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K-Flex: trattative in  fumo. L'azienda licenzia 187 lavoratori

K-Flex: trattative in fumo. L’azienda licenzia 187 lavoratori

15 febbraio 2017

L’azienda conferma la sua decisione: avanti con le procedure di licenziamento. Neanche gli incontri di ieri, martedì 14 febbraio, in Assolombarda e Regione sono serviti a far tornare sui propri passi i vertici aziendali.

Le richieste dei sindacati e dei lavoratori di ritiro immediato dei licenziamenti non sono andate a buon fine. L’azienda è solo disponibile a trattare per quanto riguarda gli incentivi ai lavoratori.

Nel tavolo di ieri mattina presso Assolombarda la multinazionale era presente, rappresentata da Marta Spinelli. “L’azienda avrebbe utilizzato i finanziamenti pubblici pari a 12 milioni di euro , ricevuti negli ultimi anni,  per investire all’estero, anziché in Italia, dove l’azienda è nata”, spiega Matteo Moretti di Filctem cigli. Si legge in una nota degli onorevoli Grimoldi e Fororni: “12 milioni di euro di finanziamento erogato dal Ministero che sembra siano pero’ stati utilizzati all’estero nel settore ricerca e innovazione”. L’onorevole Grimoldi (Lega nord), ha definito questa scelta come “un esempio negativo, che le istituzioni devono evitare si trasformi nell’ennesimo cattivo precedente per la nostra economia”ed ha anche sottolineato come la K-Flex sia diventata una multinazionale in crescita grazie anche a questi fondi.

Un centinaio erano i lavoratori a presidiare la sede di Assolombarda, mentre gli altri mantenevano il presidio a Roncello, come fanno da ormai ventidue giorni. In Regione, commissione attività produttive, l’azienda non si è presentata. E non è la prima volta che i dirigenti si rifiutano di creare un dialogo con i sindacati: già al tavolo al Ministero per lo sviluppo economico di mercoledì otto febbraio nessuno era presente a rappresentare l’industria brianzola. l’azienda in realtà ha affermato proprio oggi [leggi qui] di non essersi mai negata per affrontare il confronto.

L’onorevole Grimoldi e il consigliere Pietro Foroni di Lega Nord hanno parlato di “mancanza di rispetto verso le istituzioni che rappresentiamo”. Foroni ha anche assicurato  che “Questa Commissione e la Regione faranno di tutto per far tornare sui propri passi l’azienda e far valere la responsabilità sociale d’impresa garantita dalla nostra Costituzione”. I capigruppo e i rappresentanti sindacali, di comune accordo, hanno sottoscritto una mozione urgente, che sarà approvata dal Consiglio regionale in giornata.

I lavoratori, rappresentati oggi da Domenico Frustagli e Massimo Ferni della Femca cisl e da Matteo Moretti e Eliana Schiadà di Filctem Cgil , hanno oggi ricevuto l’appoggio anche di Enrico Brambilla del Pd, Stefano Buffagni del Movimento 5 Stelle e Daniela Mainini del Patto Civico. Tutti si impegnano per evitare i licenziamenti annunciati. “C’è bisogno di un intervento più incisivo da parte delle istituzioni. Noi abbiamo fatto, e faremo, tutto il possibile. Nel frattempo abbiamo richiesto un secondo incontro al Mise”, spiega Matteo Moretti di Filctem cgil.

Proprio oggi l’azienda ha deciso di difendere le proprie scelte. In sintesi la dirigenza avrebbe scritto che non vogliono licenziare per delocalizzare, ma perchè la sede di Roncello è inadeguata e perchè la domanda del mercato ci obbliga a certe scelte. (Leggi qui tutte le motivazioni dei 187 licenziamenti)

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Elena Magni
Carnatese fedele, ma sogno l'Inghilterra. Amo viaggiare e conoscere nuove culture, per questo ho studiato lingue. Nel tempo libero leggo e faccio equitazione, le mie due grandi passioni.


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