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165 anniversario della Polizia di Stato, festa anche per Monza

I traguardi e le fatiche di chi ogni giorno si occupa della sicurezza dei monzesi.

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Lavorano spesso in borghese, mentre le volanti sfrecciano per rispondere ad ogni richiesta di aiuto pervenuta al pronto intervento. Spesso criticati, come altre forze dell’ordine, per il solo fatto di indossare una divisa, gli appartenenti alla Polizia di Stato ieri hanno festeggiato il 165° anniversario della fondazione del loro corpo. Quest’anno gli agenti che ogni giorno si spendono per le strade di Monza a garantire la nostra sicurezza, hanno festeggiato insieme ai colleghi di Milano, come di consueto, in piazza Gae Aulenti, a partire dalle 18.30.

Il Vicequestore Angelo Re, dirigente del Commissariato di Monza, accompagnato dai suoi uomini ha visto sfilare in piazza le uniformi, i mezzi e le decine di poliziotti premiati per il loro duro lavoro, insieme al Questore di Milano, Marcello Cardona. La scelta del 10 aprile, come ha comunicato la stessa Polizia, è stata effettuata per ricordare il giorno in cui venne pubblicata nel 1981, sulla Gazzetta Ufficiale, la legge 121 di riforma della Polizia. Una tappa fondamentale nel percorso dell’Amministrazione della pubblica sicurezza grazie alla quale si garantì, con la smilitarizzazione, l’adeguamento di una forza di sicurezza alle moderne necessità della società civile.

polizia-stato-anniversario1-2017Per festeggiare l’impegno degli uomini e delle donne in divisa che lavorano nella nostra città, vogliamo ricordare il loro costante impegno nel contrasto della criminalità di ogni ordine e grado, rammentando due importanti operazioni dirette dal Commissariato di Monza in un anno di lavoro, ovvero le indagini “Transitus” e “Hydra”. La prima ha portato allo smantellamento di un’associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina, con il contestuale arresto di dieci persone, “scafisti di terra” residenti tra Monza, Milano, Brescia e Venezia. L’indagine, iniziata nel 2014, ha preso il via dalle dichiarazioni rese agli investigatori da un cittadino egiziano, avvicinato da un gruppo criminale che aveva tentato di assoldarlo come autista per i trasporti all’estero dei clandestini. L’uomo, in quella occasione, si era immediatamente rifiutato di collaborare e si era rivolto alla Polizia. Il capo dell’organizzazione, un cittadino egiziano, attraverso un complice in Sicilia in contatto con gli scafisti in partenza dalle coste africane, veniva avvisato dei nuovi sbarchi sulle nostre coste e attivava immediatamente il gruppo. Il gruppo, attraverso l’attività di alcuni “procacciatori”, contattava i profughi nei punti d’accoglienza di Milano e poi negoziava con loro la somma di denaro per un trasporto verso il nord Europa. Le mansioni di “autisti” erano riservate a cittadini dell’est Europa che, come accertato dall’indagine, effettuavano anche 20 viaggi al mese. L’organizzazione riusciva a far trasferire illegalmente in nord Europa anche 100 migranti in un mese ottenendo, così, un guadagno pari a 70 mila euro.

L’indagine “Hydra” invece, conclusasi con l’arresto di un 55enne commercialista di Sesto San Giovanni, ha riguardato un giro di falsa documentazione al fine di far ottenere il permesso di soggiorno agli immigrati, dietro pagamento. Il commercialista, secondo le indagini della Polizia, con l’aiuto di dieci collaboratori (tutti inclusi nell’inchiesta) creava società fittizie a cui poi “tagliava la testa” non appena sospettava che potessero finire nel mirino delle forze dell’ordine.

Decine, se non centinaia, sono invece gli interventi effettuati dagli uomini e le donne del Commissariato di Monza, per contrastare maltrattamenti e stalking sulle donne e truffe agli anziani.

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