Milano-Meda, Monti (Lega) contro il nuovo autovelox

Milano-Meda, Monti (Lega) contro il nuovo autovelox

Non è ancora stato installato e fa già discutere. È il nuovo autovelox della Milano-Meda, che sarà collocato all’altezza di Meda, in un punto che sarà stabilito con precisione dai tecnici, aggiungendosi dunque all’autovelox fisso di Paderno e a quelli, mobili, posti di volta in volta tra Seveso e Bovisio. Lo ha annunciato il presidente della Provincia, Gigi Ponti, il 29 dicembre 2016, rispondendo a una richiesta avanzata nella scorsa primavera dallo stesso Comune di Meda. Un modo per tenere a freno gli automobilisti, ma non tutti sono d’accordo. «Una decisione assurda, che vede tutta la mia contrarietà – ha commentato il consigliere della Lega Nord Andrea Monti, recentemente rieletto in Provincia -. Non sono queste le priorità per la Milano Meda. Non sono questi i sistemi per diminuire i rischi legati a questa strada. Soprattutto non è questa la maniera di trattare le decine di migliaia di automobilisti che giornalmente la percorrono. Se è doveroso rispettare i limiti, è altrettanto palese come mettere in piedi una corsa a ostacoli, con un carnevale di limiti non uniformi e numerosi impianti fissi e mobili di controllo della velocità, non costituisce affatto una soluzione che aumenta la sicurezza».

Lo scorso novembre Monti aveva segnalato la necessità di intervenire sul tratto di superstrada tra Lentate e Meda, dissestato e, con la pioggia, pericolosamente scivoloso. Il consigliere leghista chiedeva di posizionare segnalatori luminosi nei punti più a rischio, e di sistemare l’asfalto: ma l’autovelox, secondo lui, non risolverà il problema. «Il protocollo d’intesa, approvato con decreto del Presidente Ponti, pone tutte le attività a carico del Comune di Meda. Quest’ultimo dovrà installare gli impianti, curarne la manutenzione e sobbarcarsi tutto il mastodontico lavoro che si genererà dalle migliaia di verbali che, come facile prevedere, verranno elevati – afferma Monti -. Si prospetta un bel carico di lavoro aggiuntivo per i 15 agenti della Locale di Meda, che dovranno passare parecchio tempo in ufficio, con buona pace del lavoro sul campo. La Provincia, beata lei, si porterà a casa il 50% secco dell’introito senza nemmeno muovere un dito -. E continua, polemico -: A occhio e croce non sembrerebbe un buon affare per il Comune di Meda, ma evidentemente tra amici non si sta a disquisire su il vil denaro». Un’insinuazione che va a colpire l’appartenenza politica di Ponti e del sindaco di Meda, Caimi, entrambi del centrosinistra.

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Su Giulia Santambrogio

Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.