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L'America crede in loro: ecco l'incredibile scoperta di 6 giovani italiani

L’America crede in loro: ecco l’incredibile scoperta di 6 giovani italiani

27 Febbraio 2017

Dal letame nascono i fiori, ma non solo. Sei ragazzi, tutti under 30, sono riusciti a creare valore dal materiale di scarto per eccellenza: gli escrementi umani. Tanto da trasformarli, depurati, in un prodotto che aiuta a far crescere le piante: l’hanno chiamato Nutrieno, un ammendante naturale che trattiene l’acqua e promuove la bioattività naturale del terreno, realizzato in modo sostenibile, senza fare ricorso a fonti esterne di energia, estraendo i migliori nutrienti dalle acque reflue civili.

Comincia tutto nel 2011, quando Dario Presezzi, Marco Mosciarello e Stefano Pessina, all’epoca studenti di Biotecnologie industriali e Ingegneria energetica, hanno l’intuizione di sfruttare i fanghi di depurazione per produrre energia. Con pochissime conoscenze pregresse sull’argomento, i tre riescono ad approdare a un’idea per loro stessa ammissione pazza ma geniale: trattare i fanghi di depurazione utilizzando il calore prodotto dai loro stessi batteri, in modo da essiccarli e generare energia tramite pirolisi. Un’ipotesi che, verificata, è risultata corretta: i batteri presenti nei fanghi, mantenuti in vita per continuare a produrre calore, riescono infatti a far raggiungere alla sostanza una temperatura di 65°C, riducendo l’umidità del 70%. A questo punto Mosciarello e Pessina coinvolgono altri tre amici, Valentino Villa, esperto di gestione aziendale, Mattia Bonfanti, programmatore industriale, e Matteo Longo, per la parte di acquisti e comunicazione: una giovanissima start up tutta italiana e lombarda (Presezzi, Villa e Longo sono di Vimercate, gli altri vengono da Trezzo, Brescia e Lecco) che però, per crescere, aveva bisogno di un investitore. «In Italia non siamo riusciti a trovare nessuno di abbastanza coraggioso da investire su questo progetto, che certo era complesso – ricorda Longo -. Forse eravamo troppo giovani. Così – continua – siamo andati a proporre la nostra idea alle aziende della Silicon Valley, il luogo al mondo più attento allo sviluppo di nuove tecnologie». Era il 2013: in California il progetto dei sei italiani viene subito accolto con grande interesse da aziende, depuratori ed enti pubblici. I ragazzi fondano, a un’età media di 25 anni, la Bioforcetech, e stringono un accordo con il depuratore Silicon Valley Clean Water di Redwood City, perfezionando il sistema di essiccazione (Biodryer) e la pirolisi per la produzione di energia (P-FIVE). «È il primo processo del genere al mondo – afferma Longo -. Il P-FIVE è l’unico sistema di pirolisi di fango di depurazione ad aver ottenuto l’autorizzazione della California, che in materia ha gli standard più rigidi di tutto il Paese, ed è stato certificato dall’Environmental Protection Agency per operare su tutto il territorio statunitense».

«Inizialmente volevamo trovare un modo per abbattere i costi delle aziende per lo smaltimento dei fanghi di depurazione – racconta Longo -. Riducendo il volume del 70%, avremmo ridotto anche il numero di camion necessari al trasporto degli scarti, ed eliminando dai fanghi i germi e le sostanze nocive, avremmo inquinato di meno. Solo che – continua – abbiamo scoperto che il risultato era un ottimo ammendante per le piante (Longo precisa di non voler usare il termine “fertilizzante” perché Nutrieno non è chimico, ma totalmente naturale, ndr). La pirolisi, infatti, cambia le caratteristiche del fango, che perde tutte quelle negative, ma mantiene le sostanze nutritive tipiche dei fertilizzanti, come azoto e fosforo. Nel corso del processo di trasformazione si formano inoltre dei micro-pori, dove l’acqua viene immagazzinata in modo naturale». Sperimentato, il fango “post-pirolisi” viene certificato come sicuro, e, anzi, in grado di far crescere piante e ortaggi di ottima qualità: è la nascita di Nutrieno.

Nel 2016 Bioforcetech ha firmato il suo primo contratto con il depuratore Silicon Valley Clean Water per il trattamento di 7000 tonnellate di fanghi di depurazione all’anno. L’impianto, che produrrà circa 700 tonnellate di Nutrieno ogni anno, sarà inaugurato ad aprile 2017, mentre la campagna su Kickstarter per una prima commercializzazione ai privati di Nutrieno comincerà a marzo. Con già qualche nuovo progetto all’orizzonte: la creazione di nuovi impianti e la produzione di energia da rifiuti verdi e scarti alimentari.

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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