazione. L’associazione Uroburo è nata nel 2013, ma la sua storia effettiva parte da molto più lontano e affonda le sue radici nella cooperativa sociale Lambro e nell’associazione di Volontariato QdV, sodalizi nei quali i soci fondatori sono attivamente presenti sia come volontari che con incarichi direttivi.

Gli obiettivi del progetto, primo in assoluto a Monza, sono di dare un senso e un progetto di vita alle persone che necessitano di lieve assistenza per poter vivere con autonomia una vita piena e di creare una comunità nella quale ognuno dà quello che può e riceve per quello che necessita. L’ambito in cui è stata effettuata la concessione è quella della legge del “Dopo di noi”. Per i lavori di ristrutturazione servono 300 mila euro (l’ex asilo è in buono stato). L’associazione conta di coprire le spese con bandi, fondazioni e finanziamenti pubblici e anche l’intervento delle famiglie dei disabili.

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