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Monza, drug test per i politici: il centro sinistra dice no

Monza, drug test per i politici: il centro sinistra dice no

6 Marzo 2017

Niente drug test per i consiglieri comunali. Era ferma in un cassetto dalla scorsa estate la mozione presentata da Alberto Mariani della Lega che vorrebbe introdurre per tutti gli amministratori comunali, a partire dl sindaco, l’esame sull’uso di droghe. Giovedì sera il documento è stato discusso in aula e, al termine di un’oretta di polemiche tirate, la maggioranza di centro sinistra ha bocciato la mozione.

“Visto il ruolo che abbiamo in quest’aula – ha spiegato l’esponente del Carroccio -, abbiamo il compito di dare un esempio. Con questo test potremmo dimostrare chiaramente che nessuno di noi fa uso di queste sostanze  stupefacenti e che le nostre decisioni sono prese a mente lucida e che sappiamo quelli che facciamo”. E ancora: “Il primo a farlo dovrebbe essere il sindaco e io sarò il secondo”.

L’idea però non ha suscitato entusiasmo fra i banchi della maggioranza. Anzi da più parti è arrivata secca l’accusa di volere solo provocare. Su questa lunghezza d’ora si è espresso Basiglio Pugliese, consigliere del Pd. “Assomiglia a una provocazione – ha commentato -, ma si tratta comunque di una proposta da prendere molto seriamente. Sottolineo che i test potrebbero essere alterati da farmaci che uno assume per altri motivi. E’ un punto sul quale vale la pena soffermarsi. Esistono infatti anti infiammatori a base di oppiacei e tranquillanti a base di metadone”.

Fra le fila del centro sinistra c’è anche chi si è astenuto. E’ il caso di Marco Lamperti, consigliere comunale. “Sono il primo a dire che se si svolge una funzione come la nostra bisogna essere assolutamente lucidi – ha dichiarato -. Il test lo farei anche, se si trattasse di dimostrare qualche cosa agli elettori, ma il problema è che non capisco a cosa possa portare questo tipo di voto”. Alla (presunta) provocazione della Lega ha risposto Vincenzo Traina dell’Italia dei Valori con una contro proposta: “Va bene il test anti droga – ha spiegato -, ma a questo punto introdurrei anche un test sulla cultura generale o la prova del palloncino per vedere se uno ha bevuto troppo”.

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Riccardo Rosa
Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.


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