Quantcast
A Vimercate al via il progetto per vedere "Con altri occhi" i rifugiati - MBNews
Sociale

A Vimercate al via il progetto per vedere “Con altri occhi” i rifugiati

Incontri nelle scuole e nei comuni per sensibilizzare la popolazione su una questione di stretta attualità, quella dei migranti.

presentazione con altri occhi vimercate -mb

Centosettantaseimila: questo il numero ufficiale dei profughi in Italia ad oggi. Un dato che può preoccupare e soprattutto far sorgere delle questioni: chi sono queste persone? Da dove provengono? Qual è la loro storia? Aeris, cooperativa vimercatese, sta cercando di rispondere a queste domande tramite il progetto “con altri occhi”. L’iniziativa è stata presentata il 14 Dicembre nella sede di Villa Gussi a Vimercate, alla presenza di Daniele Biella, giornalista ed esperto in materia, Sergio Saccavino, direttore commerciale di Aeris e Laura Saudelli, responsabile comunicazione Aeris.

Il progetto mira a cambiare il punto di vista della popolazione locale sulla questione migranti, tema più che mai attuale. Ad oggi coinvolge circa 2400 alunni di trenta scuole fra elementari e medie, suddivisi in 120 classi. Anche numerose amministrazioni locali si sono mostrate interessate: nascono così degli incontri aperti a tutti i cittadini. Queste serate vedono la partecipazione di esperti e hanno la finalità di creare maggior consapevolezza in merito a un tema così delicato.

“Dobbiamo metterci sullo stesso piano di queste persone, immedesimarci in loro. Solo guardandole negli occhi possiamo capire la loro storia, al di là dei luoghi comuni”, spiega Laura Saudelli. Aeris vuole dunque smuovere le coscienze delle persone e provocare un cambiamento culturale. Ma come è possibili ottenere tutto ciò?

” Innanzitutto, bisogna offrire alla popolazione strumenti per  capire la situazione“, chiarisce Daniele Biella. In quest’ottica si inseriscono i progetti nelle scuole e gli eventi in collaborazione con i Comuni. Daniele Biella e Cristina Romanelli, operatrice del servizio accoglienza migranti Aeris, si siedono ogni giorno ai banchi di scuola per confrontarsi con gli studenti. “Attraverso spiegazioni , foto, video e discussioni cerchiamo di offrire loro un’immagine chiara su cosa significa essere migranti, compatibilmente con le esigenze della loro età. In ogni classe organizziamo un incontro con un profugo: i giovani possono intervistarlo, chiedergli qualsiasi cosa, senza filtri”  spiega Daniele Biella.

Aeris ha anche indetto un concorso, per concludere a meglio il percorso svolto : le varie classi sono invitate a produrre una composizione artistica (foto, videoclip, racconto) che esemplifichi il loro punto di vista sul tema della migrazione. Gli elaborati verranno poi esposti in una mostra, e i migliori saranno premiati.

 

commenta