Martin Scorsese: i film più grandi e ambiziosi

Martin Scorsese: i film più grandi e ambiziosi

Dalle strade di Little Italy a Hollywood, il premio Oscar, un Leone d’Oro, un film in cui si presta come attore e diretto da Renzo Arbore, una vocazione religiosa che è prima di tutto dubbio interiore, tensione verso l’alto e indagine negli abissi dell’umana natura. E poi l’ultimo film, Silence, in cui si interroga sulla Fede, con più domande, buone, che risposte, poche da offrire allo spettatore.

Parliamo di Martin Scorsese, oggi. Attraverso i suoi film perché come una volta ha detto” i film sono tutta la mia vita e questo è tutto “.

TAXI DRIVER 1977 ( Taxi Driver )

Come solo i grandi capolavori sanno fare riesce a comunicare a quarant’anni di distanza, con un’attualità che lascia molti dubbi su come le magnifiche sorti e progressive della società moderna si siano evolute. Travis Bickle, il tassista protagonista del film, è schiacciato da una solitudine atomica in cui ogni individuo è frammentato e incapace di comunicare con gli altri. Distanza affettiva ed emotiva in cui l’altro per quanto vicino e prossimo in una metropoli come New York resta alieno e incomprensibile.  La città stessa come in tanti film di Scorsese è protagonista con le sue atmosfere cupe in cui nessuna redenzione sembra possibile se non in una caduta miltoniana.

TORO SCATENATO 1980 ( Raging bull )

Tratto dall’autobiografia del celebre pugile statunitense Jake LaMotta è la parabola di un eroe o antieroe che dopo aver raggiunto il vertice della categoria come campione mondiale dei pesi massimi inizia la sua discesa autodistruttiva. È un film sulla boxe e sui pugili con scene iperrealistiche in cui il guerriero va avanti senza indietreggiare mai. Ma è proprio questa tensione costante alla lotta che domina la vita di Jake fuori e dentro il ring.

Non si scende a compromessi e non si cede, mai. C’è una caparbietà quasi animalesca nel restare in piedi mentre tutto attorno a lui crolla. Le macerie Jack se le porta dentro distruggendo istintivamente tutto ciò che lo circonda.

È un capolavoro assoluto entrato a far parte per le future generazioni della National Film Registry.

CASINÒ

1995 ( Casinò )

Terzo film di Scorsese sui gangster. Mean Streets e Quei bravi ragazzi, gli altri due. Tante le storie che si intrecciano in quest’opera ambientata nel luogo simbolo del gioco e della trasgressione: Las Vegas. C’è il magnate giapponese Ichikawa, ossessionato dal baccarat che macina il proprio denaro puntata dopo puntata. Grazie alla sua storia – raccontata da Scorsese basandosi sulla vita di Akio Kashiwagi – abbiamo una delle rare occasioni in cui il cinema ha mostrato uno dei giochi di casinò meno conosciuti, il baccarat, in cui il giocatore deve raggiungere un punteggio il più possibile vicino al nove.

C’è poi Asso, il genio delle scommesse e direttore del casinò che scala la vetta del successo per poi ridiscenderla con altrettanta drammatica rapidità. E poi ci sono la compagna di Asso, una magistrale Sharon Stone e il miglior amico del protagonista che precipiteranno in una spirale autodistruttiva dominata dalla violenza e dall’avidità. L’animo umano nelle sue multiformi e spesso incomprensibili motivazioni è ancora una volta al centro dell’indagine di Scorsese.

HUGO CABRET 2011 ( Hugo )

La magia, le invenzioni fantastiche e una Parigi spettacolare ricreata in digitale fanno di questo film una gioia per lo sguardo dello spettatore. Ma c’è dell’altro, Hugo Cabret è anche un film che parla al cuore, raccontando la storia di un bambino che vuole aggiustare le cose. Prima fra tutte il proprio cuore. Il film è poi un omaggio al cinema stesso e ad uno dei suoi padri fondatori, il francese George Méliès che introdusse importanti novità sia narrative che tecniche. Sono tanti i livelli di lettura a cui il film è stato sottoposto, ma quello che conta davvero è la capacità di Scorsese di narrare una storia che è un vero e proprio viaggio dell’eroe, che sono poi le uniche storie capaci di farci sognare e commuovere.

THE DEPARTED – Il bene e il male 2006 (The departed )

Sicuramente un film da manuale per il genere thriller che ha valso a Scorsese il primo Oscar per la regia. I due opposti manichei del bene e del male si intrecciano fino a confondersi in una Boston in cui infiltrati della polizia (Leonardo Di Caprio) e talpe della mafia (Matt Damon) si confrontano attraverso colpi di scena e un ritmo veloce che tiene sempre alta la tensione. I vivi appaiono ancora una volta confusi, in preda a dubbi che li trascinano sempre in più in basso ad ogni nuova domanda che si pongono, mentre i defunti (the departed) restano saldi al loro posto influenzando da una distanza ben più prossima di quanto sembri la loro esistenza.

 


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