K-Flex licenzia: “Sede inadeguata, niente delocalizzazione”

K-Flex licenzia: "Sede inadeguata, niente delocalizzazione"

Arriva il momento della difesa per K-Flex di Roncello. L’azienda prende posizione sui 187 licenziamenti e le accuse di delocalizzazione.

Nonostante tutti i sinceri sforzi adottati per trovare un accordo con le Parti Sociali e le Istituzioni che sappia affrontare e risolvere la grave congiuntura attuale, l’Isolante K-FLEX S.p.A (K-FLEX) si trova costretta a cessare l’attività produttiva della sede di Roncello-Via Leonardo da Vinci e procedere ad una riorganizzazione che coinvolgerà 187 lavoratori, corrispondenti all’intera forza lavoro relativa ai reparti produttivi diretti, di assistenza alla produzione, e parzialmente ai servizi amministrativi, logistici, commerciali ed accessori. – spiega l’azienda che aggiunge - L’azienda comunque manterrà in Italia un centro logistico/distributivo unitamente a varie funzioni di marketing, ricerca, vendita etc che occuperanno circa/oltre 60 lavoratori”.

Un bel ridimensionamento che viene giustificato dalla K-Flex spiegando che c’è l’impossibilità di permanere nell’attuale sede di via Leonardo da Vinci. Secondo la proprietà questa informazione è stata più volte condivisa con i lavoratori e le Rappresentanze Sindacali ed è anche conseguenza delle gravi problematiche strutturali dell’edificio sede della Società e della produzione.

Poi la direzione aziendale ci tiene a precisare che la scelta di licenziare non è la conseguenza della volontà di localizzare. “Contrariamente a quanto apparso su alcuni organi di informazione, tale situazione non è conseguenza di alcun tentativo di delocalizzazione da parte di K-FLEX. Il Gruppo K-Flex è composto da 27 società di cui 11 produttive, ed il sito italiano è solamente uno dei plant produttivi del Gruppo attraverso i quali l’azienda rifornisce da anni il mercato del Sud Europa.  In questo momento, pertanto, l’attuale ‘forzato fermo produttivo e distributivo’ dello stabilimento italiano sta creando addirittura disservizi e rallentamenti agli altri impianti del Gruppo ad oggi esistenti. – non solo – “Lo squilibrio tra la domanda del mercato italiano e la capacità produttiva dell’impianto, l’aggravamento e mancata risoluzione delle gravi problematiche strutturali dell’edificio di Via Leonardo da Vinci, sede della Società e della produzione, rendono anti-economico il mantenimento in essere del sito e, quindi, impraticabile potervi proseguire l’attività”.

L’azienda era stata anche accusata da più parti di non dialogare con le parti sociali e ben che meno con i lavoratori. La proprietà nega e afferma: “K-FLEX conferma la volontà e la disponibilità a proseguire con un dialogo responsabile il confronto con le Rappresentanze Sindacali e le Istituzioni: la Società, infatti, non si è mai sottratta ad alcun incontro onde tentare di risolvere le vertenze ed addivenire ad una conciliazione delle parti ed attenuare le conseguenze sul piano sociale”.


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