15 Agosto 2020 Segnala una notizia
Assegno di mantenimento: la cifra dipende dalla polizia tributaria

Assegno di mantenimento: la cifra dipende dalla polizia tributaria

28 Marzo 2017

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4292 del 20/02/2017 ha precisato quando è conveniente che il giudice disponga, nell’ambito di un procedimento di separazione o divorzio, indagini patrimoniali tramite la polizia tributaria.

Molto spesso, uno dei due coniugi, al fine di far accertare il suo diritto ad un assegno divorzile, chiede al Giudice di disporre l’accertamento dei redditi del marito attraverso la polizia tributaria.

Tale istanza è solitamente rigettata, con sorpresa da parte del richiedente! In verità i provvedimenti di rifiuto hanno una loro ragione, proviamo a comprenderne il perché.

Il coniuge, che pretende un assegno divorzile, ha l’onere di provare il suo diritto all’assegno divorzile, deve provare che sussistono tutti quei presupposti richiesti dalla legge. Solo dopo aver fornito tali prove, può chiedere al Giudice l’accertamento dei redditi del marito attraverso la polizia tributaria.

Ne consegue che, nel processo divorzile, se il giudice, ritiene che l’istante non abbia provato i presupposti necessari all’assegno, può direttamente procedere al rigetto della relativa istanza, anche senza aver prima disposto accertamenti d’ufficio attraverso la polizia tributaria, atteso che l’esercizio del potere officioso di disporre, per il detto tramite, indagini sui redditi e sui patrimoni dei coniugi e sul loro effettivo tenore di vita rientra nella sua discrezionalità, non trattandosi di un adempimento imposto dall’istanza di parte, purché esso sia correlabile anche per implicito ad una valutazione di superfluità dell’iniziativa e di sufficienza dei dati istruttori acquisiti” (Cass. n. 14336/2013).

Dunque al fine di determinare l’assegno di mantenimento in sede di divorzio, l’esercizio del potere del giudice di disporre – d’ufficio o su istanza di parte – indagini patrimoniali avvalendosi della polizia tributaria, costituisce una deroga alle regole generali sull’onere della prova; l’esercizio di tale potere discrezionale non può sopperire alla carenza probatoria della parte onerata.

Per maggiori informazioni: www.avvocatomonzapaviacremona.com

Cliccando sulla Pagina Facebook Ufficiale di MBNews e mettendo "MI PIACE" sarai aggiornato in maniera esclusiva ed automatica su tutte le NEWS. Se vuoi beneficiare delle nostre promozioni e degli sconti che i nostri clienti riservano a te, iscriviti subito alla Newsletter.
Avv. Rosa Taccogna
Lo studio legale Rosa Avv. Taccogna, con 25 anni di esperienza, si occupa di diritto di famiglia (separazione – divorzio) fino all'allontanamento del coniuge violento e alla tutela dallo stalking con ordine di protezione. Molta attenzione viene riservata ai figli dei separandi, al fine di scongiurare problematiche psicologiche negli stessi. Lo studio affronta, altresì, casi aventi ad oggetto la responsabilità medica – ospedaliera, il risarcimento danni da sinistro stradale. L’ascolto, delle ragioni dei nostri assistiti, ci guida nella scelta della migliore difesa.


Articoli più letti di oggi

Rientri dall’estero: nessun isolamento ma rigoroso rispetto norme igienico sanitarie

Nessun isolamento fiduciario per chi rientra da Spagna, Croazia, Grecia e Malta ma l'adozione rigorosa delle misure igienico sanitarie previste già dal Dpcm del 7 agosto 2020.

Lombardia: 97 positivi e 258 tra guariti e dimessi

Aumentano guariti e dimessi (+258), a Cremona, Lodi e Sondrio 1 solo contagio.

Ospedale di Vimercate, chirurgia “su misura” a Ginecologia

Il modello consente non pochi benefici per la donna che si sottopone ad intervento, ma anche per la stessa organizzazione sanitaria dell’Ospedale.

Referendum sul taglio dei parlamentari: quando e come si vota

Domenica 20 e lunedì 21 settembre brianzoli, e non solo, sono chiamati alle urne per esprimere il proprio voto al referendum del taglio dei parlamentari.

Cesano. Un consigliere usa l’espressione ‘buon padre di famiglia’, Spadafora: “frase sessista”

Seppur normata, la frase in questione ha creato qualche polemica tra Lega e PD