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Mondiali Master: l'intervista a Locati, argento nel lancio del peso

Mondiali Master: l’intervista a Locati, argento nel lancio del peso

28 Marzo 2017

E’ appena tornato in Italia dalla Corea del Sud e deve ancora smaltire le 8 ore di fuso orario. Ma la sua soddisfazione supera anche la comprensibile stanchezza ed arriva diretta alle orecchie di chi lo ascolta. D’altro canto per Lorenzo Locati non potrebbe essere altrimenti. Ai Mondiali Master Indoor a Daegu, infatti, l’alfiere dell’Atletica Monza ha dato il suo contributo al bottino italiano di 38 medaglie (10 ori, 18 argenti e 10 bronzi). Per lui la medaglia d’argento nel lancio del peso, categoria M60 e il quarto posto nel martello maniglia corta. Piazzamenti superiori alle aspettative dell’atleta brianzolo, classe 1955, che nella vita è professore di educazione fisica al Liceo Artistico “Nanni Valentini” di Monza. “Sinceramente ero convinto di poter arrivare terzo nel peso e quarto nel martello” spiega. Ma un vero agonista, sebbene nelle categorie “over 35” e quindi lontano da una competizione esasperata, ha quasi sempre qualche rimpianto dopo aver gareggiato. Podio (Copia)
Soprattutto se, nella sua carriera sportiva, ripresa a quasi 50 anni dopo 25 di stop, può vantare una decina di titoli italiani nell’Eptathlon, nel Pentathlon e nel Salto in alto. “Puntavo a realizzare il record italiano dei Master 60 nel martello, fissato a 15,40 metri – afferma – in Corea, invece, mi sono fermato alla misura di 14,85 metri. Pazienza, sono sicuro che la prossima volta sarà quella buona!”. Per Locati, che è impegnato anche nel sociale con la Onlus Insieme si può fare, le occasioni non mancheranno. A partire dai Campionati italiani invernali Pentathlon lanci Master, in programma ad Ostia il 22 e 23 aprile.   Bentornato a Monza, Lorenzo. E complimenti per i risultati ottenuti ai Mondiali Master Indoor a Daegu in Corea del Sud. Come ci si sente da vice-campione nel lancio del peso, categoria M60?  Sono molto soddisfatto della medaglia d’argento conquistata. Pensavo di poter aspirare al massimo al bronzo. Invece è andata meglio del previsto! Tutto questo nonostante si sia gareggiato molto presto la mattina, in un palazzetto senza riscaldamento e con temperature bassissime. Tutti gli atleti in gara ne hanno risentito. Non a caso io, che ho un personale di 12,47 metri, ho lanciato ‘solo’ 11,79 metri. Anche, lo sloveno Miro Prstec (12,81 metri), che mi ha preceduto e il giapponese Hideaki Hayashi (11.54 metri), che è arrivato sul terzo gradino del podio, sono rimasti molto al di sotto delle proprie migliori prestazioni. Il giorno dopo l’argento nel peso hai trovato la concentrazione giusta per conquistare anche il quarto posto nel martello maniglia corta. Come è andata questa seconda gara?  Le condizioni climatiche erano sempre proibitive perché la competizione si è svolta nelle stesse condizioni e nello stesso palazzetto del lancio del peso. Sono, comunque, riuscito a tirar fuori un 14,85 metri al quarto tentativo, che mi ha permesso di staccare di 21 centimetri il quinto in classifica, lo sloveno Miro Prstec. E’ il massimo che potessi fare, il podio era troppo lontano. Anche se, a volerla dire tutta, mi resta un piccoloIMG-20170320-WA0006 (Copia) rammarico. Cosa avresti potuto chiedere di più?  Puntavo a realizzare il record italiano dei Master 60 nel martello, fissato a 15,40 metri. E’ una misura che in passato ho già superato. A Daegu, invece, mi sono fermato ad un lancio da 14,85 metri. Pazienza, sono sicuro che la prossima volta sarà quella buona! Questa in Corea del Sud è stata la tua terza partecipazione ad un Mondiale Master, dopo quelle a San Sebastian (outdoor) in Spagna nel 2005 e a Linz (indoor) in Austria nel 2006. Eri iscritto anche ai Mondiali di Perth in Australia dell’ottobre 2016, ma non sei potuto andare per un infortunio. Quali ricordi ti porterai dietro dell’esperienza nell’Estremo Oriente? Prima di tutto l’atmosfera che si respira in queste circostanze. Il mondo Master, con il suo sano agonismo, anche in Italia, sta prendendo sempre più piede. Migliaia di amanti dello sport orgogliosi di esserci e di provare, nonostante l’età, a mettersi in gioco e superare i propri limiti. Poi sono rimasto colpito dall’affetto e dal sostegno di chi mi ha seguito dall’Italia. Ringrazio amici, ex studenti e studenti, il Gruppo Penta Lanci e l’Atletica Monza. I loro commenti mi hanno commosso nel profondo. Infine non dimenticherò la Corea, un Paese pulito ed ordinato, dove la cortesia e l’ospitalità da parte di tutti sono estreme. E, poi, devo dirlo…le coreane sono davvero bellissime! Locati-Italia Siamo a fine marzo e il 2017 è ancora lungo. Quali sono i tuoi prossimi appuntamenti sportivi per quest’anno?  Il più ravvicinato sono i Campionati italiani invernali Pentathlon lanci Master, in programma ad Ostia il 22 e 23 aprile. Poi ci sono i Campionati societari. Guardando un po’ più avanti, inoltre, l’obiettivo è puntato sui Campionati europei Master ad Aarhus in Danimarca, in programma dal 27 luglio al 6 agosto. Ci sarà da divertirsi!

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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